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lunedì 10 dicembre 2018

Il pagano nella religione pagana




Cosa significa “Religione Pagana?

Significa che le persone che praticano questa religione non pensano agli Dèi come a degli oggetti esterni alle persone stesse, ma pensano gli Dèi come “la materia di cui le persone sono fatte”.

Io sono Marte, io sono Venere, io sono Ilizia, io sono Demetra, io sono Zeus, io sono Ade, io sono Prometeo, io sono Cronos, io sono Urano…, dunque “Io sono!”.

A differenza della religione cristiana in cui “Dio è!”, nella Religione Pagana “l’uomo è!”. In sostanza, nella Religione Pagana l’attenzione viene spostata sull’uomo che vive nel mondo e che diventa l’oggetto del discutere in ogni questione religiosa.

Nella Religione Pagana gli Dèi esistono in quanto esiste l’uomo che contiene tutti gli Dèi, che l’uomo identifica, dentro sé stesso e che esprime mediante le sue azioni e le sue scelte nella sua vita.

A differenza della religione cristiana, la Religione Pagana non discute di ciò che vuole Dio (o gli Dèi), ma discute di ciò che l’uomo vuole vivendo in un mondo di soggetti che a loro volta vogliono.

In quel volere l’uomo si trasforma, come si trasformano i soggetti che abitano il mondo assieme all’uomo e che partecipano alla vita del mondo in cui l’uomo abita.

In quel mondo, il Dio dei cristiani è un paria, un emarginato, feccia che manifesta un delirio di possesso dell’uomo perché incapace di partecipare alla vita degli uomini e, quando lo fa, abita i deliri di chi pratica la strage, lo sterminio, le camere a gas, lo stupro di donne e bambini, perché chi manifesta il Dio dei cristiani vive all’interno di un delirio di onnipotenza e di impunibilità nell’imputridire la vita e aggravare le condizioni di vita degli uomini.

La Religione Pagana incontra gli Dèi nel mondo che ci circonda. Ma per incontrare gli Dèi nel mondo che ci circonda è necessario che il Pagano manifesti quegli stessi Dèi dentro di sé e li veicoli mediante le azioni nella sua esistenza quotidiana. In altre parole, non è il Pagano che in quanto individuo incontra gli Dèi. Ma è quello stesso Dio manifestato dal Pagano, mediante le sue azioni e le sue emozioni, che incontra il sé stesso nel mondo mediante le azioni e le emozioni proprie di quello stesso Dio.

Uomini, donne, piante ed animali che abitano la Terra sono altrettanti Dèi che sono in grado di manifestare Dèi che abitano ogni uomo, donna, animale o pianta della terra abbeverandosi, di volta in volta, da ogni specifica fonte divina incontrata che ha il potere di alimentare quello stesso Dio dentro ogni uomo, donna, animale o pianta della Terra.

La Religione Pagana pensa al mondo come luogo abitato da un numero infinito di coscienze che ogni volta che costruiscono delle relazioni costruiscono le condizioni perché altre coscienza nascano e manifestano il crogiolo di Dèi di cui sono formate.

Per questo motivo il Pagano, a differenza del cristiano, non prega perché in lui ci sono tutti gli Dèi e lui li manifesta e manifestandoli il Pagano si trasforma. Si trasforma relazione dopo relazione e si trasforma tanto più profondamente quanto più impegna le sue emozioni nelle azioni che mette in atto nel suo mondo quotidiano.

La religione Pagana, a differenza della religione cristiana, non è composta da un gregge di persone che possono essere acquisite o cedute. Non c’è un “gregge pagano” perché non c’è un “pastore pagano”. Nella Religione Pagana c’è una vita da costruire e, per costruirla, è necessario viverla con passione, con impegno al di là delle specifiche scelte che fa un Pagano.

11 dicembre 2018

venerdì 3 aprile 2015

Renato Del Ponte e il Movimento Tradizionalista Romano: le idee.

Noi, come Federazione Pagana, siamo sempre pronti a discutere di religione con le persone che chiamano sé stesse Pagane. Le differenze sono legittime, si tratta di giustificare e supportare le proprie affermazioni con argomentazioni oneste che rappresentino onore e dignità anche a posizioni religiose o filosofiche che noi, come Federazione Pagana, contestiamo. Contestiamo le idee religiose, ma siamo comprensivi con le persone: non pretendiamo che le persone si adeguino al nostro pensiero, né tolleriamo che altri pretendano che noi ci adeguiamo al loro pensiero come wicca e "pagani Imperialisti" hanno sempre preteso di fare.


La pagina presenta il filmato:

1) Renato dal Ponte espone le idee del Movimento Tradizionalista Romano;

Visto che non riusciamo a discute di idee religiose, ci limitiamo a filmare e registrare le idee che altri presentano. Ricordo Renato del Ponte a Bologna nel 2010 quando scappava come un "topo di fogna" per non discutere di religione trincerandosi dietro a quell'ideologia assolutista che era più una giustificazione del fascismo che non un'idea religiosa discutibile.

Quello che presento è il discorso di Renato del Ponte tenuto al congresso WCER (Congresso Mondiale delle Religioni Etniche) a Bologna nel 2010. Penso che un ragazzino delle scuole medie avrebbe presentato meno retorica e più sentimento. 

Eppure, Renato del Ponte è un punto di riferimento di un ambiente che chiede di essere riconosciuto come "Pagano". Il Movimento Tradizionalista Romano che di tradizionale ha solo l'idea dell'imperialismo romano e dell'assolutismo sociale.

 Tanta gente si dichiara "pagana" a sproposito. Lo fece anche la "Lega Nord", a noi faceva ridere, ma alcuni militanti del Veneto credevano davvero che la "Lega Nord", col rito dell'ampolla alle foci del Po', fosse Pagana e quando noi ne contestavamo i principi etico-morali marchiandoli come cristiani, i loro militanti si arrabbiarono. Fino al giorno in cui la Lega Nord impose il crocifisso, mise in atto una crociata contro i musulmani in nome del pederasta in croce e le sue giunte regionali finanziarono le scuole cattoliche per distruggere la scuola pubblica contro il dettato Costituzionale.

La stessa cosa è per Del Ponte che in nome dell'imperialismo romano esaltava gli imperatori cristiani di Roma. C'è un po' di confusione fra religione e imperialismo politico.

Costruire una religione, in questo caso la Religione Pagana, è un lavoro estremamente complesso in cui la tendenza a ripresentare idee al limite del criminale come quelle Platoniche, Neoplatoniche e Stoiche per trovare una scorciatoia filosofica, è sempre presente.

Quando costruisci una religione con impegno e con passione metti in discussione strutture economiche che hanno costruito la loro fortuna attraverso la gestione di idee religiose diverse come lo stupro dei bambini, il lavoro schiavista, le organizzazioni criminali e mafiose, gli interessi politici che rispondono a pacchetti voti spesso presentati da un sottobosco criminale e affaristico che fa della corruzione, dell’evasione fiscale, dell’estorsione, metodi di controllo sociale. Spesso questo avviene con la complicità diretta e indiretta di magistrati, poliziotti, carabinieri e istituzioni amministrative che aggrediscono i cittadini non solo quando esprimono sistemi di pensiero diversi da quelli che loro vogliono imporre, ma anche idee diverse o impressioni diverse sui comportamenti di politici e amministratori.

Non si può fare politica fingendo di fare religione: o l’uno o l’altro. La Religione è il fondamento di ogni politica: dalle idee politiche desumi le idee religiose, mai viceversa.


03 aprile 2015

lunedì 30 gennaio 2012

I nostri valori profondi non sono in vendita: la Religione Pagana e la persona civile.



Quando come Pagani parliamo di legami con il mondo e con la vita, non ci riferiamo a cose astratte, ma a vere e proprie strutture di organizzazione sinapsica e neuronale che, costruita nella crescita, ci portano emotivamente a discriminare fra le scelte del mondo.
Si tratta di un tipo di elaborazione staccata dalla razionalità. Un’area il cui indirizzo viene riconosciuto “istintivamente” o, meglio, empaticamente da altre persone col medesimo indirizzo.
Questo tipo di aree si formano nella crescita e si fissano attraverso le risposte sociali del gruppo. Creano disagio psichico quando l’individuo si trova a dover confrontarsi con persone la cui medesima area cerebrale ha un diverso indirizzo.
In quell’area si fissa una forma di condizionamento psichico che impone all’individuo quelle predisposizioni psichiche irrinunciabili. Ciò che è giusto e ciò che è ingiusto per lui. Una valutazione soggettiva della realtà che diventa apriori su ogni tipo di scelta. La Dea Madre Temi in ognuno di noi.
Il gruppo alimenta la qualità delle affinità empatiche ed emotive, i legami, fra le persone e gli intenti che le persone intimamente perseguono.
Che si tratti di risposte emotive e non razionali, è dimostrato dal coinvolgimento dell’amigdala che mette in luce la profondità che hanno assunto le predilezioni emotive, quelle che normalmente vengono attribuite ai sentimenti, o, più superficialmente all’anima, delle persone.
Riporto l’articolo dal giornale La Repubblica:

LO STUDIO



"L'anima non è in vendita
lo stabilisce il cervello "Lo hanno dimostrato i test svolti dai ricercatori dell'Università statunitense Emory: la nostra mente elabora questi concetti in un'area specifica e nettamente separata da quella in cui valutiamo costi e benefici di cose più profane


MILANO - È il cervello a deciderlo: l'anima, così come i valori in cui crediamo profondamente, non ha prezzo e non può essere messa in vendita. Perché la nostra mente elabora questi concetti in un'area specifica e nettamente separata da quella in cui valutiamo costi e benefici delle cose più profane su cui siamo disposti a contrattare. Lo dimostra uno studio dell'Università statunitense Emory, vicino ad Atlanta, e pubblicato su Philosophical Transactions of the Royal Society.

Come i ricercatori sono arrivati a queste conclusioni? Sottoponendo a una trentina di volontari 62 coppie di affermazioni contrastanti fra loro, alcune più banali (come "tu sei/non sei un consumatore di tè") e altre più forti (come "tu sei favorevole/contrario ai matrimoni gay"), e hanno chiesto a ciascuno di scegliere di volta in volta quella che sentiva più sua. Alla fine dell'esperimento, i volontari potevano decidere se 'mettere in vendita' le affermazioni che avevano scelto, rinnegandole in cambio di denaro.

Analizzando l'attività del cervello grazie alla risonanza magnetica cerebrale, i ricercatori hanno potuto osservare che i valori che riteniamo sacri accendono un circuito neuronale che serve a valutare ciò che è giusto e sbagliato (la giunzione temporo-parietale sinistra) e un altro che serve a recuperare le regole semantiche (la corteccia prefrontale ventrolaterale sinistra), ma non quello che valuta il rapporto costi/benefici ed è associato alla ricompensa.

L'attività della regione cerebrale associata ai valori irrinunciabili è risultata più intensa nelle persone che fanno parte di gruppi organizzati, come i fedeli di una chiesa, i componenti di gruppi sportivi e musicali, forse perché le regole e le norme sociali che esistono nel gruppo aiutano a instillare valori in modo più profondo. Inoltre, nei volontari che rifiutavano di dare un prezzo ai propri valori si è potuta osservare l'attivazione dell'amigdala, il centro di controllo dell'emotività, fatto che sottolinea lo scatenarsi di reazioni come l'offesa e l'indignazione.

(22 gennaio 2012)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/scienze/2012/01/22/news/anima_non_vendita-28587048/

Che cosa ha scoperto questo studio?
Alcuni tipi di legami che noi abbiamo nel nostro essere nel mondo. Le cose che riteniamo importanti sono valori sui quali non siamo disposti a mediare. Quest’area ha un sostrato di comportamenti di specie che nel corso di milioni di anni si sono fissati sulla nostra struttura emotiva. Su questo sostrato interviene l’educazione come processi di adattamento soggettivo alle sollecitazioni dell’ambiente sociale che ci inducono a soggettivare valori che la nostra percezione manipola rendendo evidenti quella parte che può essere utile nella società in cui viviamo.
Questa ricerca ha aggiunto un altro tassello di prova della validità sociale della Religione Pagana sostenendo che noi siamo parte di un mondo nel quale agiamo e al quale ci adattiamo.
Se non teniamo conto della ricerca scientifica saremmo sempre costretti a ripercorrere gli stessi errori di una società che crea il disagio nelle persone. Errori che emergono dal conflitto fra l’imposizione del creazionismo e i processi addattativi del singolo individuo che si apre spazi di libertà nelle imposizioni subite.
Non credo che la società terrà conto dei risultati della ricerca scientifica se non per creare più conflitto e più disperazione nelle persone. Tuttavia, anche da questa ricerca scientifica i principi fondamentali della Religione Pagana vengono ulteriormente confermati e giustificati.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

31 gennaio 2012
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 27 luglio 2011

La Creazione, la Teologia, la Via alla Conoscenza, nella Religione Pagana. Antichi e moderni Pagani.

Le persone sono spesso portate a pensare la religione Pagana come un qualche cosa di vago, indistinto. I Pagani sono quelli che adorano gli antichi Dèi. Nessuno si chiede perché adorano gli antichi Dèi e qual è la loro concezione religiosa.
Qualcuno legge qualche libro di mitologia e pensa che la mitologia che legge sia il pensiero dei Pagani.
Qualcuno sogna l’impero Romano o la grande Germania e pensa che Giove Optimus maximus o Wotan siano come il dio dei cristiani.
In foto:


Non si chiede minimamente se ciò che legge lo comprende con il significato che a quelle parole e a quegli episodi davano gli antichi o se, per caso, egli interpreta le parole e gli episodi con le categorie di pensiero del cristianesimo in cui è nato e vissuto.
Se un pagano parla di creazione, intende la stessa cosa del cristiano?
Un tempo si usava il termine di creazione, poi vennero i cristiani e dettero un significato al termine “creare” che non aveva nulla a che vedere col significato delle antiche religioni. Per questo siamo stati costretti a coniare il termine “germinazione” o l’affermazione del “venir in essere” per trasmettere il significato che gli antichi attribuivano al termine “creazione” che nulla aveva a che vedere con l’idea ebrea e cristiana di creazione.

Anche la Teologia Pagana non ha nulla a che vedere con la teologia cristiana che viene costruita al solo scopo di legittimare una patologia delirante in cui la ragione del cristiano si identifica con l’assoluto che attribuisce al proprio dio padrone e, mediante la sua teologia, giustifica tali deliri.
In foto:


Esiste una teologia della Religione Pagana capace di descrivere il mondo, gli Dèi e le relazioni fra gli Dèi e l’uomo, a prescindere dai racconti mitici delle singole antiche religioni? Già perché solo una Teologia che possa inglobare i vari culti delle Antiche Religioni senza prescindere da esse e senza legittimarne una a discapito delle altre, può chiamarsi Teologia Pagana. Una teologia che metta ordine nelle relazioni fra l’uomo e gli Dèi definendo l’uomo e gli Dèi con gli strumenti di oggi mettendo ordine all’interpretazione del mito antico.
Una teologia Pagana che non è il Neoplatonismo. Una teologia Pagana che non viene generata dalle scuole filosofiche greche, ma che le supera attingendo direttamente dal mito e dalle interpretazioni del mito che ne davano le scuole misteriche.

Esiste una via alla conoscenza della Religione Pagana capace ad opporsi alle elaborazioni cristiane, sufi, talmudiche, buddiste e induiste?
Esiste un processo di modificazione dell’uomo nel mondo e nella Natura capace di modificare il proprio presente senza dover sottomettere l’uomo ad una morale coercitiva, a regole predefinite, a destini che comprendono il paradiso o l’inferno, una reincarnazione, una metempsicosi, un karma o un nirvana?
Il monaco buddista, l’asceta induista, il monaco cristiano, ecc. si distaccano dal mondo disinteressandosi del mondo, com’è la via alla conoscenza della Religione Pagana che, al contrario, vive di partecipazione, con-passione, coinvolgimento, empatia, impegno, sia nel mondo sociale che nel mondo della Natura? Come si articola la magia dell’uomo che è consapevole di camminare assieme agli Dèi in un comune futuro sia come individuo che come individuo sociale, come individuo della natura, come specie della Natura e Natura nel suo insieme?
Cosa significa, dal punto di vista religioso, pensare l’uomo uscito dal brodo primordiale con tutte le specie della Natura. Un uomo che combatte la sua quotidianità portando alla diversificazione delle specie e che solo pensandosi uscito dal brodo primordiale, come specie della Natura, può, se vuole, ancor oggi, continuare quel cammino di trasformazione riprendendo il proprio ruolo nella Natura.
Qual è la concezione della realtà del mondo in cui viviamo? L’Olimpo, il Walhalla, il Tartaro, l’Erebo, il Duat e l’Amenti, che cosa sono? Davvero sono come i cristiani pensano al loro paradiso?
In foto:


Le antiche religioni forgiarono il presente, ma il Mito non è la preistoria della filosofia e del monoteismo. Il Mito è la più alta manifestazione della realtà del mondo che gli uomini ebbero prima che la filosofia, con la sua ricerca di spiegazioni razionali, conchiudesse la conoscenza dell’uomo nella follia patologica di un dio padrone e creatore del mondo. La filosofia condusse all’irrazionale assoluto in cui la ragione, elevatasi a padrona degli individui, elevò a religione le sue patologia psichiatriche.

Oggi, grazie alla scienza che si è liberata dai legacci della superstizione cristiana, possiamo inquadrare gli antichi concetti in un ordine religioso assolutamente sconosciuto per il cristianesimo, l’islam, l’ebraismo e il moderno induismo.
La Religione Pagana è la religione di oggi, gli antichi chiamavano il loro sentimento che li legava al mondo con altri nomi, altre definizioni.
E’ necessario mettere ordine nel mondo della Religione Pagana. Fra bambini che giocano con le “Nebbie di Avalon” o “Herry Potter” o imperialisti di vario genere che pensano di sostituire Gesù con Cesare, il Paganesimo oggi è ridotto ad uno squallore assoluto fra l’integralismo cattolico di Evola e il ribellismo individuale ottocentesco di Nietzsche. Fra l’eroismo di Walter Otto contro il nazismo e la psicologia di Jung. Fra l’intimismo di Hillman e le superstizioni della wicca.

E’ necessario mettere ordine nella Religione Pagana partendo dalla percezione del mondo e spiegarla usando anche, quando è necessario, le recentissime scoperte scientifiche. Questo perché l’uomo vive nel mondo e non è creato da un dio pazzo e cretino per la propria goduria come affermano ebrei, cristiani e musulmani e, prima di loro, Platone e Plotino.

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27 luglio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 25 maggio 2011

Zeus, la Titanomachia e le scoperte della scienza moderna... l'acqua calda



Ancora una volta la scienza scopre l’acqua calda...
Un Pagano sa perfettamente che la vittoria di Zeus mediante la Titanomachia consiste nell’acquisizione del suo diritto a far nascere i figli della Natura e a costruire lo spazio della ragione affinché possano esercitare, in quell’ambiente protetto, le sfide della vita e trasformarsi in Dèi.
La geometria è l’elemento principale della ragione di Zeus. Vedete l’uso di punti e linee nelle relazioni empatiche che si sviluppano attraverso relazioni emotiva fra i soggetti del e nel mondo? O vedete linee e punti nella struttura di un mondo che sostanzia gli “oggetti” mediante le azioni che si presentano come soggetti in sé: il mondo del tempo di padre Cronos? Solo la ragione, che descrive il mondo mediante la forma e la quantità, necessita di punti, linee e angoli.
I figli della natura sono tutti all’interno di un mondo fatto da linee, punti, prospettive, perché ciò determina la forma che assieme alla quantità formano la ragione.
Questo lo sa ogni Pagano Politeista. Il monoteista lo deve scoprire mediante la ricerca scientifica perché il monoteista, e il cristiano in particolare, parte dal presupposto concettuale che l’uomo sia scemo, una pecora del gregge di un padrone, e si stupisce nello scoprire che, al contrario, possiede un immenso di specie che ha forgiato fin da quando si muoveva nel brodo primordiale. Il cristiano si stupisce nell’apprendere che gli Esseri della Natura si trasformano al solo fine di vivere al meglio il presente e, nel farlo, forgiano strumenti sempre migliori per i loro figli, generazione dopo generazione.
Riporto:

Ricerca: bimbi dell'Amazzonia capiscono la geometria
martedì 24 maggio 2011

Roma, 24 mag. (Adnkronos Salute) - Le abilità geometriche sono innate. O, almeno, è ciò che suggerisce uno studio condotto dai ricercatori americani dell'Università di Harvard su un gruppo di bambini dell'Amazzonia. I ricercatori hanno visto che i piccoli, dai 7 ai 12 anni, senza essere mai andati a scuola, capivano la funzione di punti, linee ed angoli, dimostrando di arrivare 'possedere' i principi base della geometria, indipendentemente dall'istruzione. Nella ricerca, pubblicata su 'Pnas', il team ha esaminato otto bambini e 22 adulti della tribù Mundurucu in Amazzonia.
Obiettivo dei ricercatori, fra cui Elizabeth Spelke, studiare le reazioni di grandi e piccini di fronte a due punti da collegare con una o più linee, vedere se riuscivano a chiudere dei triangoli incompleti e a stimare il valore degli angoli. Già nel XVIII secolo il filosofo Immanuel Kant aveva arguito che gli uomini hanno una comprensione intuitiva della geometria.
Ebbene, i risultati "suggeriscono che la geometria euclidea è universale e attraversa le culture", scrivono gli autori nello studio, diffuso anche sul 'Washington Post'. Un effetto legato "a proprietà della mente umana che si sviluppa nei suo ambiente naturale". Per avere una controprova, i ricercatori hanno anche testato alcuni americani adulti, bambini francesi di 7-13 anni e piccoli statunitensi di 5-7 anni. Tutti hanno prodotto le stesse performance dei bimbi dell'Amazzonia, tranne i bambini americani, che comunque erano i più piccini. Non solo, i ricercatori hanno notato risultati migliori con la geometria piana, rispetto a quella sferica.

Tratto da:
http://www.arezzoweb.it/notizie/speciale.asp?idnotizia=60472

Se anziché perdere tanto tempo nell’inferno della vita, imposto da un cristianesimo criminale che ha trasformato l’uomo in una bestia sottomessa, si fosse sviluppata l’idea della vita del Mito ben altra sarebbe la scienza oggi. Strano che le stesse capacità di interpretazione razionale dell’ambiente non le abbiano sviluppato anche i bambini americani: dicono che erano più piccoli! Non è che, invece, si tratta di un ambiente cristiano che ha menomato lo sviluppo delle relazioni fra sé e il mondo relegandole entro ambiti ristretti di dipendenza psichica da un oggetto desiderato (le immagini di Gesù e i loro surrogati che creano dipendenza) tanto da inibire, rendendole superflue per la loro quotidianità, le capacità di interpretare razionalmente il mondo in cui vivono?
Ciò dovrebbe far riflettere, ma non credo che i cristiani, deliranti da onnipotenza, abbiano la capacità psichica di analizzare il proprio delirio e i danni che provoca nei loro figli rendendoli incapaci di affrontare coraggiosamente il loro futuro.


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25 maggio 2011
Claudio Simeoni
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mercoledì 11 maggio 2011

L'origine sociale del razzismo



Non è Giorgio Orsoni un razzista, sono loro che anziché mettersi in ginocchio, allungare la mano e chiedere la carità, pretendono di vendere qualche oggetto. Ma anche se tendessero la mano Orsoni li farebbe bastonare come accattoni: come se l'accattonaggio fosse un reato se non nella testa malata del fanatico cattolico di Orsoni.


Non è l’ambiente che rende razzisti le persone, ma è l’incapacità delle persone di gestire il cambiamento e i propri adattamenti soggettivi al variare dell’oggettività in cui queste vivono. Il razzismo nasce da categorie mentali che semplificano la realtà in cui viviamo e dalla quale ci sentiamo separati e, pertanto, minacciati nel nostro delirio di onnipotenza. L’altro non è un soggetto che agisce per sé, ma agisce contro di noi. Sempre, nella società tutte le categorie economiche e sociali, agiscono contro di noi. Però noi annulliamo la percezione dell’agire contro di noi in quanto ci collochiamo in un agire noi-loro pensandoci parte di un insieme dal quale separiamo dei soggetti che potrebbero mettere in discussione il nostro modo di vivere.
E’ l’uomo degradato, non l’ambiente.
Un uomo degradato non rivela il proprio degrado fintanto che le modificazioni ambientali non richiedono soluzioni nuove che la sua educazione non è in grado di mettere in atto. Nel momento stesso in cui l’ambiente inizia a modificarsi l’incapacità dell’individuo, di adattarsi o di non aver anticipato i cambiamenti, si rivela. In un mondo in cui l’economia mondiale si sta trasformando rapidamente e gli operai vengono licenziati e spesso sostituiti da immigrati extracomunitari a minor costo e a maggiore ricattabilità, l’operaio licenziato non coglie il “padrone” o il “capitale” come il suo nemico che ne diminuisce le capacità di reddito, ma si scontra con i lavoratori extracomunitari che percepisce come nemici. Lo scontro avviene con motivazioni razziste proprio perché l’operaio non ha la capacità di analizzare i meccanismi economici della società in cui vive.
Le categorie semplici sono un retaggio antico. Appartengono ad un ambiente sociale privo di inganno. Un ambiente in cui la sensazione, come elaborazione dei segnali oggettivi percepiti, era quasi sempre identica in quanto l’oggettività al massimo agiva d’agguato fisico, ma non costruiva inganni emotivi in cui imprigionare le persone.
Il leone era sempre un leone e un serpente era sempre un serpente. Era necessario difendersi. Così il negro è sempre un negro e il rom è sempre un rom. E’ una sovrapposizione imposta dal cristianesimo e che non c’era mai stata prima del cristianesimo. Il cristianesimo attiva stereotipi antichi semplificando una realtà per adattarla all’immaginario di un individuo che ha imprigionato in una cella psicologica. E da quella cella l’individuo guarda un mondo che non capisce e che tenta di spiegare. Tenta di spiegare, soprattutto, la sua incapacità di vivere senza dover subire aggressioni alle quali non sa come rispondere.
Riporto l’articolo farneticante:
L'ambiente ci rende razzisti?

Il caos favorisce gli stereotipi
Ricerca olandese su Science: un contesto fisico degradato porta a favorire atteggiamenti discriminatori nei confronti di chi abbiamo di fronte. Perché "incasellare" corrisponde ad un'esigenza di ordine, anche mentale, universale

di ALESSIA MANFREDI

E' POSSIBILE che il disordine, la spazzatura non raccolta da giorni, il parcheggio selvaggio e le mattonelle rotte per strada possano influire sul modo in cui pensiamo, fino a renderci razzisti? Che l'ambiente in cui ci troviamo abbia un impatto diretto non solo sul nostro umore, ma anche sul nostro modo di pensare, portandoci a ragionare per stereotipi e a discriminare chi ci sta di fronte? La risposta è sì, stando ad una nuova ricerca olandese pubblicata sulla rivista scientifica Science. Se siamo in un posto ordinato, dove non percepiamo elementi di caos, tutto va bene. Ma se capitiamo invece in contesto trasandato, cambia tutto: siamo portati a semplificare, a usare categorie preconcette anche nella nostra mente. E diventiamo più guardinghi, meno bendisposti verso gli altri, fino alla discriminazione. E' la conclusione cui sono arrivati il dottor Diederik A. Stapel, dell'università di Tilburg, e Siegwart Lindenberg, dell'ateneo di Groningen, in Olanda, dopo due esperimenti sul campo e tre studi di laboratorio. Il messaggio per le amministrazioni ed i governi locali è chiaro, secondo gli scienziati: meglio non chiudere gli occhi di fronte a palazzi fatiscenti, stazioni sporche o ospedali che cadono a pezzi. Intervenire per tempo può evitare l'innesco di una spirale pericolosa e combattere la tendenza agli stereotipi, in situazioni che possono degenerare rapidamente.Nello studio, durante uno sciopero del personale addetto alle pulizie in una stazione ferroviaria è stato chiesto a 40 viaggiatori - che si sono trovati così in mezzo alla spazzatura, sparsa ovunque - di scegliere a piacere una sedia dove accomodarsi per completare un questionario sugli stereotipi. Il primo posto a sedere della fila era occupato da una persona di razza diversa rispetto a quella degli intervistati. Lo stesso esercizio è stato poi ripetuto a distanza di un giorno, con la stazione tornata ordinata e pulita. Durante lo sciopero, la gente ha scelto decisamente di sedersi lontano dalla persona di razza diversa, cosa che non è avvenuta quando la stazione era pulita. Un altro test è stato fatto per strada: ai passanti veniva chiesto sempre di rispondere a un questionario sugli stereotipi in due diverse condizioni ambientali. La prima, in un contesto disordonato e "degradato", con auto parcheggiate male e lasciate coi finestrini aperti, biciclette abbandonate e pavimentazione stradale sconnessa. La stessa strada veniva poi riordinata e l'esperimento ripetuto. Risultato? Nel secondo caso i passanti discriminavano molto meno ed erano maggiormente disposti a fare donazioni a favore delle minoranze etniche. Risultati analoghi si sono avuti in ulteriori studi in laboratorio. "Come psicologo sociale mi interessa molto come le situazioni concrete, piuttosto che la biologia o i tratti della personalità, possano influenzare il comportamento della gente", racconta il dottor Stapel. I risultati dello studio sono stati un po' una sorpresa. Ce li aspettavamo, ma in modo così netto, dice il ricercatore. "L'idea era provocatoria e rischiosa, perché la gente non avverte in modo consapevole le diverse condizioni di ordine o disordine, durante l'esperimento". Ragionando a livello di base, l'ambiente ha o non ha una struttura particolare. "Può essere disordinato, asimmetrico, o ordinato e simmetrico", spiega ancora il ricercatore. E uno dei motivi per cui la gente cade negli stereotipi e discrimina nei confronti dell'altro - come è stato rilevato nell'esperimento - è che "incasellando, si dà più facilmente una struttura alla vita, la si controlla meglio". E' quindi logico presumere "che anche le differenze a livello ambientale - ordine o disordine di tipo fisico - influenzino ugualmente il livello di ricorso agli stereotipi". E portino a reazioni altrettanto stereotipate, come mantenere le distanze dall'altro, rifiutarsi di dare una mano a chi ne ha bisogno. Per gli autori dello studio, il ricorso alla generalizzazione eccessiva e ai luoghi comuni è un "meccanismo mentale di pulizia, che aiuta la gente ad affrontare il caos fisico". Una reazione universale, perché avviene ad un livello cognitivo di base, comune, quindi, a culture diverse e non dipendente da specifici contesti. E che porta a riflettere sui rischi sociali di un improvviso disordine su larga scala, come nel caso di un attentato terroristico, un disastro naturale, una crisi economica o politica: situazioni in cui, a tutte le latitudini, la gente sembra portata a reagire cercando ordine e struttura. "E' uno dei fattori principali che guidano il comportamento", conclude Stapel. "Di fronte alla casualità degli eventi, ai disastri, all'assurdità di tante situazioni, si cerca significato e prevedibilità. E' un'esigenza comune a tutti, in gradi diversi. Che permette di rendere la vita affrontabile".
(12 aprile 2011)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/scienze/2011/04/12/news/ambiente_disordinato_razzismo-14627210/
Non è l’ambiente che favorisce gli stereotipi razzisti, ma l’educazione cristiana che priva le persone degli strumenti adeguati con cui padroneggiare un ambiente che sentono estraneo ed aggressivo. Non è il loro dio padrone che crea il mondo, ma il mondo avviene per adattamento dei soggetti che nel mondo vivono. Questo sconvolge il cristiano che, abituato a non scegliere, ma ad obbedire agli ordini imposti, vede il suo mondo modificarsi ed egli perdere il controllo su quel mondo. Così tutti sono i suoi nemici. E dal momento che non ha strumenti per agire, si sceglie i nemici più deboli inserendoli in categorie ataviche che mette in moto al fine di dissetare la sua angoscia di vivere. Più o meno come l’omosessuale represso che odia gli omosessuali manifesti perché costoro hanno il coraggio di affrontare la loro vita e di pretendere una veicolazione delle loro pulsioni che lui non ha.

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11 maggio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato 5 febbraio 2011

Wicca e aggressione dei cristiani alla libertà religiosa


In foto presa da internet: la superficialità della wicca che scambia per religione gli impulsi libidici.
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Abbiamo sempre avvertito i wicca di non giocare col sentimento religioso veicolando psichiatria di possesso come fanno i cristiani.
Fa parte delle critiche che noi, come Pagani Politeisti e apprendisti Stregoni, abbiamo sempre fatto ai wiccani: se alla base della vostra religione non c’è una fortissima critica religiosa, filosofica, teologica ed esistenziale, delle religioni monoteiste e del cristianesimo in particolare, ciò che voi riproducete nella vostra religione è solo cristianesimo che, con l’avanzare dell’età, riprenderà il controllo sul vostro modo di pensare e di vivere il mondo.
Riporto dalla cronaca:

Chiesa inglese, è caccia alle streghe
Esce il manuale «anti-fattucchiere»
4 febbraio 2011

La chiesa cattolica britannica dichiara guerra alla stregoneria. Preoccupata da come film come Harry Potter e l'Apprendista Stregone possono far nascere nei giovani l'interesse nei confronti del paganesimo e della magia, la Catholic Truth Society ha pubblicato un manuale che spiega ai genitori cosa fare se i loro figli decidono improvvisamente di studiare incantesimi e formule magiche. Nel libretto - intitolato 'Wicca and Witchcraft, understanding the dangers' - sono incluse anche istruzioni su come «evangelizzare una strega», qualora i lettori ne incontrassero una nella loro comunità. E per chi non credesse all'efficacia dei consigli del manuale, vale la pena sottolineare che a scriverlo è stata un'ex strega di Oxford, ora convertitasi al cattolicesimo. Elizabeth Dodd, questo il nome dell'autrice, ha dichiarato che il 70% delle Wicca (una moderna forma di stregoneria, ndr) sono giovani donne in cerca di un qualche tipo di spiritualità, ma che dietro il fascino di queste pratiche si nascondono seri pericoli a cominciare dai legami con l'occulto ed il satanismo. «Riconoscere che una Wicca sono persone impegnate in una ricerca spirituale vera può essere l'inizio di un dialogo che può portare alla loro conversione», ha detto la Dodd. Nel censimento del 2001 i pagani del Regno erano 31.000, ma la cifra oggi si ritiene sia molto più alta.


Tratto da:
http://www.unita.it/mondo/chiesa-inglese-e-caccia-alle-streghe-br-esce-il-manuale-anti-fattucchiere-1.270094

Non è possibile fare una religione sostituendo una dea al dio padrone se non si rimuove il concetto di padrone come elemento centrale nel dispiegamento delle emozioni dell’individuo nella quotidianità della vita.
Un cristiano può pensare di mettere in discussione la sua stessa religione facendosi il segno della croce da destra a sinistra anziché da sinistra a destra. Cattolici e ortodossi si possono ammazzare sul “giusto modo per farsi il segno della loro croce”. Possono ritenere questa determinazione come una grande variazione del loro essere persone religiose, ma non è così. Si tratta della stessa ideologia usata da soggetti diversi per il loro potere di controllo.
Sia il mago alla Harry Potter che il Gesù che fa miracoli, appartengono alla stessa ideologia religiosa; vivono in un fantastico in cui non pagano dei prezzi personali e non si assumono delle responsabilità di modificazione soggettiva in base alle loro scelte.

E poi, anche se tu non fai una forte critica al presente, non è che il presente non mette in atto contro di te una feroce critica.
Non esiste nessun luogo in cui si pratichino le regole della guerra come nell’ambito religioso. Se le religioni che nascono non mettono in atto critiche alla religione cristiana, la religione cristiana non si esimerà certo dal mettere in atto critiche contro i wicca e azioni eversive nei loro confronti.
I cristiani vivono di odio sociale: davvero pensate che rispetteranno gratuitamente i principi di libertà religiosa che le società civili si sono conquistate a prezzo del sangue contro il loro assolutismo?


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05 febbraio 2011
Claudio Simeoni
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martedì 1 febbraio 2011

Terza parte: la Stregoneria commenta le idee comuni sulla ragione.


Lei dice:
Simeoni esprime questo concetto per mezzo del “giudizio di necessità”, ossia un giudizio privato del suo carattere “normativo” e ridimensionato al suo ruolo pratico, di mezzo provvisorio e mutevole per indirizzare le azioni in base al proprio intento. Ma questo “giudizio di necessità” coincide allora col giudizio tout court, correttamente inteso. Infatti un retto giudizio non ha mai la pretesa di essere assoluto o immutabile, ma è cosciente dei suoi limiti.

Davvero? Tutto l’oscurantismo contro cui lottarono gli illuministi ebbe origine dalle farneticazioni. “In verità, in verità vi dico....”. Milioni di persone vennero macellate e ancor oggi quasi nessuna ragione riesce ad esprimere concetti che non derivino da un apriori secondo cui un dio pazzo e cretino ha creato il mondo. Ancor oggi, nel definire noi stessi come Esseri Umani non riusciamo a vedere i nostri avi come esseri Unicellulari che nuotano in un ipotetico brodo primordiale. Non riusciamo a vedere i nostri antenati umani come dei piccoli topi che si cibano di uova di dinosauro. Ancor oggi usiamo il termine “uomo primitivo” per significare un primitivismo culturale dell’uomo creato da un dio padrone.
Oggi sappiamo che il giudizio che noi diamo è relativo. Razionalmente lo sappiamo, nella nostra ragione il giudizio si produce solo come soddisfazione della ragione stessa nell’ergersi ad assoluto. E’ sufficiente osservare due tifosi di calcio impregnati di calcio di due squadre avverse che discutono della partita: tutti e due dicono che spaccare le gambe all’attaccante avversario non è giusto, salvo giustificare il proprio difensore quando interviene pesantemente sull’attaccante avversario. Tutti sappiamo che non bisogna bruciare le persone che hanno idee diverse, ma i cattolici hanno sempre bruciato le persone che non la pensano come loro e, recentemente, hanno partecipato attivamente al macello degli irakeni per imporre ai musulmani la religione cristiana.
La forma con cui si presenta la ragione di un individuo è una forma ingannevole. E’ un po’ come i cristiani ai quali chiedo come può essere “buono” il loro Gesù che pretende di essere il mio padrone, impossessarsi del mio corpo e distruggere la mia vita. Nella loro ragione Gesù è sicuramente buono, ma il giudizio che emettono è un inganno: è il loro giudizio di necessità di una ragione che vive di assoluto e di onnipotenza, ma che non mi può mettere sul rogo (almeno per ora).

Lei dice:
Insomma, non c'è da sospendere il giudizio, ma l'attività coatta di processi pseudo-razionali, pensieri caotici o ossessivi, che interferiscono con la percezione, e l'azione di censura preventiva esercitata dai condizionamenti sociali. La ragione, da parte sua, si limita a elaborare la percezione senza pre-dirigerla (a meno che non si voglia coscientemente focalizzare un determinato aspetto).
Mi fa paura quando una persona dice questo. Chi decide quali sono le “.attività coatta di processi pseudo-razionali.”? Oppure, chi decide per le persone quali sono “.pensieri caotici o ossessivi”? E ancora, chi decide che cos’è percezione e che cos’è allucinazione, illusione, ecc.? Chi decide che cos’è il “.condizionamenti sociali.”? Io lo posso dire argomentando, perché con l’argomento inizio e nell’argomento chiudo la mia azione. Ma quando diventa un diritto del dio padrone o di qualche istituzione che si identifica col dio padrone, allora, quello che dici è fonte di strage e genocidio. Dal dio padrone, dalla morale biblica che vuole dire agli uomini che cosa fare o non fare, si macellano i sacerdoti di Baal: si macellano milioni di uomini in Europa, Africa, Asia ed America Latina; nascono i campi di sterminio nazisti e i campi di lavoro dei gulag sovietici, il genocidio dell’Uganda e lo stupro di milioni di bambini ad opera della chiesa cattolica.

Quando si sospende il giudizio lo si fa per aprire le porte dell’intuizione profonda e per far sì che gli strumenti psichici che la percezione profonda ha in comune con la patologia psichiatrica nell’attivarsi non creino inganno. In altre parole, non possiamo ingannarci percependo la luce e proiettando su di essa l’educazione che ci costringe a formulare un giudizio fonte del desiderio patologico che porta le persone a dire “ho visto la madonna”. Non possiamo confondere patologia psichiatrica con percezione.

Lei dice:
La ragione ha i mezzi, non solo per emettere giudizi, ma anche per emettere giudizi sui suoi stessi giudizi. Quindi per giudicare l'attendibilità dei suoi giudizi.
Questo è un errore che nasce dalla credenza. E’ l’errore della fede manifestata da una ragione che ha già rinunciato a modificare sé stessa. La modificazione dei giudizi di questa ragione avviene solo nei limiti dei preconcetti educazionalmete imposti che nell’individuo suonano come naturali. Il giudizio emesso dalla coscienza dell’individuo manifesta nella sua quotidianità. Quando io affermavo che Gesù ordina di scannare le persone che non si mettevano in ginocchio, decine di persone cattoliche vennero a trovarmi con la loro bibbia per farsi indicare dove stava scritto: lo avevano letto migliaia di volte, ma non ne avevano compreso il significato. La loro ragione aveva cancellato l’imput nella ferrea convinzione che il loro Gesù, loro stesse, non lo potevano fare. Solo il mio intervento, espresso emotivamente con la rabbia di ciò che questo aveva implicato nella storia, aveva scosso la loro coscienza. C’è un ambito in cui i giudizi possono modificarsi: un cattolico si può convertire all’islam. Ma è sempre un ambito ristretto nella struttura patologica del soggetto le cui emozioni sono imprigionate in una fede emotiva che lo costringe ad essere un tifoso, anziché un attore sulla scena della vita.

Quando Lei dice:

La ragione sa di disporre solo di un numero limitato di informazioni estratte da una banca dati illimitata. Sa quindi che i suoi giudizi hanno sempre un margine di fallacia, una percentuale di probabilità di esser veri e una complementare probabilità di esser falsi. E' anche quel 'vero' è relativo, è sempre parziale, e quindi mai “vero al cento per cento”.
La sua è una posizione assolutamente soggettiva e non oggettivabile. Quando Lei ha a che fare con la ragione di uno schizofrenico, come del resto la sua ragione, comprende l’esistenza di una limitatezza soltanto rispetto al già conosciuto o all’immaginabile partendo dal già conosciuto. Una ragione cattolica può passare dal dio padrone dei cattolici all’Allah dei musulmani, ma non può negare tale oggetto se non negando sé stessa come ragione. Tutto ciò che non appartiene alla logica che abbia come pensiero aprioristico il dio padrone, o Allah, per la ragione del cristiano non esiste: e tale ragione è sorretta da una partecipazione emotiva che porta il cristiano a tifare e a cercare e aggredire ossessivamente chi nega la sua assolutezza.

Per la ragione non esiste ciò che la ragione non conosce e non comprende all’interno della sua descrizione: ciò che non è verbo (logos) non esiste!
Il suo discorso ha una qualche forma solo nelle relazione di oggetti già considerati, schedati e catalogati, dalla sua ragione. E’ come per il principio di galleggiamento che consentì di costruire navi in metallo cosa che cozzava contro ogni idea di ragione comune per quei tempi. Ancor oggi esiste un giochino di inganno psicologico che consiste nel chiedere al proprio interlocutore se pesa di più un chilo di ferro o un chilo di paglia. L’attenzione dell’interlocutore, che nel suo abitare il mondo valuta gli oggetti in base a volume e consistenza, scambia l’uguaglianza di peso come un’uguaglianza di volume e immagina la diversità nel peso specifico fra i due oggetti. Però sono le parole che ingannano in quanto le parole si inseriscono nell’abitare il mondo in cui le persone hanno costruito delle relazioni funzionali fra sé e il mondo senza l’uso della matematica.
Se nell’affermazione “E' anche quel 'vero' è relativo, è sempre parziale, e quindi mai “vero al cento per cento” ci fosse del vero oggettivo in quello che dice Lei, per duemila anni non ci si sarebbe sottomessi ad un povero demente che andava farneticando “In verità, in verità vi dico....” in quanto lui era la verità fatta carne, logos, parola, ragione.

CONTINUA

Vedi le altre parti:

Testo originale di chi contesta il concetto di ragione dei Pagani;
http://federazionepagana.blogspot.com/2010/12/il-crogiolo-dello-stregone-e-alcune.html

Obbiezioni pagane Prima Parte
http://federazionepagana.blogspot.com/2011/01/la-stregoneria-commenta-le-idee-comuni.html

Obbiezioni Pagane Seconda parte
http://federazionepagana.blogspot.com/2011/01/seconda-parte-la-stregoneria-commenta.html


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01 febbraio 2011
Claudio Simeoni
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domenica 30 gennaio 2011

Archivio trasmissioni di "Magia Stregoneria e Paganesimo" da Radio Gamma 5: per non dimenticare!

Archivio di Radio Pagana

Per non dimenticare.

Argomenti delle trasmissioni radio in rete.

Di che cosa parlavano i Pagani Politeisti nel 1997?

Di che cosa discutevano con la gene e con le persone chi non avendo mai usato una radio ha iniziato a discutere di religione, storia, attualità con i cittadini del Veneto confrontandosi sulle tematiche?

http://www.federazionepagana.com/radiopagana/1997-1.htm


L’archivio delle trasmissioni radiofoniche è ricchissimo e comprende 120 mesi dal 1996 al 2007.
Alcuni esempi:


1) Numeraria nell’Opus Dei. Sei uno zero Sei uno zero (Radio Maria). [45’08”L’Oco]. Presentazione della conferenza di Vicenza. [54’20”t.] Mano nera a Torino. [58’14” Francesca] L’agire con Giustizia alimenta Moneta. “Non parlare con il catechista cattolico”. [65’14”] “Attraverso questo albero hai contatto con me”. [67’40” Miranda]. [69’14”t.] Telepatia e l’empatia. [71’50” Padre Giuliano] Complimenti. [72’32”t.] Empatia con il circostante. Perseguitata dagli spiriti.



2) Santo Domenico di Guzman un tagliatore di teste umane. [29’00”] 1789 si ritagliano gli spazi di Libertà. [31’40”] Richiesta dei Sacrifici nel Paganesimo (Testa di cipolla). [34’50”t.] La serenità interiore. [40’06” Giampaolo] [42’00” Francesca] Rivoluzione francese. Franco Zizola e la negazione del sesso nel cristianesimo “La chiave nel pozzo”. [50’36” L’Oco] L’Agguato. [53’32”] “Perché Dio non interviene negli affari umani” Dio non esiste. [55’04”t.] Terrorismo della religione. [54’54” Cesarina] Soldi per le chiese! (e per mettere in ginocchio i bambini). Adozioni e istituti cattolici. [62’10”t.] Discorso di un cattolico. [62’40”Marco] “Do’ ragione sempre a tutti” Guarda le mani. [66’44” Angelo] Cristianesimo equivalenza di mafia. [71’04” Anna].


3) Bollettino dell’Istituto Mediterraneo Studi Politeisti. [20’06”] Rivista Kaos. [22’02”] La chiesa cattolica è la madre di tutte le sette e la setta attentato metropolitana di Tokio “Suprema Verità” (cose monoteiste). [25’06”] Il Mondo è sacro di se per se stesso. [27’50”] Orfeo e Dioniso. [29’20”] Sul concetto di vittoria e sconfitta riferito alla via per lo sviluppo della coscienza di se

Questo è un esempio delle infinite tematiche trattate.
Per il solo mese di gennaio 1997 vedi la pagina:

http://www.federazionepagana.it/radiopaganagennaio1997.html

Ascoltare trasmissioni così vecchie, quando i conduttori non sapevano parlare per radio, è sicuramente interessante. Come disse il mio maestro di Stregoneria: “A me non interessa come tu fai le cose, mi interessa che tu le faccia, ci provi e usi la tua volontà per affrontare la vita!”


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30 gennaio 2011
Claudio Simeoni
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sabato 20 novembre 2010

La psicologia scopre l'acqua calda: Il futuro si può sentire? E la conoscenza della Stregoneria.


Biennale Venezia 2009, padiglione Marocco. illustra molto bene la psicologia che partendo dal creazionismo monoteista fatica a capire il mondo in cui l'uomo vive. Preferisce non vedere e stupirsi quando si leva le mani dagli occhi.
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Questo psicologo ha scoperto Padre Cronos?
Se avesse avuto un po’ di preparazione culturale, saprebbe che Padre Zeus, per costruire la ragione, della quale gli uomini si fanno tanto vanto, ha combattuto contro Cronos ritagliandosi l proprio spazio (letteralmente) nella dimensione del tempo sia come tempo in sé che come mutamento del presente che alla ragione appare solo come presente dopo presente.
Ogni Essere Umano vive in altri due mondi oltre a quello razionale, uno è il tempo e l’altro è il mondo emotivo. I tre mondi si intersecano e si riversano l’uno nell’altro, ma sia l’uno che l’altro limitano gli interventi dell’uno e dell’altro solo nella misura in cui i rispettivi mondo permettono intrusione senza che tale intrusione rompi l’equilibrio specifico dei mondi.
E’ uno dei segreti della Stregoneria che viene rivelato dalle Antiche Religioni mediorientali e greca con Urano Stellato (l’emozione che costruisce e determina la vita) che comprende Cronos come mondo (il tempo in sé come mondo) che, a sua volta, comprende Zeus con la ragione che rappresenta nello spazio. Lo spazio di Zeus è ritagliato nello spazio di Cronos che a sua volta è ritagliato nello spazio di Urano stellato. Se preferite, il mondo della ragione è un’infima porzione del mondo del tempo che a sua volta è un’infima porzione del mondo emotivo. Ognuno di noi analizza il mondo dal punto di vista emotivo e ne riversa un’infima parte nel mondo del tempo che ne riversa un’infima parte nel mondo della ragione o della quotidianità come noi vogliamo chiamare la vita di tutti i giorni.

Pertanto dentro di noi c’è la dimensione tempo come trasformazione del presente che viviamo in base alle modificazioni che introduciamo in quel presente. Questo avviene perché gli oggetti del mondo in cui viviamo non li “consideriamo” solo per la loro forma e per la loro quantità, ma per le azioni che mettono in essere nell’ambiente e per il carico emotivo con cui gli oggetti del mondo agiscono.
La ragione può ignorare che noi facciamo questo, ma noi lo facciamo!
Noi abbiamo sempre la “sensazione” del futuro che sta emergendo dal presente che viviamo. Dovrebbe stupire, invece, il perché quel futuro lo percepiamo in maniera incerta. Questo è dovuto all’educazione. Un’educazione, quella monoteista, cristiana in particolare, che separa l’individuo dalle sensazioni interne e le blocca sostituendo alla capacità dell’individuo di far affluire alla propria coscienza le sensazioni e le elaborazioni profonde di fenomeni “inusuali” del mondo in cui vive. Le blocca con fenomeni psichici che noi chiamiamo allucinazioni, idee preconcette, illusioni, certezze, fede, speranza, ecc. Idee preconcette, certezze, illusioni, credenze, fede, bloccano l’afflusso al cervello di elaborazioni soggettive facendo diventare eccezionale quel momento in cui, rompendo l’accerchiamento della fede, della certezza, dell’idea preconcetta, dell’illusione, lo stimolo dell’elaborazione profonda si presenta alla nostra coscienza sotto forma di intuizione, illuminazione o, più spesso, di sensazione (certezza, disagio, eccitazione, tensioni di vario genere).

La psicologia, come questo personaggio, anziché partire dall’uomo nel mondo in cui vive e abita da miliardi di anni, parte dall’idea preconcetta della creazione e del mondo che è in sé (e solo) forma e quantità o verbo (parola) finendo per chiudere la vita dell’individuo all’interno di forme di superstizione.
Questo personaggio scopre che le persone hanno la sensazione di un futuro possibile. Un futuro che sentono anche se, quando si tratta di descrivere, descrivono la loro sensazione attraverso ciò che loro conoscono (hanno avuto esperienza) e che ha prodotto in loro quella sensazione.

Per questo motivo gli idioti, come fa capire questo articolista, vanno alla ricerca di “armi di distruzioni di massa” (capacità PSI) che consentono a chi le possiede di conoscere il futuro. Non si rendono conto che non c’è un “futuro da conoscere”, ma un presente da vivere appieno e che, vivendo appieno il presente, le sensazioni dell’individuo sono in grado di rivelare un presente successivo a questo date le azioni che si mettono in campo e date le reazioni di adattamento soggettivo che il mondo, in cui quelle azioni vengono messe in campo, reagisce e si adatta.

E’ come per il cervello nello stomaco che le Streghe e i cercatori di erbe usano benissimo e che, invece, i cristiani sono educati ad ignorarne le sensazioni (quelle legate alla conoscenza e alla capacità di affrontare il nuovo) che da quel cervello provengono perché “peccaminose” o semplicemente perché, per loro, non esistono.

Riproduco l’articolo, preso da La Repubblica, ricordando quanto di questa questione io abbia parlato nel Crogiolo dello Stregone da oltre 20 anni. Poi, ogni tanto, qualche psicologo o psicoanalista, scopre l’acqua calda:


LA RICERCA
Il futuro "si può sentire"
Uno studio divide gli psicologi
Una delle più importanti riviste americane di psicologia pubblicherà il lavoro di un professore che sostiene di aver dimostrato che gli eventi non ancora accaduti possono influenzare quelli presenti. La comunità scientifica è scettica
di GIULIA BELARDELLI

12 novembre 2010

NON c'entrano i tarocchi, né la palla di cristallo e nemmeno i fondi di caffè. Il futuro si può "sentire". A dirlo non è un manipolo di chiaroveggenti e fattucchiere ma un gruppo di scienziati della Cornell University 1 di Ithaca, nello Stato di New York. Il loro articolo, intitolato appunto "Feeling The Future", è il primo studio su fenomeni tipicamente considerati paranormali a essere stato ammesso su una rivista di psicologia "seria", in questo caso il Journal of Personality and Social Psychology 2.

Finora, frasi del tipo "me lo sentivo" o "sapevo che sarebbe successo" sono sempre state bollate dalla scienza come pure suggestioni. Daryl Bem e colleghi, tuttavia, sono convinti che non sia così. Per dimostrarlo hanno aspettato otto anni, nel corso dei quali hanno raccolto una "massa critica di dati" sufficiente a contrastare le obiezioni dei revisori che avrebbero passato al setaccio il loro lavoro. E ci sono riusciti: l'articolo uscirà entro fine anno ma ha già suscitato un dibattito destinato a fare parecchio rumore.

Indagando il fattore "psi". Il termine chiave con cui psicologi e altri studiosi si riferiscono a fenomeni inspiegabili è il fattore "psi": con questa lettera greca, spiega Bem nel suo articolo, "vengono indicati tutti quei processi anomali di trasferimento di energie e informazioni che non hanno una spiegazione fisica o biologica". Tra questi, la telepatia, la chiaroveggenza, la psicocinesi (ovvero l'influenza apparente di pensieri e intenzioni su processi reali indipendenti), la precognizione e la premonizione di eventi futuri. La grande maggioranza del mondo accademico, soprattutto in psicologia, non crede in questi fenomeni, eppure il rigore scientifico degli esperimenti presentati da questo professore della Cornell University 3 - che per inciso è sì un appassionato di fenomeni paranormali, ma anche uno psicologo stimato a livello internazionale per i suoi lavori sulla percezione del sé - ha lasciato attoniti anche i più ferventi oppositori dell'esistenza di psi.

Prevedere il futuro. Per riuscire a dimostrare l'esistenza di una "specie di relazione" tra eventi che devono ancora accadere e le decisioni che prendiamo nella vita quotidiana, lo psicologo ha esaminato oltre mille studenti volontari, sottoponendoli a nove esperimenti. La novità dell'approccio sta nell'aver preso in considerazione fenomeni ben noti, invertendone però l'ordine logico-temporale. In sintesi, ciò che di solito viene interpretato come la causa di un comportamento, negli esperimenti è stato mostrato o raccontato solo dopo il verificarsi dell'evento stesso. I risultati - considerati statisticamente rilevanti in otto casi su nove - hanno mostrato che i processi analizzati funzionano anche se la causa arriva dopo la scelta, come se le nostre azioni fossero il frutto di qualcosa che deve ancora avvenire.

Sperimentare la premonizione. In uno di questi esperimenti, ad esempio, Bem ha testato un fenomeno psicologico studiato a lungo: il priming affettivo. Nello scenario classico una persona, dopo aver osservato un parola su uno schermo, deve giudicare nel più breve tempo possibile se un'immagine è piacevole o meno. Da tempo è stato notato che se la parola che precede l'immagine ha un significato inverso rispetto alla figura (ad esempio, l'aggettivo "brutto" e un disegno piacevole) le persone impiegano più tempo a rispondere. Il ricercatore americano ha dunque rigirato l'esperimento: i partecipanti vedevano l'immagine e dovevano esprimere un giudizio prima di leggere. Stranamente, anche in questo caso quando la parola (scelta casualmente dal computer solo dopo la risposta) aveva un significato opposto, i soggetti impiegavano più tempo a esprimere un giudizio. Allo stesso modo, Bem ha testato altri effetti psicologici come l'attrazione verso cose piacevoli, l'istinto ad allontanarsi dai pericoli, la facilità con cui si richiamano parole e oggetti già visti: in tutti i casi, ha invertito l'ordine temporale, ottenendo sempre come risultato la conferma della retroattività della causa.

Fisica o evoluzione? Riguardo le origini di questa capacità, lo psicologo non ha dubbi: una volta apparsa, psi è stata selezionata positivamente per gli indiscussi vantaggi che porta con sé. La possibilità di predire la presenza di pericoli così come di prevedere dove c'è qualcosa di attraente avrebbe conferito e continuerebbe a conferire benefici notevoli a chi la possiede. Ma come giustificare tali fenomeni? Su questo Bem mette le mani avanti, scrivendo che spesso nella scienza i dati empirici arrivano quando le spiegazioni non sono state ancora neanche immaginate e che varie altre teorie ritenute impossibili si sono poi rivelate vere. A metafora delle sue scoperte, prende l'esempio della meccanica quantistica: all'inizio - ricorda lo psicologo - anch'essa fu oggetto di numerosissime critiche, eppure oggi è la teoria su cui poggia gran parte della fisica moderna

Le reazioni. Com'era prevedibile, lo studio ha suscitato un certo clamore nel mondo accademico. A passarlo al vaglio è stato un team di quattro revisori, che pur avendo suggerito delle modifiche non hanno riscontrato alcuna incongruenza di fondo. "Personalmente, credo che tutto ciò sia ridicolo e non possa essere vero - scrive su Psychology Today 4 Joachim Krueger, psicologo della Brown University (Providence) che ha fatto di tutto per trovare un tallone d'Achille al lavoro di Bem - tuttavia dal punto di vista della metodologia e di come è sono stati disegnati gli esperimenti, lo studio è inattaccabile". Charles Judd, responsabile editoriale della pubblicazione sul Journal, ha fatto sapere che l'articolo sarà accompagnato da un editoriale che solleverà dei dubbi. "La speranza - ha precisato - è che altri studiosi colgano la sfida e provino a replicare questi risultati". Finora si è cimentato solo un gruppo dell'Università di Pittsburgh, ma senza successo (forse per aver utilizzato un questionario via internet). Daryl Bem, intanto, ha affermato di essere già stato contattato da decine di ricercatori con la richiesta di maggiori dettagli.

Credere l'impossibile. Prevedendo lo scetticismo che avrebbe incontrato (anche se per questo non ci voleva una gran psi), Bem conclude il suo articolo con una citazione da Alice nel paese delle meraviglie, il capolavoro con cui Lewis Carroll ha fatto sognare intere generazioni di bambini. Al termine del suo incontro con la Regina di Cuori, Alice esclama: "Non si può credere a una cosa impossibile!". "Oserei dire che non ti sei allenata molto", risponde la Regina. "Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz'ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione". Siete più convinti ora?


Tratto da:
http://www.repubblica.it/scienze/2010/11/12/news/veggenti-9050929/

Finché si crede che l’uomo sia creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino, la ragione umana si stupirà sempre delle potenzialità umane che lei ignora. E fintanto che alcuni ricercatori scientifici saranno convinti che il mondo della forma sia l’unico mondo possibile, anziché leggere l’uomo per ciò che egli è preferiranno sempre cercare “potenzialità della mente” piuttosto che cercare i fattori che limitano e danneggiano l’individuo in tutte le sue fasi di sviluppo.


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20 novembre 2010
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mercoledì 20 ottobre 2010

La scienza scopre i meccanismi dell'individuo sociale: un altro punto a favore della Religione Pagana e altra condanna del cristianesimo


Immagine del Pagus Veneto ottobre 2010.

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Sempre più la scienza scopre l’uomo sociale. L’uomo come essere che abita il mondo in contrapposizione all’essere creato da un dio padrone. I meccanismi che ci legano nella società e nella Natura sono meccanismi di ordine psichico che hanno i loro riscontri nella struttura fisica; neuronale in questo caso. Come tutte le strutture fisiche queste si possono modificare usando la volontà soggettiva. Si possono sia ampliare che ridurre e contrarre.
Scoprire che i legami d’amicizia non sono solo dei legami astratti, ma fisici e tali da modificare non solo in comportamento, ma anche la struttura fisica dell’individuo, ci porta a formulare l’idea che maggiore è l’amicizia e maggiori sono i legami che noi costruiamo col mondo che ci circonda. Solo che questi legami, come dimostra lo studio che riporto, sono costruiti e fissati mediante l’esperienza comune: un comune abitare il mondo. Il comune abitare il mondo costruisce i legami reciproci fra le persone. Legami comuni che poi diventano i legami del gruppo e della società. Legami che vengono distrutti dall’ideologia cristiana che separa gli individui dalla società per costringerli ad identificarsi nell’onnipotenza del dio padrone e che, in questo modo, finiscono per sciogliere quei legami sociali che ci uniscono sotto una “super coscienza” che è il luogo come dio, la specie umana come dio, la società come un dio. Un dio al quale partecipiamo con il nostro vivere il mondo e che alimentiamo alimentando la nostra stessa esperienza fusa con l’esperienza dei cittadini della società.
Questo è il significato di questa lettura scientifica della struttura neuronale.
Riporto l’articolo:

NEUROLOGIA
L'amicizia accende la mente
Svelate le basi della socialità
Ricercatori di Harvard hanno fotografato cosa accade nel cervello quando pensiamo a un amico.

Nell'attivare i neuroni somiglianze e gusti non contano, ciò che importa è l'affetto
di GIULIA BELARDELLI


Il legame inscindibile dell'amicizia fotografato nel cervello. Il meccanismo funziona più o meno così: di fronte a un amico, anche quello più diverso da noi, una parte della mente si "illumina" ed è più pronta a immedesimarsi per comprendere i sentimenti e le azioni dell'altro. Ad attivare la materia grigia, insomma, non sarebbe tanto la somiglianza in fatto di gusti e interessi, quanto piuttosto l'aver condiviso esperienze in passato, belle o brutte che siano. Queste le conclusioni di uno studio dell'Università di Harvard sui processi neuronali che regolano i rapporti sociali e il nostro modo di rapportarci al prossimo. Stando ai risultati, pubblicati sul Journal of Neuroscience, sarebbe proprio la presenza di una relazione già costruita a scatenare i neuroni più di quanto non avvenga al cospetto di uno sconosciuto, anche se costui ci somiglia tantissimo. Le ragioni di questa "scala di valori neuronali", suggeriscono gli autori, potrebbero essere frutto dell'evoluzione di uno dei tratti più distintivi dell'uomo, come sosteneva già il buon vecchio Aristotele: la sua socialità.

Le regioni della mente che ci fanno sociali. Sono più di vent'anni che i neurologi di tutto il mondo collezionano preziose informazioni su quali siano le parti del cervello dedicate all'interpretazione degli altri e ai comportamenti relazionali. Finora si è visto che nell'uomo, come anche nei primati e nei roditori, la zona più direttamente coinvolta nell'elaborazione degli atteggiamenti sociali è quella della corteccia mediale anteriore. Danni in questa parte del cervello, infatti, sono di solito associati a difficoltà nel comprendere le regole di base dell'interazione.


Per questo i ricercatori di Harvard si sono concentrati su questa zona del sistema nervoso, cercando di capire il peso specifico delle due "forze" che guidano la percezione celebrale del prossimo: la somiglianza e la familiarità. Mentre la prima consente al cervello di immedesimarsi nell'altro e dedurre i suoi stati emotivi, la seconda è diretta conseguenza della condivisione di un'esperienza e ha dunque un peso "personale". "Entrambi i meccanismi - spiega a Repubblica.it l'autrice dello studio, Fenna Krienen - hanno una base psicologica ed evolutiva come elementi fondamentali per giudicare il diverso da sé. Il nostro modo di rapportarci con il mondo esterno passa sempre attraverso una valutazione di questi due valori".


L'esperimento: amicizia contro somiglianza. Nello studio i ricercatori hanno scannerizzato, tramite una tecnica di risonanza magnetica funzionale, il cervello di novantotto giovani tra i 18 e i 23 anni alle prese con un test di previsione del comportamento altrui. Il compito consisteva nel provare a mettersi nei panni di un'altra persona e indovinare le sue risposte a una serie di domande. Della rosa di nomi e volti facevano parte sia degli amici (alcuni considerati simili, altri diversi) sia dei perfetti sconosciuti (di cui erano state fornite biografie e foto). Sorprendentemente, in tutti gli esperimenti effettuati a guidare la risposta celebrale nella regione della corteccia mediale anteriore è stata la familiarità, e non la somiglianza in fatto di trascorsi e comportamenti. La presenza o meno di un certo grado di caratteristiche in comune tra soggetto analizzato e protagonista del test non sembrava pesare in modo particolare sull'elaborazione delle inferenze. "Al di là della durata del rapporto e di quanto spesso si frequenti l'amico, la mente entra più rapidamente in empatia con la persona cara, mostrando un pattern di attivazione simile a quello che si osserva nelle decisioni personali", commenta la ricercatrice americana.

Se il cervello "sorride" agli amici. Come osservato da molti studiosi, una delle caratteristiche pressoché uniche dell'uomo è la sua capacità di costruire e mantenere relazioni che vadano oltre la semplice perpetuazione della specie. "Dal nostro studio - sottolinea Krienen - emerge chiaramente come la vicinanza sociale, o familiarità, si sia sviluppata nel cervello lungo circuiti di prima classe e sia il fattore principale di cui la mente si serve per interpretare gli altri". Per gli studiosi di Harvard, dunque, il sistema nervoso processa l'amicizia con un trattamento "speciale": un privilegio che può essere stato accordato agli amici solo grazie all'evoluzione e al vantaggio selettivo della socialità. La tecnica di imaging ha poi permesso un ulteriore passo in avanti: "Per la prima volta - precisa Krienen - siamo riusciti a fotografare questo meccanismo: abbiamo visto cosa accade ai nostri neuroni quando pensiamo a un amico".


La mentalità dell'amicizia. Una delle conseguenze della ricerca americana è l'importanza che la mentalità sociale ricopre nel cervello umano, ovvero l'esistenza di un atteggiamento involontario che ci dispone a comprendere meglio gli individui per cui proviamo una qualche forma di affetto. In questo senso, la presenza o meno di elementi in comune potrebbe non essere necessaria. Come ha mostrato uno studio del MIT di Boston (recentemente pubblicato su Science), quando diverse persone si uniscono per risolvere dei problemi si sviluppa un'intelligenza superiore, una sorta di super-mente sociale. A quanto pare, per funzionare al top questo super-cervello non ha tanto bisogno che tra gli individui ci siano diversi tratti in comune, quanto piuttosto che nel gruppo regni un'elevata "sensibilità sociale". Proprio ciò che c'è tra gli amici, come ricorda anche l'origine latina del termine: amare.

(13 ottobre 2010)


Tratto da:
http://www.repubblica.it/scienze/2010/10/13/news/cervello_amicizia-7994730/


“Sensibilità sociale” è una parola sconosciuta nel cristianesimo che continua la sua furiosa guerra contro i cittadini che non vogliono separarsi dalla società in cui vivono.
E’ bene riflettere su quanto è importante la Religione Pagana che portando le persone a vivere nella società e a farsi carico dei problemi sociali, di fatto, li spinge a costruire delle relazioni umane indissolubili.



Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

20 ottobre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 6 ottobre 2010

Frammenti di Catechismo della Religione Pagana con brevi commenti


Il rito del Solstizio d'Estate dela Religione Pagana presso il Bosco Sacro a Jesolo - Venezia. Giugno 2010 - Foto
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Frammenti di Catechismo della Religione Pagana

Questi frammenti che presento sono frammenti del Catechismo della religione Pagana al quale sto lavorando per dare un ordine. Altri lavori relativi al catechismo li trovate nella Pagina Indice.


[5] Qual è il movimento dell’Universo?
E’ il movimento generato dall’inconsapevolezza dell’Energia Vitale, in espansione nell’Universo generato dal Big Bang, alla trasformazione in consapevolezza attraverso le mille strategie in cui germinano gli Esseri, dalle Galassie ai Batteri che compongono il nostro corpo, per costruire la Coscienza universale alla fine del tempo.

E qui introduciamo un altro argomento proprio della Religione Pagana: l’assenza di una Coscienza o di una intelligenza all’inizio del tempo.
Nessuno crea il mondo; nessun demiurgo; nessun motore primo immobile; nessun UNO; all’inizio del tempo. Nessun assoluto e nessun essere assolutamente necessario ha creato il mondo e dice agli uomini che cosa devono o non devono fare.

Dal Caos, dalla non coscienza, dal non consapevole, ci raccontano i greci, gli Hittiti, gli Hurriti, i Sumeri, gli antichi Egiziani ecc. emerge il consapevole: la coscienza. Un infinito numero di coscienze emergono dall’inconsapevolezza che le coscienze chiamano Gaia o Nun (Grecia ed Egitto). Le coscienze hanno delle esigenze, hanno dei bisogni, hanno delle necessità.

In una cosmogonia Egiziana si dice che la prima Coscienza venuta in essere era sola e allora “si è messa a starnazzare”. Il Grande Starnazzatore ha starnazzato finché altri esseri sono venuti in essere emergendo dal Nun (il caos, la non coscienza).



[6] Gli Dèi hanno corpi?
Gli Dèi hanno corpi e solo dai corpi riconosci gli Dèi. Corpi che agiscono e che progettano. Sia quando i corpi sono ben individuati dal nostro modo di percepire il mondo, come le Stelle o i Pianeti, come l’Atmosfera o il Mare, sia quando la nostra percezione fatica a pensarli in quanto hanno massa e composizione diversa da come la nostra percezione riesce a pensarli.

Anche con questa risposta apriamo una vecchia questione di ideologia religiosa ben conosciuta prima dell’avvento della filosofia. La filosofia con Platone ha distinto “anima” da “corpo” con una distinzione arbitraria immaginando l’esistenza di “coscienze” senza un corpo. Per la religione Pagana esistono solo corpi che esprimono emozioni, tensioni e bisogni. E’ il corpo, in quanto corpo, che manifesta ciò che lo anima. Quando il corpo non manifesta ciò che lo anima (emozioni, intelligenza, scopo, desiderio, passione, ecc.) siamo davanti ad un cadavere.

I corpi possono essere di “materia” come noi li pensiamo o di “energia” (anche la materia è un’aggregazione di energia); possiamo pensarli densi o distribuiti, ma nella Religione Pagana, riconosciamo SOLO i corpi. Zeus stesso ha un corpo, l’Atmosfera. Afrodite ha un corpo: e sono le tensioni emotive che agiscono dentro ogni corpo degli Esseri della Natura. Sempre corpi. Corpi che abitano il mondo partendo dalla loro qualità di corpi.
Oggi la scienza e la ricerca scientifica ci aiutano a portare la ragione a ripensare il mito.

I corpi, come noi li pensiamo oggi, non sono un’unità, ma un insieme di cellule. Oggi noi sappiamo che una cellula è un Essere che mette in atto delle strategie adattative nel nostro corpo. Le strategie adattative della cellula ci dimostrano che hanno intelligenza, progetto e scopo. Quando noi diciamo “io sono” parliamo di una consapevolezza formata dalle consapevolezze di ogni cellula. Ogni cellula, come ogni vivente, ha il proprio cammino per trasformarsi in un DIO.

Noi pensiamo al corpo come ad un insieme di cellule ed è proprio perché sono cellule viventi che le pensiamo capaci di organizzasi, di riprodursi, di crescere (vedi la crescita del corpo fisico). Dobbiamo tener presenti due aspetti. Innanzi tutto che ciò che noi chiamiamo cellule sono mitocondri, cioè batteri che si sono modificati col tempo per costruire un corpo complesso del quale diciamo “E’ il mio corpo!”; in secondo luogo dobbiamo tener presente l’esistenza di uno spazio fra una cellula e l’altra. In altre parole, esiste uno spazio che consente la nascita e la dilatazione della cellula indipendentemente dalla cellula dalla quale si è staccata.

Questo alimenta due idee:
1° il battere è un Essere in Sé che ha costruito la sua strategia per migliorare i suoi processi evolutivi (la crescita della sua coscienza) modificandosi e aggregandosi per costruire dei corpi complessi.
2° lo spazio fra le cellule, infinitamente piccolo per quanto riguarda un corpo della Natura o un corpo umano, può diventare infinitamente grande quando si parla di corpi in cui l’energia è organizzata in maniera diversa dalla materia, oppure quando un corpo è un aggregato di più corpi: come i batteri possono fare il corpo degli Esseri Umani; gli Esseri Umani nel loro insieme sono il corpo di una “Coscienza di specie” che dice: “Io sono”!

Gli aggregati fisici formano coscienze indipendentemente dagli aggregati stessi. Così nella Religione Pagana, nel suo abitare e pensare il mondo, si considera che ogni soggetto che si aggrega ha una Coscienza di Sé e ogni aggregazione di soggetti forma dei corpi o degli insiemi che manifestano una loco Coscienza di Sé. Come la mia ragione non è cosciente o accetta l’inconsapevolezza della vita delle singole cellule cercando un benessere d’insieme del mio corpo; così è per la coscienza di specie o per l’Essere Natura nel suo insieme. Un coscienza il cui corpo è formato da corpi con altre coscienze individuali.
Non è un’idea nuova: è stata formulata come ipotesi fantastica quando si parla di formicai, termitai o alveari. Ad un osservatore esterno appariva come se ogni formica, ogni termite o ogni ape agisse in funzione di un piano consapevole.
Noi siamo esterni ad un formicaio o ad un alveare: non esiste un osservatore esterno alla specie umana che sia un Essere Umano e che può interpretare le scelte e le azioni di ogni singolo Essere Umano senza essere coinvolto nella struttura psico-emotiva dell’Essere Umano stesso.
In altre parole, quando noi giudichiamo le formiche lo facciamo senza cognizione di causa del loro pensiero e delle loro emozioni; quando giudichiamo un Essere Umano o un gruppo umano proiettiamo su quell’Essere Umano o su quel gruppo ciò che noi pensiamo degli Esseri Umani, di quel gruppo o delle sue emozioni. Proprio perché viviamo fra gli esseri umani, in quanto esseri umani, non siamo in grado di osservarci dall’esterno, come per un formicaio, in quanto noi proiettiamo immediatamente un’immaginazione di senso o di motivazione su ciò che osserviamo. La tendenza di proiettare immaginazione di senso o di motivazione nei confronti delle formiche, pur sussistendo nel comportamento “scientifico” umano, viene mitigata dalla distanza di specie che diminuisce le similitudini fra la nostra specie e quella delle formiche (ancor di più per quanto riguarda i funghi o il regno vegetale).


[7] I corpi degli Dèi sono compatti?
Alcuni corpi, come l’Essere Terra o l’Essere Atmosfera, o noi stessi, come mammiferi dell’Essere Natura, appariamo ai nostri sensi come individui compatti. In realtà siamo un crogiolo di individualità che proprio per vivere per sé stesse, per espandere sé stesse, funzionano alimentando il tutto che ci porta a dire. “Io sono!”. Diecimila terre dalle diecimila personalità, formano Madre Terra. Diecimila venti dalle diecimila personalità formano Madre Atmosfera o, se preferite, Padre Zeus. Milioni e milioni di batteri dalle infinite personalità formano il corpo di un Essere delle Specie della Natura. Milioni di frammenti di tensioni emotive presenti in ogni corpo degli Esseri della natura formano il corpo di Afrodite. Milioni di frammenti di bisogno di libertà presenti negli esseri della Natura formano il corpo di Madre Demetra. Ecc.


Nel nostro pensare la Natura ci sono due limiti estremi: la Natura come insieme e i suoi frammenti più piccoli che fungono da mattone primo che oggi la scienza individua in batteri e virus (e forse qualche altra forma). Tutto ciò che noi pensiamo come vita della Natura è limitato da queste due barriere. Dal punto di vista religioso della Religione Pagana, l’Essere Natura è una consapevolezza in sé e i frammenti, che noi chiamiamo Esseri, sono il suo corpo. Ogni frammento è un soggetto che vive per sé stesso, si dilata e si riproduce costruendo il DIO nella possibilità in cui è venuto in essere e, nel farlo, alimenta la Coscienza di Sé Natura che, a sua volta, si dilata e si espande alimentando i frammenti che la compongono.


Ciò che ci distingue dagli altri Esseri della Natura e dagli infiniti singoli Esseri dello spazio, oltre alla forma, sono i tempi del mutamento. Ciò che separa la coscienza di ciò che io sono dalla coscienza di ciò che io sono di ogni singola cellula del mio corpo, sono i tempi del mutamento e del divenire delle specifiche coscienze. Delle loro trasformazioni in Dèi. Il tempo di trasformazione della Coscienza del singolo soggetto nella realtà fisica in cui è venuto in essere è un tempo soggettivo, vissuto dal soggetto, e separato dal tempo soggettivo di ogni altro soggetto. Noi, come soggetti nella Ragione (descrizione della forma e della quantità del mondo) non percepiamo il tempo come trasformazione né fissiamo la nostra attenzione sul “vivere la trasformazione”. Noi viviamo una sequenza di presenti. Un presente prima e un presente dopo. C’era una volta... descrive un presente dal quale inizia la storia che si sviluppa per sequenza di presenti, anche se ci illudiamo di misurare il tempo in una dimensione oggettiva partendo dal movimento del Sole. La Coscienza dl dio che si forma dentro un corpo si costruisce vivendo il tempo come spazio d’azione e non nella forma in cui un corpo si presenta.

La Natura la pensiamo come un corpo e i legami che intercorrono fra ogni parte del corpo sono legami di natura psico-emotiva e non legami del tipo razionale. Dal macrocosmo, la Natura nel suo insieme, al microcosmo, il nostro corpo, è uno scorrere di informazioni sotto forma di legami psico-emotivi che noi chiamiamo “tensioni” e che veicoliamo in maniera più o meno efficace a seconda di come usiamo la ragione e di come, attraverso la ragione, ci pensiamo nel mondo.

Nella Teogonia di Esiodo, la Natura assume il nome di Hera. Hera è la Natura elevata a forma divina. Una forma che ogni soggetto immagina partendo da sé stesso in quanto ogni soggetto della Natura è parte del corpo di Hera. Come in un corpo fisico la coscienza di sé di un individuo è separata dalla Coscienza di Sé di ognuna delle sue cellule; così la Coscienza di Sé della Natura è separata dalla Coscienza di Sé di ogni individuo che la compone qualunque sia la specie cui appartiene. Per contro, come noi siamo legati da strutture ad ogni nostra cellula o parte del corpo, così la Coscienza di Sé dell’Essere Natura è legata ad ogni individuo che ne forma il corpo, qualunque sia la specie cui appartiene.

Proviamo a cambiare l’ottica del giudizio. Quando il piede e la pancia vi fanno male, vi impongono di intervenire per ripristinare il benessere. Possiamo dire, dal punto di vista della Religione Pagana, che il piede o la pancia vi stanno pregando. Stanno comunicando. Stanno adorandovi (adorare = parlare a...). Quando un soggetto, un individuo, agisce nella Natura, sta pregando; comunicando; adorando.


[8] Esiste un Dio senza un corpo?
Ogni intelligenza è manifestata da un corpo, sia che la sua energia, come nel caso della materia, ricada sotto i nostri sensi immediati, sia che la sua energia, la sua struttura sia estranea alla nostra percezione per come noi usiamo i sensi.

06 ottobre 2010

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Claudio Simeoni
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