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mercoledì 9 settembre 2009

Il rito religioso dei pagani dell'Equinozio d'Autunno


La Federazione Pagana annuncia il rito dell’Equinozio d’Autunno.

Il rito dell’Equinozio d’Autunno si terrà presso il Bosco Sacro a Jesolo – Venezia il giorno 19 settembre 2009 dalle ore 18.00. Il Bosco Sacro è sito in Via Ca’ Gamba, 7^ traversa n. 3/B

Il rito termina dopo circa un’ora dall’accensione del fuoco sacro.

Per vedere come si svolgerà il rito:


Riporto la presentazione generale del rito dell’Equinozio d’Autunno:


Sia gli equinozi che i solstizi seguiranno, nelle celebrazioni, i passaggi della vita nei vari stadi. Il rito dell'equinozio d'autunno segnerà L'USCITA DAL SILENZIO: ANGERONA! In realtà il rito di Angerona andrebbe fatto in Dicembre, ma ritengo opportuno sia spostare il rito dal passaggio dal buio (dicembre) alla luce facendolo diventare dal buio (settembre) alla luce i mesi scuri sia per questioni di opportunità nell'esecuzione del rito in quanto penso che stare fermi all'aperto per quindici-trenta minuti sia più facile farlo in settembre (se non piove) che in dicembre. Non mi sono sbagliato nello scrivere. Chi segue le trasmissioni di Stregoneria o ha letto le pagine sui siti sa che luce e buio sono aspetti soggettivi. Ciò che è luce per la nostra ragione è buio per la nostra intuizione e la nostra magia. Ciò che è luce per la nostra magia è bui per la nostra ragione.Pertanto, entrare nei mondi bui della nostra ragione significa entrare nei mondi luminosi della nostra intuizione e magia. Il rito può scegliere l'aspetto che vuole mettere in rilievo.

Questo rito sarà preceduto dai suoni e dal movimento in cerchio attorno al fuoco per richiamare al rito le potenze del mondo dopo di che i partecipanti entreranno nel mondo del silenzio entrando in contemplazione in relazione al fuoco.

Spiegherò ai partecipanti la tecnica della Contemplazione Pagana come fermare il dialogo interno, come usare gli occhi o le orecchie, cosa mettere a fuoco e dove concentrare l'attenzione in modo di entrare in sintonia col fuoco e con i partecipanti al rito.

La Contemplazione Pagana è un modo di entrare in sintonia con il mondo, raccogliere energia per alimentare la propria intuizione sia per entrare nei mondi del sognare sia per far affluire la propria intuizione alla ragione.

Il Rito può essere eseguito anche personalmente a casa contemplando anche altri oggetti al fine sia di raccogliere le proprie energie, sia per modificare sé stessi, sia per ascoltare e correnti vegetative e fare quello che gli Indù chiamano il "risveglio della Kundalini". Però non mettetevi in testa che si tratti di una trasformazione, le cose variano giorno dopo giorno nel nostro quotidiano vivere per sfida. E' nel vivere quotidiano che noi riversiamo noi stessi; le pratiche della Contemplazione ci permettono di riversare un NOI STESSI migliore e più efficiente, ma non ci risolvono i problemi che dobbiamo affrontare sempre con passione e determinazione.

La contemplazione è l'attività collaterale che ci permette di entrare in sintonia personale con gli Dei del mondo dopo averli individuati nelle nostre azioni e necessità.

Appuntamento alle ore 18 di sabato 19 settembre presso l’Altare del Bosco Sacro sul quale accenderemo il fuoco.

08 settembre 2009

Claudio Simeoni

giovedì 30 aprile 2009

L'Egitto, la sua Religione, la sua morale, le sue sabbie.

L’antico emerge dall’oblio. La ricerca archeologica ha da tempo smentito i luoghi comuni imposti come credenza dall’educazione cristiana. Interessante questa scoperta in Egitto. Una scoperta che evidenzia anche il ritrovamento di resti carbonizzati di antichi sarcofaghi ai quali fu dato fuoco in epoca copta. E ti pareva che i cristiani distruggessero ogni cosa che incontrano!
Interessante il ritrovamento della cappella funeraria usata nel periodo fra il 30 a.c. e il 337 d.c.. Quando i cristiani anche in Egitto stavano da tempo distruggendo le testimonianze di una cultura che non capivano e della quale avevano il terrore.


Egitto, importante scoperta archeologica

(23-04-2009) - Missione archeologica egiziana riporta alla luce una necropoli composta da 53 tombe rupestri, ubicata nella regione egiziana di Fayoum

Sempre mirabili sono le sorprese che la terra d’Egitto riserva ai suoi estimatori: una missione archeologica egiziana, sponsorizzata dal Supremo Consiglio delle Antichità (SCA), ha avuto il privilegio di riportare alla luce una necropoli composta da 53 tombe rupestri - risalenti al Medio Regno (ca. 2061-1786 A.C.), al Nuovo Regno (ca. 1569-1081 A.C.) ed alla 22ma Dinastia (ca. 931-725 A.C.) - ubicata nell’area sud-orientale della piana della piramide di Illahun, nella regione egiziana di Fayoum.

Ad annunciare la scoperta il Ministro della Cultura, Farouk Hosni, il quale ha specificato che le tombe differiscono tra loro nei disegni. Alcune di esse presentano un unico piano funerario, altre sono dotate di un cunicolo che conduce ad una camera superiore, dalla quale un altro cunicolo porta ad una seconda camera, ad un livello più basso. Il Segretario Generale dello SCA, Zahi Hawass, ha dichiarato che lo scavo all’interno delle tombe ha rivelato sarcofagi di legno contenenti mummie avvolte in bendaggi di lino e ricoperte con il cartonnage. La decorazione e le iscrizioni sugli involucri delle mummie sono in buono stato di conservazione.

Hawass ha inoltre spiegato come siano stati trovati anche i resti carbonizzati di alcuni sarcofagi, ai quali probabilmente fu dato fuoco durante l’epoca copta, tra i quali la squadra archeologica ha scoperto 15 maschere dipinte, amuleti e vasi di argilla.
Abdel-Rahman El-Ayedi, Supervisore delle Antichità per il Medio Egitto, nonché capo della missione, ha dichiarato che è stata riportata alla luce anche una cappella funeraria del Medio Regno, dotata di una tavola su cui disporre le offerte, che da studi preliminari risulta essere stata riutilizzata in periodi successivi, forse persino in epoca romana (30 A.C.-337 D.C.) A quest’ultima era risalgono anche sarcofagi di argilla e gioielli di bronzo e di rame, come pure una collezione di amuleti di faience (materiale ceramico non argilloso invetriato) ben conservati, ritrovati durante gli scavi.


Fonte:
http://www.agoranews.it/read.php?read=7716


L’archeologia ci ha permesso di comprendere molti aspetti della cultura antica che il cristianesimo ha distrutto. Ci ha fatto scoprire come noi siamo i figli di quella cultura. I suoi figli che i cristiani hanno voluto, con la violenza, imbastardire per impedirci di cogliere gli Dèi nel mondo che ci circonda.
Eppure, dal passato arrivano testimonianze continue di quanto gli antenati sapessero apprezzare il mondo in cui vivevano e, per quanto articolate fossero le contraddizioni della loro esistenza, incontrare gli Dèi abitatori del nostro stesso mondo.
Queste scoperte ci dicono anche un’altra cosa: mai ci furono guerre per imporre un dio. Il proprio dio. Quest’aberrazione la imposero i cristiani alle società civili e, ancora oggi, costringono, attraverso la propaganda fatta dai media, a schierarsi contro gli “infedeli”. La cappella usata nei secoli dopo secoli ci testimonia come ad un culto si sono sovrapposti altri culti. Alla percezione di un divino del mondo si sono sovrapposte altre percezioni del divino nel mondo, ma nessun individuo fu ammazzato per essere costretto in ginocchio davanti ad un dio padrone.

30 aprile 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it