Visualizzazione post con etichetta spe salvi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta spe salvi. Mostra tutti i post

martedì 12 febbraio 2013

La Federazione Pagana costringe Ratzinger a dimettersi

La libertà dal dio padrone
è la libertà che l'uomo aspira.

La Federazione Pagana ha costretto Ratzinger alle dimissioni.
Gli scandali economici e gli intrallazzi pedofili e pederastici, non hanno costretto Ratzinger a dimettersi.
Le ampie spalle del Vaticano sono in grado di reggere sia i miliardi dello IOR che la pederastia praticata massicciamente dai suoi preti e la violenza dei missionari cattolici in Africa.

Ciò che Ratzinger non poteva sopportare è passare per un individuo che usa la cultura per prendere in giro le persone. Una ignoranza culturale per riaffermare il diritto al dominio del suo dio padrone. Egli voleva essere il teologo della fede cattolica  capace di riaffermare la fede cattolica nonostante gli scandali economici e gli stupri sui bambini.

Nel novembre del 2007 Ratzinger, per riaffermare il suo diritto di proprietà sulle persone in nome del suo dio padrone scrive l’Enciclica Spe Salvi (Salvati nella Speranza).

La Spe Salvi è un'enciclica di odio contro l'umanità. Un coacervo di menzogne teologiche. Un insulto alla filosofia e alla dignità dell'uomo.
La Federazione Pagana ha commentato tale enciclica e anche se il linguaggio non è quello dello scrittore professionista, l’analisi, paragrafo per paragrafo, ha dimostrato le finalità criminali di Ratzinger e della chiesa cattolica:


1) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Premessa!
2) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Speranza, fede e patologia psichiatrica!
3) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: L'esaltazione della società schiavistica dei cristiani di Ratzinger e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo!
4) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Il bisogno di Ratzinger dello schiavismo come necessità emotiva e l'intoppo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo!
5) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Il cristianesimo è ideologia psichiatrica; psicosi, nevrosi e depressione giustificano il delirio di onnipotenza!
6) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Filosofi, pastori e i disperati dei salmi in Ratzinger!
7) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Ratzinger e la fede come oggetto in sé!
8) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Campi di sterminio, galere, schiavitù e la famiglia cristiana, sono gli elementi indispensabili per Ratzinger per imporre la speranza nella fede!
9) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Il significato del Logos in Ratzinger; le parole e le azioni che le parole indicano!
10) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: La morte come concetto e uso nel cristianesimo; come si spaccia la morte per gestire la disperazione umana! La MORTE e la truffa cristiana!
11) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger:Il cristianesimo come l'eroina per le persone; anestetizzare l'uomo separandolo dal mondo!
12) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Dalla patologia psichiatrica individuale alla peste emozionale; Il cristianesimo come eroina per le persone!
13) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Il cristiano, dal delirio di onnipotenza individuale, all'eversione sociale!
14) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Messianesimo e millenarismo. Il cristiano, dall'angoscia individuale all'angoscia sociale (con un'ampia citazione di Marc Augé da "Il genio del Paganesimo"!
15) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Il cristianesimo e la guerra; la distruzione delle società civili nell'ideologia della guerra in Ratzinger!
16) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Ratzinger interpreta il metodo di analisi della realtà di Francesco Bacone e Galileo: assolutismo e relativismo nel divenire dell'uomo!
17) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: L'ideologia cristiana è l'ideologia del campo di sterminio che viene imposto alla vita degli uomini; la realtà dottrinale di ebraismo e cristianesimo da cui emergono le società moderne!
18) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Il significato di Libertà e il significato di Ragione!
19) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: La condizione sociale della donna; la condizione sociale dell'infanzia; sono le condizioni scatenanti la rivoluzione francese!
19/2) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Immanuel Kant: La fine di tutte le cose, la vittoria del principio buono su quello cattivo e la costruzione di un regno di dio sulla terra!
20) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Marx, Darwin, Feuerbach, Proudhon; e il regno di dio sulla terra!
21) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Gli uomini si liberano dalla "città di dio", la nuova Gerusalemme, costruita dai cristiani. Ratzinger paragona Marx al suo dio!
22) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Che cosa si vuole intendere per PROGRESSO? Ratzinger intende "dalla fionda alla superbomba". La società civile intende "dal Dectatus papae alla Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea"!
23) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Ragione e libertà, fra gli Esseri Umani e nella vita della Natura. La pratica cristiana della superstizione. Imposizione della nevrosi e società cristiana!
24) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Cosa intende la chiesa cattolica per Libertà? Cosa intende la società civile per Libertà? Che cos'è la libertà dell'uomo?
25) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: La redenzione cristiana. Il fallimento dell'esistenza del cristiano. La paura di Ratzinger nell'attesa della sua morte.
26) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Che cos'è l'amore? L'amore fondamento della vita. Illusione e desiderio d'amore come manifestazione patologica.
27) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Infantilismo e dipendenza. "Ecco, tutto è compiuto". Che l'uomo non stenda la mano, diventi un DIO, colga dall'albero della vita e possa vivere in eterno.
28) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Ricostruire la "città di dio". Il cristiano diffonde disperazione nel presente per estendere alla società il bisogno di "salvezza". Il senso di inferiorità di Aurelio Agostino d'Ippona.
29) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Aurelio Agostino d'Ippona e l'ordine di massacrare. Il massacro del Ruanda. Delirio di onnipotenza di Agostino d'Ippona, L'Armenia, il primo "regno di dio"!
30) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: La libertà dell'uomo e la sua azione. L'inganno della morte del corpo fisico. Afrodite e Desiderio Bello. Quando è migliore il mondo?
31) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Ratzinger e la sua disperazione. L'angoscia e il bisogno del dio padrone. Dio come bisogno a cui l'uomo deve sottomettersi.
32) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Costringere a pregare per distruggere l'uomo. Distruggere l'uomo per costringerlo alla preghiera. Costringere il bambino a pregare per impedirgli di diventare un uomo consapevole.
33) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Preghiera e sottomissione. Nella preghiera l'uomo si umilia al dio padrone. Con la preghiera l'uomo si chiude al futuro. Con la preghiera il cristiano umilia la società civile.
34) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Imporre la preghiera. la preghiera come superstizione. La preghiera giustifica il fallimento del cristiano nella distruzione della società.
35) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: L'amore per il dio padrone di Ratzinger. L'odio nei confronti degli uomini di Ratzinger. L'odio di ratzinger nei confronti della società civile. La tristezza di Ratzinger per non poter bruciare le persone.
36) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Per Ratzinger gli uomini sono dei peccatori. Il principio del piacere in Epicuro. Peccato e senso di colpa. La malattia come punizione del dio padrone per i peccati.
37) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: La società come un campo di sterminio. Ratzinger vuole costruire l'inferno in terra. Le sofferenze degli uomini per la gloria del dio padrone di Ratzinger. Le torture di Ratzinger agli Esseri Umani.
38) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: La sofferenza come strategia di dominio sociale. Madre Teresa di Calcutta e Padre Pio: costruttori di sofferenza. Che cos'è il terrorismo sociale? Il fine del terrorismo è costringere gli uomini a soffrire.
39) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: La consolazione cristiana. L'empatia e la compassione alla base delle specie nella e della Natura. Cervello e basi biologiche della solidarietà. "O battesimo o sterminio" di Bernardo di Chiaravalle.
40) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: La vita eroica nell'Iliade e nell'Odissea. La vita appassionata come eroismo religioso. Rassegnazione e sofferenza come offerta al dio padrone.
41) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: La magia come superstizione in Ratzinger. La superstizione in Girolamo Menghi. L'abiura dei Valdesi in Bernardo Gui. Il dio padrone di Ratzinger.
42) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: L'abiura del "vomito giudaico" in Bernardo Gui. La lotta anticlericale contro la disperazione. Gioacchino da Fiore e la fine dei tempi come fine delle sofferenze. La morale del dio padrone e la morale della società civile.
43) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Necessità e funzione dell'immagine di dio nel cattolicesimo. L'Uno dei Neoplatonici e il dio padrone dei cristiani. Disperazione come patologia sociale e il "credo" cristiano. La truffa immorale della "resurrezione della carne".
44) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Il Giudizio Universale e la condizione di attesa. Gorgia, Platone e il giudizio. Vendetta e giustizia, patrimoni biologici di specie. Le classi sociali determinate dal dio padrone cristiano.
45) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: I cristiani e la gestione del "dopo morte". Ratzinger si pensa come il dio padrone. La polemica fra cristiani sul Purgatorio. Tommaso d'Aquino e l'inferno in terra.
46) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Che cos'è il male? Il significato di male secondo i cristiani e secondo l'Anticristo. Il dio padrone e il lupo cattivo di Cappuccetto Rosso. La visione oltre la morte, il cristiano e l'uva acerba.
47) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: La morte come terrore e la morte come felicità! Perché i cristiani hanno paura della morte. Il relativismo di Ratzinger applicato alla sua morte. La scelta di Vincenza Santoro Galani; Marc Augé; Jean Delumeau.
48) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: La Pietas di Roma Antica e la violenza cristiana! Purgatorio, indulgenze ed espiazione nel cristianesimo. L'ideologia del rimpianto come controllo delle persone. La superstizione di Ratzinger e la superstizione dei Maccabei.
49) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Afrodite, Stella del Mare, offesa dalla Maria cristiana! Il cristianesimo è la prima religione omosessuale. L'omosessualità cristiana riduce la donna a madre e serva. Liberare ogni sessualità per fermare l'ideologia cristiana del possesso.
50) Enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Il magnificat di Maria come negazione dell'uomo! Celso e il figlio del dio. Il magnificat e ilprimo stato cristiano: l'Armenia. Il magnificat, la disperazione dei cristiani e la loro ribellione.
Enciclica di Ratzinger, Spe Salvi, commentata!
   
Subito dopo il commento della Federazione Pagana all’Enclica Spe Salvi Ratzinger riceveva dai suoi compilatori la bozza dell’Enciclica Caritas in Veritate e provvedeva a cestinarla per la povertà morale che conteneva (la fece riscrivere per la qualità volgare dei contenuti).
Impossibilitato a compilare l’Enciclica sulla Fede, dal momento che la Federazione Pagana ha dimostrato ripetutamente che la fede è una patologia psichiatrica indotta dalle religioni rivelate mediante la violenza sull’infanzia, Ratzinger decideva di dimettersi scappando da ogni confronto consapevole che il suo dio, il macellaio di Sodoma e Gomorra, il terrorista che si vanta di aver annientato l’umanità col diluvio universale, è una figura inumana che la storia ha bocciato.

Mentre il potere economico viene coinvolto negli scandali (IOR come Gotti Tedeschi) e il potere politico dimostra la sua inadeguatezza (ormai è chiaro che alle prossime elezioni i cattolici non sono in grado di controllare i voti come ai tempi della Democrazia Cristiana), perso il potere teologico-ideologico nei confronti della Federazione Pagana, a Ratzinger non restava altro che dimettersi.



12 febbraio 2013
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784



giovedì 13 novembre 2008

Radio Pagana, 13 novembre 2008. L'amore a fondamento della vita. Illusione e desiderio d'amore come manifestazione patologica in Ratzinger.

Commento al ventiseiesimo paragrafo dell'enciclica Spe Salvi di Ratzinger; L'amore come illusione manifestato dalla patologia psichiatrica di dipendenza, narcisismo e onnipotenza nella proiezioni di sé sul mondo. L'amore come manifestazione emotiva di relazioni con il mondo. L'amore come atto fisico di trasformazione di sé stessi nelle relazioni sociali. La malattia della depressione, sensi di colpa e rimorsi, imposta dai cristiani. La morale come catena feroce alla libertà dell'uomo. http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi26.html
http://www.stregoneriapagana.it/trasmissioni_radiofoniche/20081108_amore_patologia_ratzinger26.mp3

martedì 30 settembre 2008

Radio Pagana, 2008 settembre 30La redenzione cristiana. La paura di Ratzinger nell'attesa la sua morte, consapevole del suo fallimento. [25'14”, 11MB]

Commento al venticinquesimo paragrafo dell'enciclica Spe Salvi di Ratzinger; La redenzione cristiana e le illusioni salvifiche di Ratzinger. La condanna della scienza per sottometterla alla sua religione. Il fallimento dell'esistenza del cristiano; in cosa consiste. La paura di Ratzinger nell'attesa della propria morte consapevole della fine del suo delirio di onnipotenza. http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi25.html
http://www.stregoneriapagana.it/trasmissioni_radiofoniche/20080923_paura_morte_ratzinger25.mp3

lunedì 22 settembre 2008

Radio Pagana, 2008 settembre 22. Che cosa intende la chiesa cattolica per libertà? Che cosa intende la società civile per libertà? [37'25", 17MB]

Commento al ventiquattresimo paragrafo dell'enciclica Spe Salvi di Ratzinger; Il concetto di libertà. La chiesa cattolica e la libertà come libertà di sottomettersi alla sua verità. La libertà come tensione che sposta gli ostacoli che bloccano lo sviluppo e la trasformazione. Libertà sociale Costituzionale e libertà come intesa dal cattolicesimo e dal nazismo. http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi24.html http://www.stregoneriapagana.it/trasmissioni_radiofoniche/20080917_morale_evoluzione_ratzinger24.mp3

martedì 16 settembre 2008

martedì 5 agosto 2008

Radio Pagana, 2008 agosto 5. Gli uomini si liberano dalla città di dio, la nuova Gerusalemme. Ratzinger paragona Marx al suo dio. [43'29", 20 MB]

Commento al ventunesimo paragrafo dell'enciclica Spe Salvi di Ratzinger; Ratzinger paragona Marx al suo dio. Vuole trasformarlo in profeta per poterne criticare le profezie. Per Ratzinger Marx non è un filosofo della società, ma un concorrente del suo dio. Gli uomini si liberano dalla città di dio rimuovendo il filo spinato del campo di concentramento e costruiscono il loro futuro. http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi21.html http://www.stregoneriapagana.it/trasmissioni_radiofoniche/20080802_marx_rivoluzione_ratzinger21.mp3

mercoledì 9 luglio 2008

Radio Pagana, Marx, Darwin, Feuerbach, Proudhon, e il regno di dio sulla terra.

Prima parte. [36'14”, 16 MB]
Commento al ventesimo paragrafo dell'enciclica Spe Salvi di Ratzinger; Le aspettative delle classi subalterne e le risposte della societa'. La povertà dalle rivolte contadine di Muntzer al colonialismo, le case di correzione e gli orfanotrofi. L'infanzia come merce da lavoro. L'ideologia marxista e comunismo cristiano della fine dei tempi. http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi20.html http://www.stregoneriapagana.it/trasmissioni_radiofoniche/20080705_marx_darwin_ratzinger201.mp3

Seconda parte. [38'53", 18 MB]
Commento al ventesimo paragrafo dell'enciclica Spe Salvi di Ratzinger; Le aspettative delle classi subalterne e le risposte della società. Marx, Darwin, Feuerbach e Proudhon, come espressione del bisogno di libertà delle società dall'orrore cristiano. Il programma del Manifesto del Partito Comunista di Marx e la necessità di realizzarlo da parte delle società capitaliste e democratiche. http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi20.html http://www.stregoneriapagana.it/trasmissioni_radiofoniche/20080707_marx_darwin_ratzinger202.mp3

lunedì 9 giugno 2008

Radio Pagana, 9-10 giugno 2008. La condizione sociale della donna e dell'infanzia prima della Rivoluzione Francese!

Prima parte.[38'26", 17 MB]
Commento al diciannovesimo paragrafo dell'enciclica Spe Salvi di Ratzinger: La condizione sociale della donna e dell'infanzia prima della rivoluzione francese. L'odio e il disprezzo nei confronti della donna ad opera di Gesuiti, cappuccini e domenicani. I ricoveri degli innocenti: gli orfanotrofi come mattatoi. http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi19.html http://www.stregoneriapagana.it/trasmissioni_radiofoniche/20080605_donna_infanzia_ratzinger191.mp3
---
Seconda parte [36'14”, 16 MB]
Commento al diciannovesimo paragrafo dell'enciclica Spe Salvi di Ratzinger: La condizione sociale della donna e dell'infanzia prima della rivoluzione francese. Kant e il pensiero kantiano dopo la rivoluzione illuminista all'interno dell'apertura dell'illuminismo verso il futuro. http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi19.html http://www.stregoneriapagana.it/trasmissioni_radiofoniche/20080606_donna_infanzia_ratzinger192.mp3

domenica 8 giugno 2008

Il magnificat di Maria come negazione dell'uomo. Celso, e il figlio del dio.


Ho terminato il commento a tutti i paragrafi dell’Enciclica Spe Salvi di Ratzinger.
Ho impegnato sei mesi di lavoro, ma penso che ne sia valsa la pena. I principi Pagani, la visione Pagana Politeista della vita emerge in tutto il suo splendore proprio in opposizione al desiderio di Ratzinger di spargere orrore e sottomissione.
Nel lavoro ho usato citazioni da Celso, l'Inno Omerico a Pan, citazioni da Dumezil a proposito della nascita miracolosa di Scipione, citazioni di persone bruciate vive dall'inquisizione, citazioni delle attività inquisitorie di Ratzinger, citazioni dal "vangelo di Maria" di Barbara Alberti, citazioni di psicologia, la storia del primo stato cristiano, l’Armenia e altro.

Questo è il commento al cinquantesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi dal titolo:


Il magnificat di Maria come negazione dell’uomo!
Celso, e il figlio del dio.
Il magnificat e il primo stato cristiano: l’Armenia.
Il magnificat, la disperazione dei cristiani e la loro ribellione.


Completo lo trovate all’indirizzo:

http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi50.html



----Primo estratto-----


Continua Ratzinger:

“Tu vivevi in intimo contatto con le Sacre Scritture di Israele, che parlavano della speranza – della promessa fatta ad Abramo ed alla sua discendenza (cfr Lc 1,55). Così comprendiamo il santo timore che ti assalì, quando l'angelo del Signore entrò nella tua camera e ti disse che tu avresti dato alla luce Colui che era la speranza di Israele e l'attesa del mondo. Per mezzo tuo, attraverso il tuo « sì », la speranza dei millenni doveva diventare realtà, entrare in questo mondo e nella sua storia.”

Chiaramente o ha ragione Celso o Ratzinger è tenuto alla dimostrazione!
Se c’è una convinzione, questa deve essere argomentata; quando si vuole persuadere, coinvolgendo il profondo emotivo delle persone, allora si usa l’enfasi espressiva. Ma l’enfasi espressiva funziona solo se è capace di richiamare alla coscienza le emozioni di persone già persuase, già all’interno della chiesa cattolica. Persone che si identificano in quella situazione e che si pensano delle tante madonne che “...vivevi in intimo contatto con le Sacre Scritture di Israele ...” in cui non si parla di “speranza” come le persone pensano, ma dell’avvento di quel “messia” che porterà la “razza eletta” o la “razza padrona” a dominare il mondo.
Questo pensare folle è il prodotto di una follia che emerge da un contesto sociale degradato in cui le persone inseguono le illusioni scaturite da sollecitazioni nell’immediato senza essere in grado di fissare nulla né nella loro memoria, né nella loro esperienza.

Una testimonianza ce la fornisce Celso:

“Vorrei appunto esporre anche il modo in cui si danno oracoli in Fenicia e in Palestina, perché io stesso li ho uditi e ne sono perfettamente informato. I generi di profezia sono molto numerosi, ma il più perfezionato presso quella gente è il seguente: un gran numero di individui, per altro sconosciuti, con estrema facilità ed alla prima occasione, nei templi o fuori di essi, ed alcuni anche questuando ed aggirandosi per città e accampamenti, si fan prendere dalle convulsioni, come se realmente rendessero oracoli, e ciascuno di loro ha pronto il solito discorso: “Io sono dio o il figlio di dio o lo spirito divino. Eccomi qua: il mondo ormai va in perdizione e voi, o gente, a causa delle vostre ingiustizie, siete spacciati, ma io voglio salvarvi. E voi mi vedrete tornare ancora con la potenza celeste. Beato colui che ora mi venera: contro tutti gli altri, contro le loro città e i loro campi io scaglierò il fuoco eterno e gli uomini che non conoscono le loro pene si pentiranno in vano e gemeranno. Quelli invece che hanno creduto in me io li custodirò per l’eternità!”. Dopo aver brandito queste minacce, aggiungono, una via l’altra, espressioni inintelligibili, deliranti e completamente oscure, il cui significato nessuna persona ragionevole potrebbe scoprire, perché mancano di chiarezza e non rappresentano un bel nulla, mentre ad ogni folle o ciurmadore forniscono per ogni occasione il pretesto di riferire a sé stesso, a suo piacere il loro significato. Fatto sta che quei profeti che io udii con le mie stesse orecchie, da me messi alle strette, confessarono cosa andavano cercando, e che inventavano parlando a caso.” Celso “Contro i cristiani”

Lo stesso dicasi per “della promessa fatta ad Abramo ed alla sua discendenza”. Dove tutti i soggetti dell’affermazione appartengono alla fantasia e all’illazione: il dio padrone che promette, Abramo e una discendenza come “razza padrona” in nome della promessa del dio padrone.
E’ in questa espressione di odio sociale e di disprezzo nei confronti di ogni respiro di libertà dell’uomo e delle società che Ratzinger trova conferma della sua speranza. Proviamo a leggerci il contesto di Luca 1, 55 citato da Ratzinger:

“L’anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio gioisce in dio, mio salvatore! Perché ha rivolto i suoi sguardi all’umiltà della sua serva. Ed ecco che fin d’ora tutte le generazioni mi chiameranno beata. Perché grandi cose ha fatto in me. L’onnipotente il cui nome è santo. La sua misericordia si estende d’età in età su coloro che lo temono. Ha mostrato la potenza del suo braccio, ha disperso gli uomini dal cuore superbo. Ha rovesciato i potenti dai loro troni, e ha esaltato gli umili. Ha saziato di beni gli affamati, e rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, verso Abramo e la stirpe in eterno.” Luca 1, 46-55

Si tratta di un’affermazione di odio nei confronti delle persone e delle società. Quell’odio che giustifica il genocidio, l’annientamento, la costruzione dei campi di sterminio. Esiste solo il delirio di onnipotenza e il disprezzo per le persone, per le società, per gli sforzi degli uomini verso l’infinito. La necessità di umiliare per dominare. Un disprezzo che viene sottolineato dalla disponibilità di Abramo di ammazzare suo figlio, il proprio futuro, per soddisfare il compiacimento del delirio di onnipotenza (che nel gesto Abramo fa proprio) del suo dio padrone. Un delirio che Luca vuole trasferire da Abramo in Gesù. Come Abramo è pronto, per compiacere il suo padrone, a macellare suo figlio, così la Maria di Luca usa la sua umiltà e il suo servaggio come modello da imporre militarmente alle persone. E lo impone militarmente là dove le minacce militari dell’onnipotenza ricattano gli uomini che non accettano quel modello. Minaccia di cacciarli, perché superbi; di rovesciarli e umiliarli davanti agli “umili”; di distruggere le ricchezze e i beni sociali che le società hanno messo a disposizione per il loro futuro.



---Fine Primo estratto---

---Secondo Estratto----


Afferma Ratzinger:

“Il vecchio Simeone ti parlò della spada che avrebbe trafitto il tuo cuore (cfr Lc 2,35), del segno di contraddizione che il tuo Figlio sarebbe stato in questo mondo. Quando poi cominciò l'attività pubblica di Gesù, dovesti farti da parte, affinché potesse crescere la nuova famiglia, per la cui costituzione Egli era venuto e che avrebbe dovuto svilupparsi con l'apporto di coloro che avrebbero ascoltato e osservato la sua parola (cfr Lc 11,27s). Nonostante tutta la grandezza e la gioia del primo avvio dell'attività di Gesù tu, già nella sinagoga di Nazaret, dovesti sperimentare la verità della parola sul « segno di contraddizione » (cfr Lc 4,28ss). Così hai visto il crescente potere dell'ostilità e del rifiuto che progressivamente andava affermandosi intorno a Gesù fino all'ora della croce, in cui dovesti vedere il Salvatore del mondo, l'erede di Davide, il Figlio di Dio morire come un fallito, esposto allo scherno, tra i delinquenti. Accogliesti allora la parola: « Donna, ecco il tuo figlio! » (Gv 19,26). Dalla croce ricevesti una nuova missione. A partire dalla croce diventasti madre in una maniera nuova: madre di tutti coloro che vogliono credere nel tuo Figlio Gesù e seguirlo. La spada del dolore trafisse il tuo cuore. Era morta la speranza?”

Per comprendere quanto questa truffa ha danneggiato gli Esseri Umani e le società leggiamoci “Il sogno di Scipione” (l’Emiliano) che conclude il De Repubblica di Cicerone (6, 13) tratto da “La religione Romana Arcaica” di Georges Dumezil:

“Ma affinché tu, Africano, sia più ardente nel difendere la Repubblica, persuaditi bene di questo: tutti coloro che hanno salvaguardato, soccorso, accresciuto la patria, vedono riservato a loro nel cielo un posto determinato nel quale godono felicemente della vita eterna. Poiché di tutto ciò che accade sulla terra nulla è più gradito al dio sovrano che governa l’universo, dei gruppi e delle società degli uomini uniti nel diritto, che chiamiamo città; coloro che delle città assumono su di sé la direzione e la salvezza, provengono da questi luoghi e qui ritornano.”

Questo è quanto ci racconta Cicerone.
Io, invece, voglio sapere come è morta la passione per la vita degli Esseri Umani. Confrontare ciò che afferma Cicerone con un po’ di cronaca relativa al primo stato cristiano della storia. L’Armenia!

Come divenne uno stato cristiano?

“La cristianizzazione degli Armeni avvenne ad opera di Gregorio che, convertitosi a Cesarea, cominciò a predicare la nuova religione attorno al 280 d.c., dopo la riconquista dell’Armenia ad opera di Tiridate III. A tal fine egli seppe guadagnarsi i favori prima della sorella del re, Chosroviducht, e successivamente, quelli di Tiridate stesso, secondo un modello di procedere tipico degli uomini di chiesa che amano agire dietro le sorelle, le mogli, le concubine dei principi, riuscendo, in tal modo, a manipolare meglio questi stessi e poi a “convertire” il resto dei sudditi.” .”” Storia dell’Armenia tratta da “Storia criminale del cristianesimo” di Karlheinz Deschner ed. Ariele Tomo 1

Come fu costruita la disperazione cristiana che “nata” da Maria fu la dannazione dei popoli?

“E’ certo, comunque, che l’assurgere del cristianesimo a religione di Stato si accompagnò immediatamente all’inizio delle persecuzioni contro i Pagani.
Gregorio, con la protezione e il sostegno del sovrano, attuò, insieme al suo esercito di monaci, la distruzione sistematica dei templi Pagani, edificando al loro posto chiesa cristiane dotate di cospicui beni fondiari. Ad Aschtischat (l’antica Artaxata), un importante centro dedicato al culto degli Dèi Pagani, il “mitico Gregorio” rase al suolo il tempio di Wahagn (Ercole), quello di Astlik (Venere) e di Anahit, innalzando sulle loro rovine una grandiosa chiesa cristiana, nuovo “santuario nazionale” dell’Armenia, e un palazzo. Gregorio divenne arcivescovo, la carica più importante del regno dopo quella di sovrano, e si fregiò del titolo di “catholicos”, titolo presto assunto anche dagli arcivescovi della Persia, dell’Etiopia, della penisola iberica, dell’Albania e che, in origine, indicava il detentore di una carica di prestigio nell’ambito dell’amministrazione finanziaria.” .””
Storia dell’Armenia tratta da “Storia criminale del cristianesimo” di Karlheinz Deschner ed. Ariele Tomo 1

La distruzione dei templi fu la chiusura verso il futuro. L’Armenia non ebbe più un futuro da costruire, ma poteva esistere solo saccheggiando il suo presente. Per i cristiani era necessario costruire la disperazione sociale, solo così potevano imporre la speranza nel loro dio padrone.
Ratzinger dice: “La spada del dolore trafisse il tuo cuore. Era morta la speranza?”
Gli Armeni non ebbero più futuro. Procedettero macellando e macellando.
----Fine secondo estratto------

Il discorso completo lo trovate all’indirizzo:

http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi50.html

Cinquanta paragrafi commentati in sei mesi di lavoro. Non ho quantificato il lavoro di ricerca nel suo insieme, ma è stato notevole come notevole è stato l’impegno per portare a termine un’operazione che, all’inizio, sembrava impossibile. Ma come Pagani sappiamo che le fatiche vanno portate, nei limiti del possibile a termine e questa fatica è terminata. Ora mi posso preparare per la prossima impresa.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 5 giugno 2008

Il cristianesimo religione omosessuale. L'omosessualità cristiana riduce la donna a madre e serva. Afrodite, Stella del Mare, offesa dalla Maria ...

Commento al quarantanovesimo paragrafo
Spe Salvi di Ratzinger

Dal titolo:

Afrodite, Stella del Mare, offesa dalla Maria cristiana!
Il cristianesimo è la prima religione omosessuale.
L’omosessualità cristiana riduce la donna a madre e serva.
Liberare ogni sessualità per fermare l’ideologia cristiana del possesso.


Lo trovate all’indirizzo:

http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi49.html


Presento due estratti:

-----Primo estratto----

E così, se nell’antichità e nelle religioni del presente cristiano ci sono molti Dèi nati da una vergine e dal momento che il termine vergine sta ad indicare una persone che non è posseduta, perché il dio dei cristiani, il loro cristo Gesù, non dovrebbe nascere a sua volta da una vergine?
Spulciando qua e là per l’web, veniamo a sapere che tutti questi Dèi sono nati da una vergine:

“6. Mithra di Persia, nato da una vergine morto e risorto (sembra dopo tre giorni) ,
7. Mitra indiano, dio della luce e del giorno.
Poi, sempre nati insieme all'allungarsi delle ore di luce ci sono ancora :
8. Adone (o Adonis) di Siria, e forse anche il suo corrispondente di Frigia,
9. Attys (nato da una vergine, morto a titolo di sacrificio, e che inoltre risorge il 25/3 in corrispondenza anche di data, oltre che di significato di rinascita della vegetazione, col periodo della pasqua) eppoi
10. Atargatis di Siria, grande dea madre, dea della natura e sua rinascita, chiamata dai romani anche Derketo e dea Syria (la sua festa risulta al 25 Dicembre, quasi con certezza come data di nascita).
11. Kybele (o Cibele) dea della Frigia amata da Adone (il 25 Dicembre era festeggiata insieme ad Adone: ma che tale data fosse considerata la nascita in questo caso non è certo, è solo presunto).
12. Astarte (o Asteroth) della Fenicia, dea suprema, nonché dea della fecondità e dell'amore. Venerata anche dal re Salomone a Gerusalemme (la sua festa risulta al 25 Dicembre, quasi con certezza come data di nascita). Anche essa scese agli inferi e risorse.
13. Shamash il dio solare babilonese e Shamash del Vicino Oriente, e
14. Dumuzi (detto Tammuz a Babilonia) il dio sumero Dumuzi (detto Tammuz a Babilonia) la cui morte periodica rituale (corrispondente a quella di Adonis) era pianta anche alle donne ebree (Ezechiele VIII,14).
15. Baal - Marduk, dio supremo del pantheon Babilonese.”
Tratto dal sito:
http://www.nogod.it/cristosincretico.htm

C’è un altro aspetto, la diffusione dei culti femminili in tutto il mediterraneo.
Il femminino sacro è l’elemento con cui i cristiani sono costretti a misurarsi.
Qual è la pratica sessuale di Gesù? Quali sono le pratiche sessuali che i cristiani reputano importanti? Cosa aborriscono? Che cosa propugnano?
E che sostrato culturale e sessuale incontrano i cristiani nella diffusione delle loro pratiche?

Se non si risolve questo non si è nemmeno in grado di comprendere né la religione cristiana, né il senso del quarantanovesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi.
Non è a caso che Ratzinger citi l'VIII/IX secolo e non prima.

Due cose si sovrappongono:
La prima è rispondere alle Dee femminili;
La seconda è aggredire le dee femminili nella loro realtà per sostituire, nelle pulsioni umane, un qualche cosa che non fu MAI espresso dalle Dee femminili degli Antichi. Un nuovo. Una nuova pulsione che, anche se conosciuta dagli antichi, non era mai stata imposta alla società civile: IL COMPESSO DI EDIPO!

Il cristianesimo è la prima religione OMOSESSUALE!
La prima religione che estende le pulsioni omosessuali come pulsioni di dominio nella società.
L’omosessualità era presente nelle antiche società. Alcuni Dèi avevano rapporti omosessuali. Ma i loro rapporti non erano un’esaltazione dell’omosessualità, erano rapporti sessuali all’interno di un contesto in cui vagina, pene e deretano, erano delle parti del corpo e non assumevano connotati morali. Non erano veicolati per imporre il possesso dell’altro “con tutto il suo corpo e con tutta la sua anima” al di fuori del rapporto sessuale in sé stesso. La violenza omosessuale che il padrone di casa infliggeva come una pena al ladro scoperto in casa, nell’antica Roma, diventava, nell’ideologia religiosa del cristiano, il sigillo con cui fissare il possesso sull’individuo che doveva essere sottoposto alle sue pulsioni e al suo dominio. “amerai il tuo dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima!”. Il rapporto omosessuale sanciva il possesso con tutto il corpo e con tutta l’anima che il posseduto cedeva al suo padrone.

----Fine primo estratto------

----SECONDO ESTRATTO----


Cosa volevano ottenere con questo i cristiani?
Ce lo racconta Freud: il complesso di Edipo. Una madre che non è donna. Una madre senza sesso che la libido del bambino, reso dipendente (posseduto), sogna di possedere nei desideri sessuali infantili. Una madre che non può mai essere donna in quanto deve essere la protezione di un bambino che non diventa mai adulto. Una donna che si fissa nel ruolo di madre e che accudisce quel suo bambino fino alla morte impedendogli di diventare un adulto. Quante “suocere” hanno rovinato rapporti familiari rivendicando dei diritti sul figlio contro la nuora.

Vale la pena di riportare il riassunto del dibattito attorno al complesso di Edipo perché, se la relazione edipica è sessualmente incestuosa, la relazione edipica si fissa in una sorta di dipendenza emotiva che prescinde dalla relazione sessuale e si mantiene sul piano della dipendenza emotiva che chiude all’individuo la fondazione del proprio futuro.

“Freud aveva tentato un’ipotesi antropologica a sostegno dell’universalità del complesso edipico in Totem e tabù dove l’uccisione del padre primitivo ad opera dei figli, a cui il padre aveva interdetto l’uso delle donne, è considerata come un momento originario dell’umanità. Discusso e contraddetto nella sua fondatezza storica il mito freudiano dell’orda primitiva mantiene la sua validità a livello simbolico dove, come precisa J. Lacan, è da leggere nella proibizione che sbarra l’accesso al soddisfacimento incestuoso, l’istanza che lega indissolubilmente il desiderio alla legge. Di parere opposto sono G. Deleuze e F. Guattari per i quali la triangolazione edipica ideata da Freud è un tentativo di contenere la forza del desiderio, potenzialmente rivoluzionaria e sovversiva, nell’ambito delle mura domestiche, a cui dà da consumare mamma e papà, o sogni, fantasmi e miti, in modo che non fuoriesca da questo recinto e non diventi pericolosa per la società. Sul versante antropologico, infine, le ricerche di B. Malinowski in culture in cui il padre è esente da qualsiasi funzione repressiva, o addirittura non fungerebbe da padre perché non gli è riconosciuto alcun intervento nel processo generativo, non esisterebbe nessun complesso di Edipo, che quindi sarebbe esclusivo della formula familiare monogamica che si è sviluppata nel mondo occidentale.” Da Dizionario di Psicologia di Umberto Galimberti alla voce “Edipo, complesso di”.

Questo chiudere l’individuo nella fondazione del proprio futuro legandolo in una forma di dipendenza dalla madre è, in realtà, una grande scoperta cristiana che è venuta ad imporsi nella società mediante l’immagine della loro madonna che veniva imposta alle donne. Un ruolo da “vacche che partoriscono”, più al servizio della morale che di sé stesse e poi “suocere” avide del controllo sui “figli maschi” che a loro volta mantenevano la dipendenza con le madri spesso in danno della loro moglie. E’ il complesso di Edipo che impone al figlio di “onorare il padre e la madre” diventando dipendente dalla famiglia genitoriale e incapace di emanciparsi. Dove l’emancipazione è intesa come una malattia da perseguire penalmente:

“Nel XVIII secolo, in quei tragici reclusori di Francia, più simili a porcili che a luoghi umani, venivano rinchiuse le donne ostinate in qualunque cosa il conformismo ufficiale non ammettesse, si trattasse di libertinaggio, di protestantesimo, o di una mancanza di arrendevole devozione verso il proprio marito.” Da Armanda Guiducci “La mela e il serpente”


---FINE SECONDO ESTRATTO----

Il resto ve lo leggete all’indirizzo:
http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi49.html

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Radio Pagana, 5 giugno 2008. L'ideologia del campo di sterminio calato nella vita degli uomini: la realtà sociale dell'ebraismo e del cristianesimo.

Commento al diciassettesimo paragrafo dell'enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Come cristiani ed ebrei concepiscono la società. Uscire dai campi di sterminio emotivi per costruire conoscenza e consapevolezza sociale. La gabbia in cui salivava il cane di Pavlov. http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi17.html http://www.stregoneriapagana.it/trasmissioni_radiofoniche/20080601_campo_sterminio_ratzinger17.mp3

venerdì 30 maggio 2008

Il cristiano e il pagano di fronte alla morte! commento al quarantasettesimo paragrafo dell'Enciclica Spe Salvi di Ratzinger

Ho caricato il commento al quarantasettesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi di Ratzinger.
Si tratta del confronto psico-emotivo fra l’atteggiamento del Pagano Politeista di fronte alla morte e l’atteggiamento del cristiano

Vi invio un estratto dalla pagina:
http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi47.html

-----Inizio dell’estratto dal commento al quarantasettesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi di Ratzinger------

[...]

Continua Ratzinger:

“Nel momento del Giudizio sperimentiamo ed accogliamo questo prevalere del suo amore su tutto il male nel mondo ed in noi. Il dolore dell'amore diventa la nostra salvezza e la nostra gioia. È chiaro che la « durata » di questo bruciare che trasforma non la possiamo calcolare con le misure cronometriche di questo mondo. Il « momento » trasformatore di questo incontro sfugge al cronometraggio terreno – è tempo del cuore, tempo del « passaggio » alla comunione con Dio nel Corpo di Cristo.39 Il Giudizio di Dio è speranza sia perché è giustizia, sia perché è grazia. Se fosse soltanto grazia che rende irrilevante tutto ciò che è terreno, Dio resterebbe a noi debitore della risposta alla domanda circa la giustizia – domanda per noi decisiva davanti alla storia e a Dio stesso. Se fosse pura giustizia, potrebbe essere alla fine per tutti noi solo motivo di paura. L'incarnazione di Dio in Cristo ha collegato talmente l'uno con l'altra – giudizio e grazia – che la giustizia viene stabilita con fermezza: tutti noi attendiamo alla nostra salvezza « con timore e tremore » (Fil 2,12). Ciononostante la grazia consente a noi tutti di sperare e di andare pieni di fiducia incontro al Giudice che conosciamo come nostro « avvocato », parakletos (cfr 1 Gv 2,1).”


Sono consapevole che discutere di questo significa discutere di patologia psichiatrica: che cosa una persona immagina. L’immaginazione, se viene giustificata attraverso un “atto di fede”, diventa un’offesa alla società civile quando assume un qualche carattere di pretesa oggettività che viene imposto alla società e sovrapposto alla Costituzione.
Per riuscire a capire che cosa comportano le affermazioni di Ratzinger si deve pescare alla tradizione cristiana sul giudizio universale o giudizio finale.

[.......]




“Quando te ne stai seduto nella tua cella, raccogliti in te stesso e pensa al giorno della tua morte..., ti faccia orrore la vanità di questo mondo... Pensa anche a quanti sono all’inferno... Ma ricordati anche del giorno della resurrezione; cerca di immaginare anche il giudizio terribile di dio... gemi allora sui castighi riservati ai peccatori; piangi, immergiti nelle immagini delle loro lacrime, nel timore di essere partecipe alla loro rovina; poi, pensando ai premi promessi ai giusti, allietati, e stai allegro... Che il tuo spirito non perda mai di vista quanto ti ho detto, così che tu possa almeno fuggire i pensieri cattivi.”
Sant’Agostino che fu profondamente segnato dal monachesimo e che impose al proprio clero la vita comune e la povertà, fra tanti discorsi dedicati al tema della morte, scrisse anche queste parole: “E’ grazie ad una grande misericordia che iddio ci lascia ignorare il giorno della nostra morte perché così pensando ogni giorno di poter morire, vi diate cura di conservarvi”.
I passi citati ci consentono di intravedere un filo che percorre la tradizione monastica. E’ quest’ultima, infatti, che per prima ha vissuto ed insegnato il quotidie morior e la necessità di fare della vita una preparazione alla morte. Nel capitolo quarto della regola di san Benedetto (morto nel 543), troviamo gli incitamenti seguenti: “Temere il giorno del giudizio; aver paura dell’inferno; desiderare la vita eterna con ardore pienamente spirituale; avere ogni giorno davanti agli occhi l’eventualità della morte”. La “scala del paradiso” di san Giovanni Climaco (morto nel 600) reca al suo settimo gradino questo paragone illuminante, “Come il pane è l’alimento più necessario, così la meditazione sulla morte è l’atto più importante” e vi leggiamo anche quest’altra formula: “Come abitualmente si dice un abisso quell’acqua profonda di cui non si riesce ad arrivare al fondo (ed è perciò che le si dà questo nome), così il pensiero della morte produce in noi un abisso senza fondo di purezza e di opere buone”.
La spiritualità cistercense non mancò di adottare la meditazione sui “novissimi” eventi, e sebbene san Bernardo non abbia personalmente dato un’importanza capitale al pensiero della morte, tuttavia le generazioni venute dopo di lui tennero presenti sul tema alcune sentenze particolarmente eloquenti che era dato incontrare in un sermone rivolto ai suoi monaci. “ Che cosa sono i “novissimi”? – chiedeva loro il santo – dato che si dice che , se gli hai sempre presenti non peccherai mai? Sono la morte, il giudizio, la geenna. Che cosa c’è di più orribile della morte? Che cosa c’è di più terribile del giudizio? Ed è chiaro che non si possa immaginare nulla di più insopportabile della geenna. Di che cosa avrà mai paura uno che non trema, non è spaventato , non è sconvolto di paura al pensiero di una cosa simile?”.”
Jean Delumeau “Il peccato e la paura” ed il mulino pag. 93-94


Non esisteva la paura della morte prima dell’arrivo dei cristiani. La morte parte della vita al punto che Epicuro afferma: "Quando noi siamo, la morte non è; e quando è la morte, noi non siamo!"

Né gli Orfici avevano paura della morte.
Nelle laminette Orfiche si legge:
Laminetta d'oro di Petelia

Troverai a sinistra delle case di Ade una fonte,
e accanto ad essa eretto un bianco cipresso:
a questa fonte non avvicinarti neppure.
Ma ne troverai un'altra, la fredda acqua che scorre
dal lago di Mnemosyne: vi stanno innanzi i custodi.
Di': “Son figlio della Terra e del cielo stellato:
urania è la mia stirpe, e ciò sapete anche voi.
Di sete son arsa e vengo meno: ma datemi presto
la fredda acqua che scorre dal lago di Mnemosyne”.
Ed essi ti daranno da bere dalla fonte divina;
e dopo di allora con gli altri eroi sarai sovrana.

A Mnemosyne è sacro questo (testo): (per il mystes), quando
sia sul punto di morire [...]
in margine[...] la tenebra che tutt'intorno si stende
Trad. G. Pugliese Carratelli

Potremmo continuare con gli epigrammi votivi dall’Antologia Palatina, come, ad esempio:

“Anche te ha perduto, Cleanoride,
il desiderio della terra natia,
quando t’affidasti al turbine invernale
di Noto: la stagione ti aveva dubbioso
indugiato, ma poi gli umidi fiotti
travolsero la tua giovinezza fiorente.”

E si potrebbe continuare attraversando tutte le antiche religioni.
Ratzinger, dunque, esprime una patologia di terrore della morte come è stato educato. Sa del suo fallimento e lo teme. Per questo si affida al giudizio del suo dio, come ultima risorsa si è affidato all’illusione!
E i Pagani Politeisti?
Qual è l’atteggiamento nei confronti della morte dei Pagani Politeisti?
Vale la pena di riprendere un mio scritto in cui si parla della morte. La morte come momento felice. Qualcuno può aver paura di “come morirà”. Ma non della morte. I cristiani sono specialisti nel torturare a morte le persone anticipando la loro idea di dolore, fuoco infernale e stridor di denti. Loro, i cristiani, incutono terrore alle persone, ma la morte in sé non incute nessun terrore. La morte, in sé, è l’apoteosi del piacere della vita: la morte e l’unico istante della vita che possiamo chiamare, a pieno titolo: FELICITA’!
da:
http://www.federazionepagana.it/mortefelice.html




LA MORTE

E’

LA FELICITA’ UMANA
La morte del corpo fisico è l’unico momento in cui si esprime la felicità umana.
Tutta la vita dell’individuo è tesa verso la morte del corpo fisico.
La morte del corpo fisico è il traguardo che l’individuo deve raggiungere.
La morte del corpo fisico è il fine e la giustificazione della nascita di un individuo.
La morte del corpo fisico è la felicità dell’individuo.
Il dolore della vita, il dolore che la vita ha messo a fondamento delle trasformazioni degli individui, nella morte del corpo fisico si scioglie e si annulla.
Il trionfo dell’individuo c’è solo al momento della morte del corpo fisico.
Il momento della morte dell’individuo è il suo momento di verità. E’ il momento in cui l’individuo riassume l’intera propria esistenza. La morte è disperazione solo per chi ha vissuto da disperato, al di là di come ha tappato le proprie orecchie alla propria disperazione.
Eppure la morte è attesa da molti con terrore, come un momento da allontanare il più possibile. Altri la cercano affannosamente per alleviare le proprie angosce.


-----------Fine Estratto-------


Il resto ve lo leggete all’indirizzo:
http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi47.html

--
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 29 maggio 2008

Il male secondo i cristiani e il male secondo l'Anticristo

Si tratta del commento al quarantaseiesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi di Ratzinger.
Comprende il testo su che cos’è il male del Libro dell’Anticristo in contrapposizione al concetto di male dei cristiani

Che cos’è il male?
Il significato di male secondo i cristiani e secondo l’Anticristo.
Il dio padrone e il lupo cattivo di Cappuccetto Rosso.
La visione oltre la morte, il cristiano e l’uva acerba.

Spe Salvi di Ratzinger
Commento al quarantaseiesimo paragrafo
http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi46.html

Mancano solo quattro paragrafi per finire il commento all’enciclica Spe Salvi che fino ad ora mi ha impegnato per sei mesi di lavoro netti.
Anche in questo paragrafo si confuta l’affermazione di Ratzinger secondo cui non è possibile sapere che cosa c’è oltre la morte del corpo fisico con cui giustifica il terrore sparso dal suo cristo Gesù.
In realtà si sa che cosa c’è oltre la morte del corpo fisico, esattamente come il feto sa che cosa c’è oltre l’utero della madre. Solo che non si tratta di un sapere descritto, ma di un sapere intuito che senza l’autodisciplina si trasforma in patologia.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 26 maggio 2008

Il giudizio universale, la condizione di attesa; Gorgia Platone e il giudizio: Vendetta e giustizia patrimoni biologici di specie!

E’ stato caricato in internet il commento di una altro paragrafo dell’enciclica Spe Salvi di ratzinger:


Il Giudizio Universale e la condizione di attesa.
Gorgia, Platone e il giudizio.
Vendetta e giustizia, patrimoni biologici di specie.
Le classi sociali determinate dal dio padrone cristiano.


Spe Salvi di Ratzinger
Commento al quarantaquattresimo paragrafo

http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi44.html

---Estratto dal commento al 44° paragrafo dell’enciclica Spe Salvi di Ratzinger---

Afferma Ratzinger:

“Ma nella sua giustizia è insieme anche grazia. Questo lo sappiamo volgendo lo sguardo sul Cristo crocifisso e risorto. Ambedue – giustizia e grazia – devono essere viste nel loro giusto
collegamento interiore. La grazia non esclude la giustizia. Non cambia il torto in diritto. Non è una spugna che cancella tutto così che quanto s'è fatto sulla terra finisca per avere sempre lo stesso valore. Contro un tale tipo di cielo e di grazia ha protestato a ragione, per esempio, Dostoëvskij nel suo romanzo « I fratelli Karamazov ». I malvagi alla fine, nel banchetto eterno, non siederanno indistintamente a tavola accanto alle vittime, come se nulla fosse stato.”

Grazia!
Non stiamo parlando delle Grazie, le greche Cariti.
Se parlassimo delle Grazie, dovremmo ricorrere al culto Beota e tradurre i loro nomi come “Ornamento”, “Gioia”, “Abbondanza”. Se dovessimo ricorre al culto di Laconia dovremmo chiamarle con i nomi: “Implorata” e “Splendida”. Se andiamo ad Atene dovremmo chiamarle col nome di “Crescente” e “Colei che precede”. L’origine del termine Cariti ha la stessa radice del verbo rallegrarsi. I latini le chiamavano: “Bellezza” “Grazia” e “Ringraziamento”.
Se parlassimo degli Dèi, parleremmo di azioni e di stati d’animo che l’individuo proietta nel mondo in cui vive sollecitato dai fenomeni che da quel mondo giungono a lui.

Col termine “grazia”, usato dai cristiani, stiamo parlando di qualcosa di estremamente volgare. Stiamo parlando di un atteggiamento che troviamo spesso nelle organizzazioni mafiose. Stiamo parlando di “incorrere o cercare di entrare nelle grazie, nei favori, del dio padrone” o, se preferite, nei confronti del mafioso di turno.
Col termine grazia i cristiani intendono la sottrazione dell’individuo dal suo essere soggetto di diritto per costringerlo a diventare un soggetto di carità che deve supplicare i favori del proprio padrone.
I favori del padrone, Ratzinger, li chiama “giustizia”. La nostra Costituzione e la società civili li chiamano in maniera diversa.

E da che cosa Ratzinger pensa di avere i favori? “Questo lo sappiamo volgendo lo sguardo sul Cristo crocifisso e risorto”. Il giusto collegamento interiore in cui può essere visto Giustizia e Grazia: entrare nelle grazie del dio padrone imponendo sofferenza agli Esseri Umani. Essere premiati dal dio padrone, come il dio padrone premia il peccatore. Questo “premio”, che Ratzinger spera di ricevere per aver diffuso la sofferenza e la sottomissione, lui la chiama GIUSTIZIA!
Mentre, Dostoëvskij nel suo romanzo “I fratelli Karamazov”, protesta contro il dio padrone che premia il delinquente e snobba il Fariseo ligio alle regole e attento al prossimo, Ratzinger riafferma il diritto all’arbitrio del dio padrone in quanto, altrimenti, egli, Ratzinger, si sentirebbe già escluso dal premio che giustifica il suo attuale stato di sofferenza psicologica per aver perso l’occasione della propria esistenza.

La grazia del dio padrone non ha nulla a che vedere con le grazie, quelle antiche divinità che, espresse dalle azioni umane, permettevano all’Essere Umano di costruire le relazioni divine col mondo che lo circondavano e costruire il suo infinito dei mutamenti. Un infinito dei mutamenti che è negato al cristiano alla cui disperazione è concessa solo l’illusione della “resurrezione nella carne”, quel ritorno nell’utero della vita conosciuta che diventa una seconda possibilità dopo il suo fallimento.

Dice ratzinger:

“Vorrei a questo punto citare un testo di Platone che esprime un presentimento del giusto giudizio che in gran parte rimane vero e salutare anche per il cristiano. Pur con immagini mitologiche, che però rendono con evidenza inequivocabile la verità, egli dice che alla fine le anime staranno nude davanti al giudice. Ora non conta più ciò che esse erano una volta nella storia, ma solo ciò che sono in verità. « Ora [il giudice] ha davanti a sé forse l'anima di un [...] re o dominatore e non vede niente di sano in essa. La trova flagellata e piena di cicatrici provenienti da spergiuro ed ingiustizia [...] e tutto è storto, pieno di menzogna e superbia, e niente è dritto, perché essa è cresciuta senza verità. Ed egli vede come l'anima, a causa di arbitrio, esuberanza, spavalderia e sconsideratezza nell'agire, è caricata di smisuratezza ed infamia. Di fronte a un tale spettacolo, egli la manda subito nel carcere, dove subirà le punizioni meritate [...] A volte, però, egli vede davanti a sé un'anima diversa, una che ha fatto una vita pia e sincera [...], se ne compiace e la manda senz'altro alle isole dei beati ».”

Riporto da un sito dell’università di Bari la parte finale del Gorgia di Platone citata da Ratzinger:

“Al tempo di Chronos e nei primi anni del regno di Zeus, si veniva giudicati, per stabilire se la nostra vita ci meritava il premio delle Isole dei beati o il castigo del Tartaro, quando si era ancora vivi. I morituri venivano condotti davanti a giudici viventi, i quali emanavano le loro sentenze il giorno del loro trapasso. Ma Plutone e gli altri che avevano in cura l'amministrazione delle Isole dei beati si lamentavano con Zeus, perché i giudici inviavano loro persone immeritevoli. Zeus si rese conto che i giudici emanavano sentenze ingiuste, perché erano viventi che esaminavano dei viventi. Se viene giudicato da vivo, il candidato all'aldilà è vestito; molti che hanno un'anima malvagia sono rivestiti di bei corpi, di nobiltà, ricchezza e prestigio sociale. Per questo, numerosi testimoni si presentano a dichiarare che è vissuto giustamente. Anche i giudici sono vivi, e giudicano vestiti; la loro anima è velata dagli occhi, dagli orecchi e da tutto l'insieme del corpo, e dunque vengono ingannati da questo apparato, cui essi stessi partecipano. La morte era una esperienza disponibile: ogni libertà morale e di giudizio era annullata in una società totale, e totalmente esteriore. Per questo, Zeus stabilì che gli uomini non conoscessero l'ora della loro morte, e fossero giudicati da morti, nudi, e nudi e morti dovessero essere anche i giudici, anime di fronte ad anime. Eaco giudica chi viene dall'Europa, Radamanto chi viene dall'Asia, e Minosse funge da giudice d'appello. L'anima e il corpo, separati, conservano ciascuno le proprie qualità e i segni delle attività compiute, che il giudice, senza gli ingombri del corpo e del vestito, può accertare direttamente. Il giudice vede l'anima senza sapere a quale corpo appartiene, e se è flagellata, contorta e piena di cicatrici a causa della sua malvagità, l'avvia in prigione, dove patirà i dovuti castighi. In questo modo il giudice è messo, letteralmente, in condizione di amministrare la giustizia senza guardare in faccia nessuno.”

Non c’è nulla di verità in tutto questo. Non c’è nulla che conduca al vero.
Il fatto che Platone avesse in sé il concetto di immortalità dell’anima e il concetto, di al di là come proiezione dell’al di qua, non dà un parametro su cui convenire la “rendono con evidenza inequivocabile la verità” al contrario, sottolineano un relativismo concettuale legato ad un insieme filosofico che ha il suo fallimento nella realizzazione della Repubblica come i cristiani hanno il loro fallimento nella realizzazione della città di dio.
L’errore sta nel soggetto esterno: giudice e padrone!

----fine dell’estratto----

Il rimanente lo leggete all’indirizzo:

http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi44.html

Diffidate sempre di chi afferma di essere un Pagano, ma non riafferma i principi etici e morali, con cui qualifica il suo essere Pagano, nei confrotni della morale e dell’etica presente e dominante.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 22 maggio 2008

Radio Pagana, 22 maggio 2008. Il cristianesimo e la guerra; la distruzione delle società civili nell'ideologia della guerra in Ratzinger! [40',18MB]

Commento al quindicesimo paragrafo dell'enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Il cristianesimo e la guerra; la distruzione delle società civili. Contiene sia l'esaltazione del pacifismo ad ogni costo dei primi "padri" della chiesa che l'incitamento al genocidio dei primi "padri" della chiesa. http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi15.html http://www.stregoneriapagana.it/trasmissioni_radiofoniche/20080519_guerra_distruzione_ratzinger15.mp3

venerdì 16 maggio 2008

"o battesimo o sterminio" Bernardo di Chiaravalle e le basi biologiche dell'empatia, della solidarietà e della compassione.

Ormai l'analisi dell'enciclica Spe Salvi sta volgendo al termine.
Mancano solo dieci paragrafi da commentare e quaranta sono stati commentati e caricati in internet.
Gli ultimi due li ho caricati oggi e comprendono i seguenti argomenti:
-
La consolazione cristiana. L'empatia e la compassione alla base delle specie nella e della Natura. Cervello e basi biologiche della solidarietà. "O battesimo o sterminio" di Bernardo di Chiaravalle.
-
La vita eroica nell'Iliade e nell'Odissea. La vita appassionata come eroismo religioso. Rassegnazione e sofferenza come offerta al dio padrone.
.
E sono rispettivamente:
e
-
Ogni volta che si è commentato un'affermazione di ratzinger si è opposto un principio Pagano Politeista in questo caso si è messo l'accento sugli animali, sulla collaborazione sociale e sulle scoperte scientifiche che dimostrano come solidarietà, empatia e compassione siano requisiti essenziali degli Esseri Animali e che noi, come Esseri Umani, li manifestiamo in quanto appartenendi alle specie animali e non perché creati da un dio pazzo e cretino.
Mancano ancora 10 paragrafi.
Spero di farlo presto.
Claudi Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo

giovedì 8 maggio 2008

2008 maggio 8. Il cristiano, dal delirio di onnipotenza individuale all'eversione sociale. [35'48", 16.3MB]

Commento al tredicesimo paragrafo dell'enciclica Spe Salvi di Ratzinger: Il cristiano, dal delirio di onnipotenza individuale all'eversione sociale per imporre il cristianesimo. http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi13.html http://www.stregoneriapagana.it/trasmissioni_radiofoniche/20080504_ratzinger_avversione_sociale13.mp3

Le torture cui Ratzinger sottoponeva e vuole sottoporre le persone

Commento al trentasettesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi di Ratzinger.
TEMA: La società come un campo di sterminio. Ratzinger vuole costruire il suo inferno in terra. Le sofferenze degli uomini per la gloria del dio di Ratzinger. Le torture di Ratzinger agli Esseri Umani.

Si tratta degli argomenti trattati nel commento al 37° paragrafo dell’enciclica Spe Salvi di Ratzinger.

http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi37.html

L’enciclica è un vero e proprio atto di guerra alle società civili, ma sembra che nessuno abbia voluto vederlo. Certo, le società hanno degli anticorpi, ma l’aggressione è evidente ed intenzionata e se non viene individuata la superficialità con la quale sia accetta quello che Ratzinger afferma mette in pericolo l’intera società civile e i suoi principi morali ed istituzionali.
Contiene elenco delle torture alle quali le persone che i cristiani chiamano streghe o eretici erano sottoposte.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo

domenica 4 maggio 2008

Paganesimo e cristianesimo nella visione sociale di Ratzinger

Sono arrivato a commentare il 36° paragrafo dell’Enciclica Spe Salvi di Ratzinger.
Il Dio di Ratzinger manda la sofferenza e la malattia per punire gli uomini dai loro peccati: credevamo che una simile concezione fosse confinata alle idee medioevali e invece Ratzinger ce la propone in tutta la sua spietatezza.



http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi36.html

Estratto dal commento al 36° paragrafo dell’Enciclica Spe Salvi:

“Dice Ratzinger:
“Come l'agire, anche la sofferenza fa parte dell'esistenza umana. Essa deriva, da una parte, dalla nostra finitezza, dall'altra, dalla massa di colpa che, nel corso della storia, si è accumulata e anche nel presente cresce in modo inarrestabile. Certamente bisogna fare tutto il possibile per diminuire la sofferenza: impedire, per quanto possibile, la sofferenza degli innocenti; calmare i dolori; aiutare a superare le sofferenze psichiche.”
La sofferenza, dice Ratzinger, è deriva anche dalla “dalla massa di colpa che, nel corso della storia, si è accumulata e anche nel presente cresce in modo inarrestabile.”
E’ quanto di più offensivo ed ingiurioso si possa dire nei confronti degli Esseri Umani!
Sei disgraziato perché sei colpevole. Su di te molte colpe si sono accumulate. Il mio dio padrone ti sta punendo col dolore. Il mio dio padrone, dice Ratzinger, manda gioia e dolore e tu meriti solo dolore. Tu meriti solo dolore, dice Ratzinger ai bambini malati di aids che lui stesso, proibendo il preservativo, ha contribuito a far nascere e a far vivere nel dolore per il suo piacere. Non è lui che ha costruito dolore, ma il suo dio padrone che se avesse voluto avrebbe, secondo Ratzinger, potuto far nascere bambini senza l’aids.
La vita è ricerca di piacere, sempre!
Anche quando il dolore attanaglia gli uomini. L’attività dell’uomo consiste nel lenire quel dolore cercando una quantità maggiore di piacere che quel dolore ostacola.
Per Ratzinger, il dolore è la regola da imporre alla società. La società deve vivere perennemente nel più atroce dolore, ma lui, Ratzinger, dopo aver costretto la società a vivere nel dolore “...bisogna fare tutto il possibile per diminuire la sofferenza: impedire, per quanto possibile, la sofferenza degli innocenti; calmare i dolori; aiutare a superare le sofferenze psichiche.”
Il dolore è la regola che Ratzinger intende imporre alla società e la sua attività, arbitraria e soggettiva nel gestire i dolori altrui, è un’attività compassionevole e magnanima. Ma l’attenzione non va posta su chi porge il pane, ma su chi ha costretto le persone alla fame dopo averle rapinate e distrutte. Ratzinger, e i Ratzinger prima di lui, hanno devastato la vita degli Esseri Umani, per poterla gestire a proprio piacimento. Per controllare gli Esseri Umani. Per ridurli in miseria, costretti alla speranza e obbligati a rendere grazie al dio padrone di Ratzinger che, dopo averne distrutto le condizioni di vita, pretende di gestire a suo piacimento la miseria degli uomini.
La miseria di Ratzinger contro la nobiltà del pensiero di Epicuro!
“Ed è per questo che noi diciamo il piacere principio e fine della vita felice.”
Ma a Ratzinger interessa il controllo degli uomini, il dominio degli Esseri Umani, che può ottenere soltanto se gli Esseri Umani accettano il dolore come parte ineluttabile della loro vita e non come sfida che la vita pone loro affinché emergano, divengano e si trasformino, contraddizione dopo contraddizione.”
-----
Il resto ve lo leggete alla pagina:
http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi36.html

Non si tratta solo di idee medioevali, ma di una vera e propria aggressione ai principi sociali della Costituzione e del rispetto dell’uomo.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it