La Religione Pagana. Idee, modi di vedere gli Dèi e la vita, la percezione del divino e le attività religiose della Federazione Pagana. Gli Esseri Umani non sono circondati da "oggetti", ma quegli "oggetti" sono Dèi che come gli Esseri Umani progettano il loro futuro in un cammino di eternità.
lunedì 24 febbraio 2020
sabato 1 febbraio 2020
Menezio e i filosofi rinascimentali e dialettici
"Quante forze vogliono che l'uomo sia sottomesso?
E con quali argomentazioni? Io Menezio non ho accettato di sottomettermi al
volere della ragione perché la forza che io sono può essere imbrigliata in
gloriose imprese, ma mai posseduta e mai domata. Io" continuò Menezio
"non temo i fulmini di Zeus, ma temo la dabbenaggine di mio fratello
Epimeteo. Lui pensa di vivere in un mondo in cui tutti sono al suo servizio, tutti
lo amano e tutti sono disponibili ad aiutarlo. Io Menezio, sono la forza
incatenata nel cuore degli uomini, ma anche Epimeteo è incatenato nel cuore
degli uomini assieme agli altri miei fratelli, Atlante il reggitore del mondo e
Prometeo la conoscenza dell'uomo. Viviamo tutti in catene nel cuore degli
uomini. Di tanto in tanto qualche uomo si fa Ercole e nel proprio cuore spezza
le catene di uno di noi. Chi è liberato dalle catene può guidare le emozioni
degli uomini, ma spesso gli uomini preferiscono liberare Epimeteo piuttosto che
un altro dei miei fratelli.
"Come
dice Platone nel Timeo alle affermazioni che concernono la divinità, anche se
non sono necessarie e non possono essere confermate da argomentazioni
verosimili, bisogna prestare fede, perché esse vengono dai figli degli Dèi;
infatti egli stesso dice nel II della Repubblica: "La parola Dio è di
fatto verissima"; e nel libro III della stessa opera: "Se c’è un
figlio di Dio, è veritiero e se non è veritiero, non è figlio di Dio". E
tutto ciò suona in religiosa armonia con la nostra religione. Infatti, gli
articoli di fede, che per la maggior parte non possono essere dimostrati,
essendo stati ricevuti da Dio o dai santi Apostoli, debbono essere accolti da
noi senza nessuna dimostrazione dei principi e se contro di essi ci
conducessero taluni ragionamenti, da cui non sapremmo districarci, bisognerebbe
ascrivere la causa non alla "cosa stessa", ma alla nostra cecità,
come attesta Platone nel Fedone."
Pietro Pomponazzi,
Tutti i trattati peripatetici, Bompiani, 2013, p. 749
"Ad Epimeteo è sufficiente che il dono arrivi
dall'autorità perché sia considerato vero e santo, come Pandora inviatagli
dalla ragione col suo vaso." Continuò Menezio "Imparasse a diffidare
dei "doni della ragione" e impari ad aprire i vasi che portano la
vita anziché le distruzioni."
"Cosa significa affermare che " Come dice
Platone nel Timeo alle affermazioni che concernono la divinità, anche se non
sono necessarie e non possono essere confermate da argomentazioni verosimili,
bisogna prestare fede, perché esse vengono dai figli degli Dèi; infatti egli
stesso dice nel II della Repubblica: "La parola Dio è di fatto
verissima"; e nel libro III della stessa opera: "Se c’è un figlio di
Dio, è veritiero e se non è veritiero, non è figlio di Dio". E tutto ciò
suona in religiosa armonia con la nostra religione.". Un falso"
continua Menezio "non rende vero un falso e chiamare un'autoritas per
confermare un falso qualifica quell'autoritas come falsa. Che cos'è l'armonia
della religione affermata da Pomponazzi? Egli dice "Se". Dice
"Se c'è un figlio di Dio è veritiero e se non è veritiero non è figlio di
Dio". Epimeteo è capace di questi voli pindarici per legittimare i doni
che riceve dal mondo. Non distingue la realtà da ciò che desidera sia la
realtà. I suoi discorsi iniziano col "se" e continuano con le
"certezze" che lui desidera. Per questo, Epimeteo considera vero solo
ciò che lui desidera e cerca coloro che hanno i medesimi desideri per affermare
come oggettivamente vero ciò che soggettivamente desidera".
"Il mondo di Epimeteo si genera come un'idea che
legittima la sottomissione dell'uomo. Quest'idea, uscita dal suo cuore, si
diffonde come un'epidemia diventando l'idea di mondo di molti uomini che
finisce per soffocare il vero in funzione del desiderio. In questo modo gli
uomini sono costretti a vivere nella menzogna di una verità immaginata da altri
uomini che serve solo a legittimare il loro essere padroni di schiavi."
"E' in questa condizione dell'esistenza che io Menezio
scuoto le catene con le quali sono incatenato nel cuore degli uomini e nello
scuotere le catene li rendo consapevoli della realtà nella quale stanno
vivendo."
"Tutto
il lavoro pratico del nostro partito, qualsiasi direzione giusta è
necessariamente basata sul seguente principio: dalle masse alle masse. Questo
significa che bisogna raccogliere le idee delle masse (disperse, non
sistematiche) concentrarle (attraverso lo studio trasformarle in idee
concentrate e sistematiche), quindi portarle di nuovo alle masse, diffondere e
spiegare queste idee finché la masse non le assimilano vi aderiscano fermamente
e le traducono in azione; e verificare in tale azione la giustezza di tali
idee. Poi concentrare ancora una volta le idee delle masse e riportarle quindi
alle masse perché queste idee siano applicate con fermezza e fino in fondo. E
sempre così, indefinitivamente, come una spirale senza fine; le idee ogni volta
saranno più giuste, vitali e ricche. Questa è la teoria marxista della
conoscenza."
Mao Tse-Tung,
Libretto rosso, tascabili Newton, 1994, p. 47
"Gli uomini lottano come singoli o come insiemi
sociali, ma sono sempre io, Menezio, che dal fondo del loro cuore scuoto le mie
catene e alimento la loro forza e la loro determinazione. Qualche volta Atena
mi è amica. Qualche volta l'intelligenza strategica veicola la mia forza e
allora avviene il cambiamento, nulla è mai più come prima."
"Io Menezio sono consapevole che non è
sufficiente la mia forza per sconfiggere Zeus, ma sono consapevole che Zeus,
senza la mia forza, non avrebbe il potere di impugnare la folgore. E così gli
uomini, senza il mio scuotimento di catene si adatterebbero ad essere pecore
del gregge, ma senza l'intelligenza di mio fratello Prometeo veicolata dalla
strategia di Atena, veicolerebbero nel mondo solo la violenza per la violenza
distruggendo sé stessi nel tentativo di dare l'assalto al cielo delle illusioni
con cui descrivono i loro desideri del momento."
"La mia forza, continua Menezio, può essere
preziosa quando gli uomini: " Questo significa che bisogna raccogliere le
idee delle masse (disperse, non sistematiche) concentrarle (attraverso lo
studio trasformarle in idee concentrate e sistematiche), quindi portarle di
nuovo alle masse, diffondere e spiegare queste idee finché la masse non le
assimilano vi aderiscano fermamente e le traducono in azione; e verificare in
tale azione la giustezza di tali idee. Poi concentrare ancora una volta le idee
delle masse e riportarle quindi alle masse perché queste idee siano applicate
con fermezza e fino in fondo. E sempre così, indefinitivamente, come una
spirale senza fine; le idee ogni volta saranno più giuste, vitali e
ricche". Allo stesso tempo la mia forza può essere vana se gli uomini
rincorrono il denaro come feticcio o come ideale."
"C’è
bisogno di una prospettiva più profonda, per comprendere che gli uomini, con le
condizioni materiali di vita, con le loro relazioni sociali, con le loro
esistenze sociali, cambiano anche le rappresentazioni, i modi di vedere, i
concetti, in una parola la coscienza? Che cos’altro dimostra la storia delle
idee se non che la produzione dello spirito si trasforma assieme a quella materiale?
Le idee dominanti di un’epoca sono state, in ogni momento, soltanto le idee
della classe dominante."
Marx-Engels,
Manifesto del Partito Comunista, acquarelli Demetra, 1996, p. 39
"Io scuoto le catene nel cuore degli
uomini." disse Menezio "Il cuore è corpo, il cuore è carne, il cuore
è materia vivente che si emoziona e che abita un mondo di materia nella quale
mette in atto le sue azioni. Chi pensa che le emozioni dell'uomo vadano
separate dal suo corpo è colui che vuole rendere un corpo schiavo mentre lui
dice allo schiavo come deve usare le sue emozioni. L'uomo agisce, pensa, parla
spinto dai suoi bisogni e dalle sue necessità e nell'agire, nel pensare e nel
parlare l'uomo usa la forza che trae da me e con essa tenta di soddisfare i
suoi bisogni e i suoi desideri."
E più l'uomo agisce, pensa, comunica ed agisce e più
modifica il mondo in cui vive modificando il suo agire, il suo pensare, il suo
comunicare e il suo modo di desiderare.
Fine citazione….
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NOTA: La pagina fa parte della Partita mondiale di
calcio della filosofia con cui vengono definiti i principi filosofici propri
della Religione Pagana.
giovedì 30 gennaio 2020
Ilizia e i filosofi fondamentalisti ed esistenzialisti
"Dal momento in cui nasci" continua Ilizia
"inizi a scalare la tua montagna dell'esistenza e ad ogni passo ti
trasformi. Il trasformarsi trasmette ad ogni Essere la sensazione di
"potenza" e a qualcuno la paura che quella sequenza di trasformazioni
possa interrompersi."
"Or,
subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non
darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno
sconvolte. Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo, tutte le
tribù della terra si batteranno il petto e vedranno il figlio dell'uomo venire
sulle nubi del cielo con gran potenza e gloria."
Vangelo di Matteo
24, 29-30
"La paura dell'evento è capace di impedire la
trasformazione degli Esseri." Riprende Ilizia riflettendo "La paura
blocca la trasformazione dell'essere nato come corpo nella natura. Non ha
importanza se le condizioni del mondo sono favorevoli alla tua trasformazione,
se tu hai paura sei tu stesso colui che blocca le tue trasformazioni".
"Chi è capace di incuterti paura, diventa il tuo
padrone perché attraverso la paura può determinare le tue trasformazioni o le
tue non trasformazioni. Sei nato in un mondo da esplorare," continua
Ilizia "ma se hai paura ti ritiri dal mondo e trasformi lo sconosciuto che
ti circonda in un muro invalicabile e tu vivi in un antro pieno di mostri e di
pericoli."
"Così hai paura che il "cielo ti cada sulla
testa" o che "il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte",
per questo rinuncia a vivere e a rinascere sempre uguale (nella forma) e sempre
nuovo (in-sé) ogni giorno, giorno dopo giorno. Hai paura che il mondo attorno a
te finisca e hai paura di perdere le certezze che ti ancorano ad una vuota
esistenza. Sentendoti indegno, sei indegno di vivere nell'infinito e preferisci
chiuderti su te stesso."
"Quando
vedi un uomo indegno versare fiumi di parole contro la virtù e tenere in grande
considerazione cose che si dovrebbero ignorare – ricchezza, fama, piacere, - ed
esaltare l'ingiustizia come fonte di ciascuna di esse, sostenendo che sono i
prevaricatori a diventare ricchi d'argento, oro e di fama, non ti volgere
subito sulla strada opposta per farti povero ed umile e praticare un tenore di
vita severo e solitario: in questo modo irriterai l'avversario e aizzerai
contro di te un nemico più pericoloso."
Filone
d'Alessandria, L'uomo e Dio, Rusconi, 1986, p. 207 – 208
"La complessità dell'uomo che nasce e che vive
non può essere rinchiusa in categorie. Cosa deve fare l'uomo? Cosa deve pensare
l'uomo? Come deve vivere l'uomo? Perché una cosa è virtù e un'altra l'indegnità?
Cosa qualifica un comportamento? Cammini su un sentiero che ti modifica giorno
dopo giorno in relazione alle circostanze che incontri. Quanto incontri ti
svuota o ti carica solo se quanto incontri è in relazione a quanto sei in gradi
di vivere, capire e sostenere."
"Nel cammino della vita," continuò Ilizia, "ci
sono uomini che vogliono costringerti a compiere azioni che a loro convengono.
A questo ti puoi opporre. Ma come ti opponi quando nessuno ti obbliga, ma tu
stesso imiti i comportamenti delle persone che agiscono nel mondo in cui sei
nato? Quando impari a tremare nel momento stesso in cui tua madre ha paura, o
impari a fuggire quando tua madre e tuo padre tendono a sottrarsi, o impari a
sussultare imitando i sussulti di tuo padre davanti ad un altro uomo? Come ti
difendi quando tuo padre e tua madre ti dicono che questo è il comportamento
conveniente per vivere in questo mondo?"
"Nasciamo per morire, ma spesso nel mondo ci
viene tolta la volontà d'esistenza e ci si offre una morte lenta. Una morte
nella quale camminiamo e ci pensiamo di essere ancora vivi, ma nell'uomo non
c'è più mutamento della struttura emotiva, non c'è più passione, non c'è
ricerca di sfida, rimane solo il ritirarsi dalla volontà d'esistenza. Quando la
volontà d'esistenza si ritira, rimane solo la violenza della prevaricazione
come veicolazione disperata di emozioni prigioniere di una morale o di un'etica
a loro estranea. Ci si ritira in un cantuccio dell'esistenza e ci si immagina
al sicuro mentre l'uomo è diventato nemico di sé stesso."
"I
dolori e i piaceri eccessivi, poi, devono essere posti fra i mali più grandi
per l'anima. Infatti, l'uomo che è eccessivamente lieto, o che all'opposto per
dolore si trova nello stato contrario, per la fretta che ha nel prendere una
cosa e nel fuggirne un'altra nel momento non giusto, non è più in grado né di
vedere né di udire nulla in modo retto, ma si infuria, e, in quel momento, non
è più in grado di seguire la ragione.
E colui nel cui midollo si produca seme abbondante e impetuoso, e sia come un albero che porta frutti più del conveniente, prova per ogni cosa molti dolori e molti piaceri nelle passioni e in ciò che da esse deriva. E nella maggior parte della sua vita diventa esagitato, proprio a causa di questi piaceri e dolori grandissimi. E malgrado egli abbia l'anima ammalata e dissennata a causa del corpo, non viene giudicato come uno che è ammalato, bensì come uno che è per sua natura malvagio."
E colui nel cui midollo si produca seme abbondante e impetuoso, e sia come un albero che porta frutti più del conveniente, prova per ogni cosa molti dolori e molti piaceri nelle passioni e in ciò che da esse deriva. E nella maggior parte della sua vita diventa esagitato, proprio a causa di questi piaceri e dolori grandissimi. E malgrado egli abbia l'anima ammalata e dissennata a causa del corpo, non viene giudicato come uno che è ammalato, bensì come uno che è per sua natura malvagio."
Platone, Tutte le
Opere, Timeo, Bompiani, 2014, p. 1406
"La volontà d'esistenza viene censurata come il
"male". Hanno inventato l'anima per uccidere i corpi." Continua
Ilizia "Corpi che dovrebbero vivere
mentre la loro struttura emotiva dovrebbe morire e rinascere continuamente. Ma
i corpi continuano a calpestare la terra mentre le loro emozioni vengono
frustrate affinché si adeguino ai doveri imposti. In questa ottica, l'uomo
appassionato, l'uomo che cerca la conoscenza e il piacere di un'esistenza nella
quale versa la sua struttura emotiva trasformandosi in continuazione, viene
accusato di essere il "male". Calunniato, perseguitato, deriso e
torturato. Questi uomini e queste donne che con le loro passioni alimentano il
divenire dell'uomo sono accusati di essere: " colui nel cui midollo si
produca seme abbondante e impetuoso, e sia come un albero che porta frutti più
del conveniente, prova per ogni cosa molti dolori e molti piaceri nelle
passioni e in ciò che da esse deriva. E nella maggior parte della sua vita
diventa esagitato, proprio a causa di questi piaceri e dolori grandissimi. E
malgrado egli abbia l'anima ammalata e dissennata a causa del corpo, non viene
giudicato come uno che è ammalato, bensì come uno che è per sua natura
malvagio". Loro provano piacere, loro provano passione, loro plasmano la
loro energia della vita e plasmandola costruiscono un corpo capace di
trasformare la morte del corpo fisico in una nuova nascita. Ad ogni passione la
loro struttura emotiva si trasforma, quell'uomo muore pronto a rinascere
diverso. Eppure quell'uomo, quella donna, quel seme può affrontare le sfide
dell'esistenza solo se il mondo in cui vive offre uno spiraglio, un po' di
acqua per mettere radici."
"Perché,
infatti noi attribuiamo al corpo-per-altri la stessa realtà che al
corpo-per-noi. O meglio, il corpo-per-altri è il corpo-per-noi, ma
impercettibile ed espropriato. Ci sembra allora che altri compia per noi un
atto di cui noi non siamo capaci e che pur si impone: "vederci come
siamo"."
Sartre, L'Essere e
il nulla, il Saggiatore, 2002, p.414
"Nella società, per come è divenuta, tu sei il
soggetto che viene osservato perché tu, proprio tu, devi rinunciare alla
volontà d'esistenza perché quella società ritiene necessario che tu ti
trasformi in una preda." Continuò con veemenza Ilizia "Per diventare
una preda, devi obbedire. Devi rinunciare alla tua volontà d'esistenza, devi
rinunciare a cercare il piacere e devi soddisfare il tuo bisogno solo
attraverso il possesso dell'altro o stuprando l'altro. In questa azione di
appropriazione e di stupro tu sei morto alla trasformazione. Tu non ti
modifichi. La tua struttura emotiva rimane paralizzata, annichilita. Il corpo
ha cessato di pulsare per l'emozione. L'emozione non insorge, non disgrega la
tua coscienza e non la riaggrega fagocitando l'esperienza. Il
"corpo-per-altri" vuole impossessarsi del "corpo-per-noi" e
noi, per loro, non dobbiamo essere per noi, ma ter loro. In questo modo noi
cessiamo di morire e di rinascere e iniziamo un lento cammino verso la morte di
tutto ciò che siamo."
Fine citazione….
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NOTA: La pagina fa parte della Partita mondiale di
calcio della filosofia con cui vengono definiti i principi filosofici propri
della Religione Pagana.
martedì 28 gennaio 2020
Hera e i filosofi esistenzialisti e rinascimentali
E ancora, disse Hera: "Che cos'è la libertà del
Dio? Non certo quella di "creare dal nulla" perché ogni Dio che viene
vissuto dagli Esseri della Natura è figlio degli Esseri della Natura. Ma gli
Esseri della Natura e gli Dèi creano nel senso che continuamente modificano il
loro presente facendo germinare un nuovo e diverso presente."
"Come comunità dello spirito
questo regno è l'associazione dei membri, in base al sapere di un tutto, con
questo tutto in quanto loro idea. Ma lo spirito è sempre solo un tutto, non il
tutto. In quanto tutto, esso deve legarsi ad un altro tutto e rimane sempre di
fatto incompleto, anche nella propria realtà."
Karl Jaspers, Della verità, Bompiani, 2015, p. 759
"Questa idea" commentò Hera "di
soggetti che formano una comunità, un'associazione dei membri è quanto di più
depravato si possa pensare. Sembra quasi che i soggetti abbiano delle
alternative e fra le varie alternative hanno scelto di unirsi in una comunità
associandosi come membri. Quando mai? Si nasce, si cresce e ci si trasforma
veicolando i propri bisogni e le proprie necessità. Un individuo della Natura è
sempre un insieme che si separa dal mondo, da altri insiemi. Insiemi che tentano
di sopravvivere in relazioni continue, in contraddizioni continue. Io Hera sono
la coscienza della Natura formata da tutti gli Esseri della Natura. Io progetto
il mutare di me stessa che diventa il mutare delle cose, ma i miei progetti hanno
il limite nella volontà d'esistenza dei singoli Esseri della Natura. Non esiste
uno "spirito" al di fuori degli Esseri, esistono le pulsioni
d'esistenza dei singoli Esseri della Natura che alimentano le mie pulsioni
d'esistenza.
"Non è dato ad ogni filosofia
di comprendere una Rivelazione. Il presupposto fondamentale è un rapporto non
meramente ideale, mediato attraverso la ragione, ma uno reale della natura
umana con Dio."
Che cos'è una rivelazione? I piedi percorrono la terra
e questa è la realtà. Si comprende il cammino delle trasformazioni che si
vivono e si comprendono i soggetti che entrano nelle nostre relazioni. La vita
della Natura è pura materia che si trasforma in continuazione ed io, Hera, comprendo
tutti gli Esseri della Natura e nessuno di loro comprende Hera o entra in
relazione con Hera. Io non sono al di sopra degli Esseri della Natura, io sono
figlia degli Esseri della Natura e progetto me stessa alimentando le
trasformazioni fra gli Esseri della Natura.
Poi, come se stesse riflettendo disse Hera: "Io
divoro gli Esseri della Natura. Mi nutro della loro consapevolezza. Mi nutro
degli sforzi che fanno in ogni trasformazione. Quando muoiono la loro
consapevolezza diventa la mia consapevolezza. Hanno avuto la loro occasione di
diventare eterni, di vivere con passione, di alimentare il desiderio. Molti di
loro afferrano l'occasione della loro esistenza e vanno oltre "la mia
bocca" oltre "il becco dell'aquila" per continuare a
trasformarsi nell'eternità dei mutamenti. Troppi uomini preferiscono vivere per
sottomissione, pregare e idealizzano il bisogno di un padrone che chiamano
"Dio". Ed io mi nutro di loro. Mi nutro del loro fallimento.
Fallirono nel momento stesso in cui rinunciarono alla loro "volontà
d'esistenza".
"Se qualcuno vuole persuadere o
dissuadere gli uomini di qualcosa che non è di per sé noto, costui allora,
perché essi lo accolgano, deve dedurre la cosa che gli sta a cuore da ciò che è
comunemente ammesso e convincerli con l'esperienza o con la ragione, vale a
dire deve dedurre o dalle cose che essi hanno esperimentato per mezzo dei sensi
verificarsi in natura, oppure dagli assiomi intellettuali per sé noti."
Spinoza, Trattato teologico-politico, Rusconi, 1999,
p. 223
"Io" disse Hera "mi nutro della consapevolezza
di uomini persuasi, mediante l'esperienza e la ragione, a rinunciare a
veicolare nel mondo le loro emozioni e costretti, o convinti, a non affrontare
le contraddizioni della vita e dell'esistenza. Io mi nutro di consapevolezze
che hanno rinunciato a vivere e che attendono solo di morire cercando, magari,
solo le piccole soddisfazioni che concede loro il dominio e il possesso su
altri uomini incapaci di determinare la loro vita. Questi piccoli uomini che
vivono di assiomi intellettuali noti solo alle loro convinzioni, invadono la
Natura come una malattia che si propaga da individuo ad individuo. Disarmano le
persone e le costringono a confidare nella provvidenza che benevola li
accompagna alla loro distruzione. Per persuadere gli uomini ad essere
sottomessi è necessario agire sulla loro infanzia con genitori che si
sottomettono dimostrando all'infante che la sottomissione è la regola aurea
della società. Convinci le persone ad essere sottomesse ed io mi nutrirò della
loro vita."
"Povero filosofo: vedi una
pianta che vegeta, e dici "vegetazione", oppure "anima
vegetativa". Osservi che i corpi sono dotati di moto e lo trasmettono, e
dici "forza"; vedi il tuo cane da caccia imparare il suo mestiere
sotto la tua guida, e gridi "istinto", "anima sensitiva";
hai idee complesse, e dici "spirito". Ma, di grazia, che cosa intendi
con queste parole? Questo fiore vegeta, ma esiste forse un essere reale che si
chiama "vegetazione"? Questo corpo ne spinge un altro, ma possiede in
sé un essere distinto che si chiama "forza"? Questo cane riporta una
pernice, ma c'è un essere che si chiama "istinto"? Non rideresti di
un ragionatore (quand'anche fosse stato precettore di Alessandro) che ti
dicesse: "Tutti gli animali vivono, dunque c'è in essi un ente, una forma
sostanziale che è la vita"? Se un tulipano potesse parlare, e ti dicesse:
"La mia vegetazione ed io siamo due esseri uniti evidentemente
insieme", non ti burleresti del tulipano?"
Voltaire, Dizionario di filosofia “tutti i romanzi e i
racconti e Dizionario di filosofia", Mammut Newton, 1995, p. 449
"Se gli uomini affermano oggetti fuori dai sensi,
li devono dimostrare. Quanto meno devono dimostrare che tali oggetti sono utili
alla vita dell'uomo, ma se l'uomo si convince che il leone è utile nella sua
esistenza e pretende di farlo convivere nella sua quotidianità, non si deve
stupire se qualche leone decide di mangiarsi qualche uomo. Se scegli, perché
vuoi o non sai fare altro, di essere sottomesso non ti devi stupire se sei la
preda dei predatori sociali.
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NOTA: La pagina fa parte della Partita mondiale di calcio della filosofia con cui vengono definiti i principi filosofici propri della Religione Pagana.
domenica 26 gennaio 2020
Ares e i filosofi fondamentalisti e dialettici
Cito dalla pagina presentata
Gli uomini non hanno riscontri sull'efficacia delle
preghiere, gli uomini hanno riscontro solo della loro impotenza davanti alle
condizioni del mondo. Un'impotenza che ha costruito Atena quando, alimentando
il bisogno di possesso degli uomini, ha alimentato la loro intelligenza per
trasformare altri uomini in uno stato di schiavitù. Ci vuole l'intelligenza per
costruire la schiavitù; ci vuole l'emozione per spezzare le catene. Ma spesso è
troppo tardi e all'uomo sottomesso non resta che pregare. Non resta che
attendere la liberazione dalla schiavitù che gli concede la morte del suo corpo
fisico".
"Schiavi, obbedite in ogni cosa
ai vostri padroni secondo la carne, non solo quando vi vedono, come per piacere
agli uomini, ma con sincerità di cuore, per timore del signore, tutto quello
che fate, fatelo di cuore, come per il signore e non per gli uomini, sapendo
che riceverete in ricompensa l'eredità dalle mani stesse di dio. E' a cristo
signore che voi servite. Chiunque, invece, commette ingiustizia, commetterà
secondo l'ingiustizia commessa: non vi sarà accettazione di persone."
Paolo di Tarso, lettera ai Colossesi 3, 22-25
"Obbedite,
obbedite" afferma sbuffando ed imprecando Ares " non mi sentite
fremere dentro di voi? Non anelate a grandi spazi o ad una vita felice senza
obblighi né catene? I vostri genitori vi hanno allevati come animali affinché
siate sottomessi al loro servizio e voi vi comportate da animali facendo della
sottomissione il piacere del vostro padrone, del vostro Dio. In questo modo
usarono Atena per costruire un branco di lupi che si contendevano uomini
trasformati in greggi di pecore che i lupi portano al macello della vita. E poi"
riflettè Ares "i lupi possono cibarsi di pecore, ma non trasformano uomini
in pecore, allo stesso modo la pecora non teme il lupo quanto dovrebbe temere
l'uomo che vuole essere il suo padrone. Sterminarono più pecore gli uomini che
non tutti i predatori fin da quando le pecore divennero per diversificazione di
specie precedenti. E, dopo aver distrutto l'uomo trasformandolo in pecora
sottomessa e violentato l'Ares dentro di lui, chiamarono giustizia la schiavitù
dell'uomo e ingiustizia il suo desiderio di libertà."
"La rivoluzione borghese non
può accogliere attorno alla borghesia, per un periodo di una certa durata,
masse di milioni di lavoratori e di sfruttati, appunto perché loro sono
lavoratori e sfruttati, mentre invece la rivoluzione proletaria se vuole
assolvere al proprio compito essenziale, che è di consolidare il potere
proletario e di edificare una nuova economia socialista, può e deve legare i
lavoratori e gli sfruttati al proletariato in un'alleanza durevole, appunto perché
essi sono degli sfruttati e dei lavoratori."
Stalin, Questioni del leninismo, l'Unità, 1945, p.
137-138
"La storia umana del tempo della filosofia è la
storia della guerra finalizzata a rendere gli uomini sottomessi. Questa storia
"dice Ares "è una storia che toglie agli uomini la loro capacità di
critica del presente. Combattere significa disarmare il nemico e meno gli
uomini sono in grado di analizzare il presente in cui vivono, tanto più sono
disarmati nei confronti di chi li vuole sottomettere quando presenta loro una
verità immaginaria dalla quale non sono in grado di sottrarsi. Ma io
prorompo" continua Ares "nei bisogni, nelle necessità e nei desideri.
Afrodite è la compagna di Efesto, ma io sono il desiderio che combatte nelle
contraddizioni dell'esistenza e Afrodite non può negarsi là dove il desiderio e
la passione degli uomini invade il mondo in cui vivono. Gli uomini possono
essere ridotti in schiavitù, ma il desiderio, la passione, i bisogni, quando si
riempiono di emozione, tendono a rompere i legami e io, Ares, insorgo dentro di
loro. A volte Atena mi affianca e allora anche lo schiavo, anziché gettarsi
come un toro infuriato contro il suo mulino a vento, progetta, medita, soppesa
come usare la forza emotiva dentro di sé per rendere stabile la rimozione delle
catene che in quel momento lo stanno soffocando."
Fine citazione….
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giovedì 23 gennaio 2020
Inganno e i filosofi rinascimentali e dialettici
Cito da questa pagina:
L'inganno è offriti quello che tu devi pensare. Se Bacone avesse detto "loro dicono queste o quelle cose", tu avresti potuto decidere se loro sono "stupratori di spirito". Ma tu non puoi decidere, devi scegliere se accettare quello che Bacone dice o rifiutarlo. Non stai dando un giudizio sugli "stupratori di spirito", stai schierandoti per tifare. Questo" continua Inganno "è l'inganno di tutti gli inganni. L'affermazione che offre l'aggettivo anziché offrire i fatti che tu puoi definire mediante un aggettivo. Vieni derubato della tua capacità di usare gli aggettivi per definire qualcosa perché sei stato derubato della conoscenza dei fatti e, in ultima analisi, della tua capacità di dare dei giudizi.
"Quelli di loro che volevano ribellarsi e giocare al liberalismo in modo troppo rumoroso e troppo incomodo per il regime imperiale furono naturalmente scartati, soffocati. Ma tutti gli altri, quelli che lasciarono le fisime politiche al popolo si applicarono esclusivamente e seriamente al grande affare della borghesia, cioè allo sfruttamento del popolo furono potentemente protetti e incoraggiati: si diedero loro perfino, per salvare l'onore, tutte le apparenze della libertà." Bakunin, Là dove c'è lo Stato non c'è libertà, Acquerelli Demetra, 1996, p. 210
"Il gioco dell'inganno" continuò Inganno "spesso consiste nel vendere apparenza per impedire all'ingannato di afferrare la sostanza, i contenuti, delle cose. Contenuti e realtà dalla quale viene allontanato giocando sulla sua non conoscenza e sulla sua disposizione a credere per vero ogni cosa che gli viene detta capace di soddisfare le sue aspettative. Lasciamo che il "popolo" si illuda di tutti quei privilegi politici ai quali non accederà mai. E mentre lui combatte per i principi politici, viene violentato nel quotidiano con la promessa che domani le cose cambieranno. Ma le cose non cambiano a meno che l'imperatore o il potere finanziario non comprendono che è nel loro interesse poter disporre di un popolo colto e benestante perché aumenta la circolazione di denaro e favorisce l'accumulo di ricchezza. Ma fino ad allora ogni rivendicazione sociale ha il solo scopo di individuare i "facinorosi", le persone sensibili, quelle pronte a sacrificare sé stesse per la causa e per poterle colpire rendendole innocue privando quel "popolo" dei suoi potenziali campioni. Protesta per la politica sociale, battiti sulle barricate e sottrarrai te stesso alla società civile perché sarai colui che deve essere reso impotente per fermare ogni tipo di protesta. E mentre tu combatti per ideali, veri o immaginati che siano, altri agiscono per i loro interessi e tu diventi pedina di un gioco di cui non conosci fini o confini. Alla fine di ogni gioco, vince sempre il trafficante di schiavi che nei momenti peggiori cambia maschera e cambia tecniche di sfruttamento mentre, nei momenti migliori, si assicura bestiame umano a basso costo."
Democrito, Raccolta di frammenti interpretazione e commentario di Salomon Luria, Bompiani, 2007, p. 741
"In una società gruppi economici e gruppi sociali, a volte anche gruppi criminali, si scontrano per assicurarsi dei vantaggi economici e sociali." Continua Inganno "Le persone spesso non sono in grado di distinguere
---fine citazione-----
Continua nella pagina linkata.....
lunedì 13 gennaio 2020
Giorno Pagano Europeo della Memoria 2020
Il Rito religioso che commemora il Giorno Pagano
Europeo della Memoria viene celebrato presso il Bosco Sacro in Jesolo – Venezia
sabato 22 febbraio 2020 dalle ore 17.00.
Il Rito serve a ricordare i martiri delle Antiche
Religioni che furono macellati da ebrei e cristiani per puro odio religioso in
nome del loro Dio assassino che intendeva imporre la sua morale di morte e di
genocidio. Si vuole idealmente ricordare l'olocausto con cui il Dio di ebrei e
cristiani si vanta di aver macellato tutti gli uomini sulla faccia della terra
col "diluvio universale", non tanto per il diluvio in sé stesso che
sappiamo non essere mai avvenuto, quanto per l'orrore di aver introdotto
nell'ideologia religiosa di ebrei e cristiani il principio etico, sociale e
giuridico secondo cui l'altro va macellato per sottometterlo ad un'idea religiosa,
a Dio.
Questo orrore ha insanguinato la storia dal genocidio dei sacerdoti di Baal, il principio maschile della vita, che gli ebrei affermano di aver macellato per conto e ordine del loro Dio, al genocidio di popoli messo in atto dai cristiani in nome del loro Dio.
Si ricordano tutti i martiri marchiati dai cristiani
come "eretici" che hanno sacrificato la loro vita per costruire la
libertà sociale. Si ricordano tutte le donne chiamate "streghe" che i
cristiani si sono divertiti a bruciare sui roghi per tentare di avere sollievo
nel buio e nella disperazione del loro fallimento esistenziale. Si ricordano
tutti i bambini violentati dai cristiani per imporre loro la fede in un
criminale in croce che ordina di ammazzare chiunque non si metta in ginocchio
davanti a lui. Si ricorda il genocidio di popoli operato dai cristiani per
imporre la fede cristiana. Il genocidio chiamato colonialismo con cui i
cristiani hanno devastato la terra e tutt'ora la devastano in nome e per conto
del loro Dio padrone che fa dell'odio sociale la sua unica ragione di vita.
Si vogliono ricordare tutti i singoli uomini, i
"Giusti" quelli che convinti che la libertà dall'odio ebreo e
cristiano fosse nella società più importante della sottomissione all'odio di un
Dio che ordina agli ebrei di ammazzare uomini, donne e bambini per il loro
divertimento.
Se noi dimentichiamo gli orrori imposti dai cristiani
in 2000 anni della loro storia, allora ci faremmo complici di quegli orrori. Fu
la nostra Corte di Cassazione a decretare che i "Delitti contro l'umanità
non cadono mai in prescrizione" eppure, questo principio, così importante
per la società civile Italiana, non viene applicato permettendo continuamente
al terrore di espandersi nella società civile e costruendo sofferenza negli
uomini per favorire l'attività di terrore ed odio del Dio dei cristiani e dei
cristiani che, in nome di quel Dio, continuano a violentare bambini e a
diffondere il loro odio contro le Istituzioni sacre di questo paese.
Per informazioni vedi:
13 gennaio 2020
sabato 11 gennaio 2020
La Religione Pagana
La difficoltà nella costruzione della Religione Pagana
consiste nel fatto che oggi come oggi non si possono usare i mezzi e i metodi
con cui si costruiva e si definiva una religione 2000-2600 anni or sono. La
costruzione della Religione Pagana obbedisce alle leggi di relazione emotiva
fra l'uomo e il mondo e alle regole sociali proprie del 2000.
Purtroppo siamo circondati da truffatori che
sfruttando la manipolazione mentale messa in atto dai cristiani sull'infanzia
si trasformano in tanti profeti, salvatori, annunciatori di verità misteriche
in una relazione mistica con un Assoluto che altro non è che la loro struttura
psichica malata e disperata. Costoro trovano facile esca fra una classe sociale
semi benestante che da un lato vive una condizione psicologica di vuoto
esistenziale e dall'altra parte è alla ricerca della veicolazione di un proprio
delirio di onnipotenza pensandosi alla destra di un onnipotente al quale
vogliono mettersi al servizio.
Di questi personaggi ne vediamo molti, tutti
cristiani. Tutti deliranti rispetto ad un assoluto che descrivono con
familiarità. Tutti falliti esistenziali che si nutrono, come vampiri, della
disperazione psichica sociale. Dai No-Vax ai Di Bella, dai guru indiani agli
sciamani, dai cartomanti ai taroccari, dai preti cattolici falliti a preti
cattolici stupratori di bambini.
La costruzione della Religione Pagana non può passare
attraverso meccanismi pseudo-sociali di questo tipo. La Religione Pagana non
raggruppa masse di uomini disperati alla ricerca di un qualche miracolo che
rimedi ad una vita di disperazione.
La Religione Pagana è la religione che costruisce le
relazioni fra l'uomo e il mondo inteso come un insieme di Esseri Viventi che
trasformano continuamente sé stessi. La Religione Pagana è l'arte di vivere.
L'arte di costruire le relazioni sociali e, in quest'ottica, la Religione
Pagana interpreta sia la storia che la filosofia, intesa come storia del
pensiero umano generato dalla necessità di liberazione dall'assolutismo che
opprime le possibilità di trasformazioni dell'uomo, sia come storia dell'orrore
imposto all'uomo. Dove, per uomo, non si intende il "possessore di
uomini" a qualunque livello o in qualunque forma, ma l'uomo come soggetto,
come struttura fondante di sé stesso, che abita un mondo nel quale si trasforma
e diviene giorno dopo giorno.
La Religione Pagana non sostiene, come Eraclito
"Un uomo non può bagnarsi nella stessa acqua" perché tutto scorre, ma
sostiene che l'uomo scorre in una continua trasformazione e pertanto non sarà
mai lo stesso uomo che si bagna nello stesso fiume perché, come l'acqua che
scorre nello stesso fiume è diversa, così è diverso l'uomo ogni giorno, in ogni
istante della sua esistenza.
Essendo sempre diverso l'uomo ed essendo sempre
diversi ogni elemento che forma l'oggettività in cui viviamo, la Religione
Pagana non è in grado di definire una "verità" dell'esistenza perché
ogni verità ucciderebbe le trasformazioni e il divenire dell'uomo. La Religione
Pagana definisce i mezzi e gli strumenti per leggere l'oggettività nella quale
viviamo e definisce gli strumenti mediante i quali l'uomo può vivere e
affrontare il mondo in cui vive.
Per questo motivo la costruzione della Religione
Pagana non può usare gli strumenti di 2000 anni or sono, ma deve usare gli
strumenti di oggi. Deve rispondere alle esigenze degli uomini di oggi
diventando uno strumento attraverso il quale gli uomini affrontano oggi i loro
problemi.
11.01.2020
lunedì 11 novembre 2019
Filosofia e mafia
Per capire l'importanza di Marsilio Ficino nella
storia della filosofia riporto parte dell'introduzione di Enrico Vitale alla
"Teologia Platonica di Marsilio edito da Bompiani.
Sicuramente la posizione di Marsilio come
"filosofo del regime" è una posizione molto criticabile, ma non credo
che allora ci fossero molte alternative per affrontare l'assolutismo cristiano
e la pratica dell'uso sistematico della tortura e dei roghi.
Da un lato Marsilio Ficino è il filosofo fondamentale
del rinascimento italiano, dall'altro lato lo stesso rinascimento nasce come
"potere" che si contrappone ad un altro "potere", quello
assoluto della chiesa cattolica che si nutre di strage e genocidio. Pertanto,
lo sviluppo del pensiero filosofico nasce da una "mafia" che ha
l'esigenza di costruirsi spazi di potere all'interno del più vasto circuito
mafioso rappresentato dalla chiesa cattolica. La "mafia" più debole
deve cercare alleati e, nel farlo, offre qualche frammento di libertà maggiore
rispetto alla mafia dominante rappresentata dalla chiesa cattolica.
Anche nel lavoro di analisi filosofica noi non
dobbiamo mai confondere la differenza che c'è fra uno scontro fra
"mafie" che, comunque, offre degli spiragli di libertà all'uomo, da
quella che è la "lotta alla mafia" che oppone i diritti dei cittadini
all'assolutismo del controllo "mafioso". Se si confondono le due
cose, nella lotta fra "mafie", la "mafia" vincente, o un
eventuale equilibrio fra "mafie", tenderà comunque a ripristinare
l'assolutismo sui cittadini e i cittadini che si sono schierati sperando in un
qualche beneficio saranno le vittime del ripristino del potere "mafioso".
Quando, al contrario, si fa una guerra alla "mafia" sicuramente molti
diritti dei cittadini vengono affermati giuridicamente e il tentativo di
ripristino del controllo "mafioso" passa attraverso un'erosione dei
diritti sociali che per concludersi necessita di parecchi anni in cui i diritti
sociali vengono negati nei fatti pur rimanendo nella forma giuridica.
L'ermetismo, che inizia con Marsilio Ficino, è la
stessa cosa. Un lavoro di una "mafia" periferica che ideologicamente
tenta di garantire a Lorenzo il Magnifico, gran duca di Toscana, vantaggi
ideologici sullo strapotere ideologico della chiesa cattolica. L'ermetismo si
trasforma in una cloaca ideologica in cui confluisce tutta l'ideologia che
legittima il dominio "mafioso" sull'uomo. Dal platonismo al
neoplatonismo con lo stoicismo, dal cristianesimo all'ebraismo, alla scolastica
all'ermetismo di Giamblico, Proclo e la magia di Ermete Trimegisto. Il tutto
condito nella ricerca di un immaginifico filosofico che non è altro che
riproduzione delle vecchie ideologia di dominio dell'uomo sull'uomo. Tuttavia,
questa attività di controllo "mafioso" sugli uomini, allarga gli interessi
sociali e coinvolge nel dibattito filosofico strati maggiori di popolazione.
Il desiderio di "potere sociale" delle
persone, sia nella direzione della miracolistica che del controllo di altre
persone formando nuovi greggi e nuove associazioni, modifica il presente
consentendo la nascita di nuove idee che interpretano la vita dell'uomo in
maniera diversa.
Scrive Enrico Vitale nella presentazione della
"Teologia Platonica di Marsilio edito da Bompiani:
Marsilio Ficino (1433-1499) è tra i maggiori filosofi
del Quattrocento. Dalla personalità
complessa, egli fu insieme medico, astrologo, teologo, filologo e filosofo, fine
interprete e sottile pensatore, tanto votato alla più astratta speculazione dialettica,
quanto consacrato all'impegno presbiterale, secondo una particolare visione del
rapporto tra ricerca filosofica e dignità sacerdotale, fondata sulla unità di sapientia e religio.
In una fase di trasformazione del ruolo dell'intellettuale
all'interno della società fiorentina, a differenza degli umanisti delle generazioni
precedenti, quali il Salutati ed il Bruni, e di alcuni suoi contemporanei, come
Donato Acciaiuoli, Marsilio incarna la figura del letterato integralmente votato
allo studio, lontano da impegni civili o politici, che preferisce la vita contemplativa
a quella attiva; «libero» nel rapporto
con la auctoritas filosofica e scientifica,
ma non altrettanto autonomo nei confronti di quella politica, cui apertamente esprime
riconoscenza e gratitudine in ragione del sostegno morale e materiale che ne riceve:
«A te, magnanimo Lorenzo», scrive nel proemio della Theologia Platonica dedicato a Lorenzo de' Medici, «più che ad
ogni altro ho giudicato di dover dedicare quest'opera […] perché grazie a te ho trovato
quella tranquillità (otium) nella
quale è più facile filosofare»; sovente
inclinando, come ebbe ad affermare il Garin, all'esplicita adulazione dei suoi
potenti protettori, sicché con il Ficino compare «nella Firenze del '400, la prima
grande figura di filosofo cortigianos", sempre ossequioso, devoto e pronto
a dar lustro ai propri signori.
Se gli va ascritto il merito di aver, alle soglie dell'età
moderna, offerto al mondo latino la conoscenza dei testi fondamentali della
tradizione platonica greca, primi fra tutti il Corpus platonicum e le Enneadi plotiniane, che ebbero
sulla coscienza occidentale un influsso equiparabile a quello esercitato dalle opere
di Aristotele sul pensiero medioevale del XIII secolo, nondimeno va
riconosciuto che, assumendosi consapevolmente e pienamente il compito di affiancare
alle traduzioni che andava compiendo i necessari strumenti ermeneutici, quali
introduzioni e commentari, da un lato egli seppe realizzare una sintesi dottrinaria
che assurge alla dignità di un autentico sistema filosofico; dall'altro, come
ha affermato il Vasoli, concorse in modo decisivo alla «nascita di una nuova immagine
e di un nuovo linguaggio della filosofia, non più patrimonio esclusivo dei magistri,
ma presente e operante nella cultura di letterati e filologi, storici e uomini
politici e, addirittura, di un nuovo ceto di tecnici e artisti», contribuendo alla
fine della egemonia aristotelica in seno alle università.
All'interno di questa nuova cultura, con un paziente, attento
e costante lavoro di scavo e recupero delle dottrine degli antichi filosofi,
operò tanto sul piano filologico, quanto su quello teologico, al fine di «abbattere
le distinzioni tra cultura cristiana e cultura pagana», rifondando l'idea di humanitas
secondo modalità che autorevoli critici non hanno esitato a definire innovative,
attestando su questo versante l'attualità del filosofo fiorentino.
Marsilio Ficino, Teologia Platonica, Bompiani, 2011,
introduzione di Enrico Vitale.
Non si può ignorare Marsilio Ficino nella nascita
della filosofia moderna. Ficino fa qualche cosa di più che la pura speculazione
filosofica, vuole fondare una nuova Accademia a Firenze. Un centro di gravità
per la nuova speculazione filosofica che diventerà fondamentale per la nascita
dell'esoterismo moderno. Al Dio persona si sostituisce l'Uno al quale il filosofo
partecipa e del quale il filosofo è il nuovo portavoce. Questo scatenerà la
filosofia cristiana che non avrà più pudore nel parlare in nome di Dio e di
dire agli uomini che cosa Dio vuole che gli uomini facciano.
Nello scontro fra la nuova "mafia"
sponsorizzata da Ficino, che ha in Platone, Plotino e Paolo di Tarso, il suo
ideale e la "mafia" cristiana e cattolica che gestiscono il
Dio-persona dominando la vita degli uomini, inizia quello scontro che va sotto
il nome di "rinascimento Italiano" e che diventerà il motore
propulsore dello sviluppo filosofico di tutta l'Europa.
Claudio Simeoni
domenica 29 settembre 2019
domenica 31 marzo 2019
martedì 19 febbraio 2019
Buddhism and Pagan Religion
What are the
differences between Pagan Religion and Buddhism?
This is Buddhism:
1) The truth of
suffering: All life is pain.
2) The truth of
the origin of suffering: The cause of pain lies in the desire to live.
3) The truth of
the cessation of suffering: Pain is annihilated by annihilating the will to
live.
4) The truth of
the path to the cessation of suffering. Pain ceases by denying desires and
denying participation in life in the world.
This is Pagan
Religion:
1) Life is desire
in a world of bodies that desire
2) Desire
organizes man in the pursuit of happiness by participating in a world that
seeks happiness
3) Happiness
consists in the satisfaction of desire that satisfies the world in which
everyone desires
4) The men’s
efforts to satisfy the desires in a wishing world transform the death of the
physical body in the birth of the luminous body.
The desire entered
in the matter and life was born.
The living matter
wanted to continue living.
The pain killed life
because it kills the desire.
This is why we are
Pagans. We love life.
domenica 10 febbraio 2019
Who are pagans?
Pagan people must explain their religious beliefs.
We can’t expect people to know our intentions when we
use the word “Pagan”.
There are Nazis
who say they are pagans. They are not pagans. They are Nazis.
The Christians call “pagans” all people
who don’t submit to their God.
There are people who fancy about the
Roman Empire. These people say they are pagans. They are not pagans. They are
nostalgic of past time.
There are some the people who call “paganism”
some kind Christian superstitions practiced in the Middle Ages. These people
are not pagans. They are Christians.
There are people
who call “paganism” Neoplatonism and Stoicism. These philosophies are not
paganism. They are Neoplatonism and Stoicism.
There are some
people who think that Plato’s philosophy is pagan philosophy. Plato’s
philosophy is not paganism. It is Platonism.
We practice the
Pagan Religion so it’s ours to say what are the religious principles of Pagan
Religion. What about you who are reading me: what do you believe Pagan Religion
is?
giovedì 24 gennaio 2019
European Pagan Memory Day
The European Pagan
Memory Day will be celebrated on February 23rd, 2019 with a religious ceremony
at the Sacred Wood in Jesolo, Venice in Italy.
We Pagans want to
remember.
We want to remember
the priests of Baal killed by the Jews.
We want to
remember the God Hubal destroyed and humiliated by Muhammad.
We want to
remember the Pagans of Rome killed by the Christians.
We want to
remember the martyrs of Christian colonialism.
We want to remember
heretics and witches burned.
We want to
remember all people who built democracy against absolute monarchy and Christian
dictatorships.
We want to
remember all children raped by Christians.
The members of the
Pagan Religion will remember all this on February 23rd, 2019 at the Sacred Wood
in Jesolo near Venice.
martedì 22 gennaio 2019
The Pagan Religion isn’t a religion of peace
The Pagan Religion isn’t a religion of peace.
The Pagan Religion does not close men in a moral cage. It does not impose duties.
The Pagan Religion condemns the use of weapons. It condemns the violence used to spread a religious belief.
The Pagan Religion spreads itself with a war of ideas, with debate between men, by discussing and arguing.
We Pagans do not take part in the wars with weapons which Christian, Islamic, Jewish, Hinduist and Buddhist religions make against each other.
We Pagans do not submit men to Gods’ will. We Pagans call the Gods to take part in our lives.
The Christians do violence to the children. This violence ordered by Jesus.
The Muslims use violence to discriminate the people in their society. This violence is ordered by Mohammad.
The Hindus do violence to the society, dividing people into caste. This violence is ordered by Brahma.
The Jews do violence to people, slaughtering them because they’re the chosen ones. This violence is ordered by Yahweh.
The Buddhists do violence to people with the idea of reincarnation. This violence is ordered by Buddha.
The Pagans do not take part in violence armed with swords, spears and cannons.
The pagans think the men are same as the Gods. The men are entitled to build their own future.
The war of Pagans is the fight to remove the obstacles that make men's lives tiring.
giovedì 10 gennaio 2019
Maometto
L’islam è nato come braccio armato dei cristiani fra gli arabi.
I cristiani non furono mai in grado di “evangelizzare” le popolazioni dell’Arabia. Eppure in Arabia stazionavano piccole colonie di ebrei e i cristiani sia provenienti dalla Siria che provenienti dall’Eritrea erano presenti in Arabia e nello Yemen.
Le popolazioni Arabe avevano il loro centro religioso alla Mecca nella nel Tempio detto Caaba dove la maggior divinità era Hubal importato a Mecca attorno al III-IV secolo d. c. Al di là delle varie ipotesi, la più probabile sembra quella che la divinità provenisse dalla Siria, ormai preda dei cristiani, che devastavano i templi antichi. Il nome appare una deformazione della più antica divinità fenicia Baal, il principio maschile della vita.
Nella Caaba avevano sede altri Dèi dell’Antica Religione dell’Arabia ed era una meta di tutti i pellegrini e di tutte le carovane che commerciavano dallo Yemen alla Mesopotamia.
Maometto usando i testi deliranti di ebrei e cristiani voleva impossessarsi di questo centro religioso e per farlo iniziò prima a depredare le carovane e poi a fare guerra ad ogni vicino che non si metteva in ginocchio davanti al suo dio.
Stanchi di essere depredati in nome del dio di Maometto, i meccani radunarono le loro forze e come insegna del loro esercito eressero la statua di Hubal sopra un cammello che seguiva le truppe. La battaglia avvenne presso Uhud e le armate musulmane furono sconfitte. Maometto si salvò perché fu creduto morto.
Il Dio Hubal aveva sconfitto Allah.
Ma il Dio Hubal non è spietato come Allah. I meccani non attaccarono immediatamente Medina per distruggere la base militare di Maometto. Pensavano che la sconfitta potesse servire di lezione per mettere fine alla guerra.
E fu un errore perché Maometto riorganizzò le sue forze, arrivò a Mecca, macellò gli abitanti, distrusse la Caaba e distrusse le divinità. Gettò nel fango la statua del Dio Hubal attraverso la porta della Caaba in modo che tutti quelli che volevano vedere la distruzione operata da Maometto lo calpestassero.
http://www.religionepagana.it/biografia-maometto-muhammad.html
Questa è la biografia di Mohammad detto Maometto.
I cristiani hanno spacciato una biografia di Maometto funzionale all'odio con cui i cristiani si contendevano il bestiame umano. In realtà Maometto ha fatto in Arabia la stessa distruzione operata nel resto del mondo dal fanatismo cristiano.
La guerra di Maometto non fu mai contro i cristiani, fu contro i Pagani Politeisti che macellò per imporre quella forma di cristianesimo chiamata Islam.
Furono i Pagani Politeisti di Mecca ad opporsi a Maometto e all'assolutismo religioso e sociale con cui ha distrutto la civiltà araba estendendo l'assolutismo in tutto l'oriente.
Fra i martiri Pagani dobbiamo ricordare anche gli abitanti di Mecca e la loro resistenza all'assolutismo musulmano.
La biografia di Maometto non è solo questo, la biografia di Maometto ci illumina sull'inconsistenza del sistema religioso musulmano al pari del sistema religioso cristiano. Ci illumina sulla loro fragilità ideologica che porta i monoteisti ad usare le armi per ammazzare perché non hanno argomenti culturalmente sufficienti per giustificare la loro religione.
La biografia di Maometto ci illumina sulla forza morale della nostra Democrazia che può essere minata solo da interessi mafiosi a cui settori sociali ricorrono contro il diritto dell'individuo di manifestare sé stesso.
Questa è la trentacinquesima biografia dei filosofi che giocano la partita mondiale di calcio della filosofia e anche questa biografia aggiunge qualche cosa di nuovo nella cultura modificando l'idea del mondo che il cristianesimo impone e che troppo superficialmente le persone hanno fatto propria.
Onore dunque al Dio Hubal che è la vita nella sua attività di modificazione nel presente vissuto da ogni Essere Umano.
I cristiani non furono mai in grado di “evangelizzare” le popolazioni dell’Arabia. Eppure in Arabia stazionavano piccole colonie di ebrei e i cristiani sia provenienti dalla Siria che provenienti dall’Eritrea erano presenti in Arabia e nello Yemen.
Le popolazioni Arabe avevano il loro centro religioso alla Mecca nella nel Tempio detto Caaba dove la maggior divinità era Hubal importato a Mecca attorno al III-IV secolo d. c. Al di là delle varie ipotesi, la più probabile sembra quella che la divinità provenisse dalla Siria, ormai preda dei cristiani, che devastavano i templi antichi. Il nome appare una deformazione della più antica divinità fenicia Baal, il principio maschile della vita.
Nella Caaba avevano sede altri Dèi dell’Antica Religione dell’Arabia ed era una meta di tutti i pellegrini e di tutte le carovane che commerciavano dallo Yemen alla Mesopotamia.
Maometto usando i testi deliranti di ebrei e cristiani voleva impossessarsi di questo centro religioso e per farlo iniziò prima a depredare le carovane e poi a fare guerra ad ogni vicino che non si metteva in ginocchio davanti al suo dio.
Stanchi di essere depredati in nome del dio di Maometto, i meccani radunarono le loro forze e come insegna del loro esercito eressero la statua di Hubal sopra un cammello che seguiva le truppe. La battaglia avvenne presso Uhud e le armate musulmane furono sconfitte. Maometto si salvò perché fu creduto morto.
Il Dio Hubal aveva sconfitto Allah.
Ma il Dio Hubal non è spietato come Allah. I meccani non attaccarono immediatamente Medina per distruggere la base militare di Maometto. Pensavano che la sconfitta potesse servire di lezione per mettere fine alla guerra.
E fu un errore perché Maometto riorganizzò le sue forze, arrivò a Mecca, macellò gli abitanti, distrusse la Caaba e distrusse le divinità. Gettò nel fango la statua del Dio Hubal attraverso la porta della Caaba in modo che tutti quelli che volevano vedere la distruzione operata da Maometto lo calpestassero.
http://www.religionepagana.it/biografia-maometto-muhammad.html
Questa è la biografia di Mohammad detto Maometto.
I cristiani hanno spacciato una biografia di Maometto funzionale all'odio con cui i cristiani si contendevano il bestiame umano. In realtà Maometto ha fatto in Arabia la stessa distruzione operata nel resto del mondo dal fanatismo cristiano.
La guerra di Maometto non fu mai contro i cristiani, fu contro i Pagani Politeisti che macellò per imporre quella forma di cristianesimo chiamata Islam.
Furono i Pagani Politeisti di Mecca ad opporsi a Maometto e all'assolutismo religioso e sociale con cui ha distrutto la civiltà araba estendendo l'assolutismo in tutto l'oriente.
Fra i martiri Pagani dobbiamo ricordare anche gli abitanti di Mecca e la loro resistenza all'assolutismo musulmano.
La biografia di Maometto non è solo questo, la biografia di Maometto ci illumina sull'inconsistenza del sistema religioso musulmano al pari del sistema religioso cristiano. Ci illumina sulla loro fragilità ideologica che porta i monoteisti ad usare le armi per ammazzare perché non hanno argomenti culturalmente sufficienti per giustificare la loro religione.
La biografia di Maometto ci illumina sulla forza morale della nostra Democrazia che può essere minata solo da interessi mafiosi a cui settori sociali ricorrono contro il diritto dell'individuo di manifestare sé stesso.
Questa è la trentacinquesima biografia dei filosofi che giocano la partita mondiale di calcio della filosofia e anche questa biografia aggiunge qualche cosa di nuovo nella cultura modificando l'idea del mondo che il cristianesimo impone e che troppo superficialmente le persone hanno fatto propria.
Onore dunque al Dio Hubal che è la vita nella sua attività di modificazione nel presente vissuto da ogni Essere Umano.
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