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venerdì 25 gennaio 2008

La distruzione delle società civili nell'ideologia di guerra di Ratzinger

E’ stato caricato il commento al quindicesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi di Ratzinger.
I primi quindici paragrafi hanno il compito di delineare le condizioni ideologiche, sociali e le modalità di intervento nella società civile. Hanno il compito di delineare il cristiano nella società: la società cristiana; l’assolutismo religioso in opposizione al relativismo; la patologia psichiatrica del cristiano; le esigenze di contrapporre l’assolutismo della verità cristiana al relativismo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e delle Costituzioni nazionali.
La disperazione del cristiano è tangibile. Reale e si dispiega nella sua esigenza di aggredire ogni libertà nella società civile. Già, perché mentre la società civile intende la libertà come uguaglianza sotto la medesima legge, il cristiano intende la libertà come libertà di delinquere senza dover rispondere alla legge. Il cristiano si ritiene morto alla legge e in diritto di delinquere a maggior gloria del suo dio. E’ un concetto ben sviluppato da Bernardo di Chiaravalle all’interno del commento al quindicesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi. Un concetto che Ratzinger riafferma proprio citando le farneticazioni criminali di Bernardo di Chiaravalle che, da un lato separa le persone dalla società civile e dall’altro lato elogia chi uccide per la gloria del suo dio.

Quindici commenti ad altrettanti paragrafi.

1. Commento al primo paragrafo dell'enciclica Spe Salvi di Ratzinger!
2. Speranza, fede e patologia psichiatrica!
3. L'esaltazione della società schiavistica dei cristiani di Ratzinger e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo"!
4. Il bisogno di Ratzinger dello schiavismo come necessità emotiva e l'intoppo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo!
5. Il cristianesimo è ideologia psichiatrica; psicosi, nevrosi e depressione giustificano il delirio di onnipotenza!
6. Filosofi, pastori e i disperati dei salmi in Ratzinger!
7. Ratzinger e la fede come oggetto in sé!
8. Campi di sterminio, galere, schiavitù e la famiglia cristiana, sono gli elementi indispensabili per Ratzinger per imporre la speranza nella fede!
9. Il significato del Logos in Ratzinger; le parole e le azioni che le parole indicano!
10. La morte come concetto e uso nel cristianesimo; come si spaccia la morte per gestire la disperazione umana! La MORTE e la truffa cristiana!
11. Il cristianesimo come l'eroina per le persone; anestetizzare l'uomo separandolo dal mondo!
12. Dalla patologia psichiatrica individuale alla peste emozionale; Il cristianesimo come eroina per le persone!
13. Il cristiano, dal delirio di onnipotenza individuale, all'eversione sociale!
14. Messianesimo e millenarismo. Il cristiano, dall'angoscia individuale all'angoscia sociale (con un'ampia citazione di Marc Augé da "Il genio del Paganesimo"!
15. Il cristianesimo e la guerra; la distruzione delle società civili nell'ideologia della guerra in Ratzinger!


Se osservate lo schema generale dei primi quindici paragrafi dell’enciclica Spe Salvi, vi accorgerete come Ratzinger abbia effettivamente messo in piedi un progetto di destabilizzazione della società civile e dei principi fondamentali dello Stato e delle Costituzioni occidentali.
I primi quindici capitoli della Spe Salvi corrispondono a quello che nell’arte della guerra è definito come “L’elenco delle salmerie”. Ciò che abbiamo e con cui intendiamo aggredire il nemico. In questo caso, il nemico sono le norme della Costituzione e la loro applicazione oggettiva nella società. Norme Costituzionali che rappresentano quel relativismo che contro cui Ratzinger bestemmia in continuazione offendendo la Costituzione al fine di imporre l’idea dell’assolutismo del suo dio padrone e della monarchia assoluta.
Nel commento ai prossimi paragrafi dell’enciclica Spe Salvi vedremo contro che cosa si scaglia Ratzinger. Il che cosa sono le colonne di quel processo storico che portando l’uomo fuori dall’orrore assolutista cristiano lo sta faticosamente conducendo fuori dall’oscurantismo. Un oscurantismo che Ratzinger tenta di riaffermare aggredendo le società civili e costruendo la miseria sociale. In questo lavoro Ratzinger è favorito anche dalle trasformazioni sociali in corso che con l’uscita dalla miseria di molti paesi del Terzo Mondo costringe i popoli a riequilibrare la ricchezza togliendo molto privilegi ingiusti che fino ad oggi i paesi occidentali hanno goduto. In questa situazione a Ratzinger interessa alimentare tutto quello che può favorire la miseria nei popoli. Tutto quello che può costruire angoscia, perché, attraverso questo, può imporre la speranza nella fede che la razionalità nega e la vita aborrisce.
Tutti i capitoli sono raggiungibili dall’elenco sulla pagina.
http://www.stregoneriapagana.it/stregoneriafutura.html
Oppure dai paragrafi lincati direttamente nella pagina dell’enciclica Spe Salvi:
http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi.html

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 15 gennaio 2008

Messianesimo e millenarismo. Il cristianesimo dall'angoscia individuale alla socializzazione dell'angoscia


Il commento al quattordicesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi di Ratzinger mette in luce l’uso del messianesimo e del millenarismo fatto da Ratzinger per diffondere angoscia e disperazione nella società civile.
Il commento prosegue in quanto proprio commentando l’enciclica Spe Salvi si può comprendere l’attività di eversione contro la Costituzione messa in atto da Ratzinger.


http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi14.html

Scrivo nel commento all’enciclica Spe Salvi di Ratzinger:

“Si tratta di socializzare la disperazione e privatizzare i guadagni!
Lo stesso meccanismo con cui si danneggia economicamente la società civile, si usa per danneggiarla emotivamente. Dove il fallimento emotivo che genera la patologia psichiatrica dell’angoscia viene esteso all’intero tessuto sociale per reggere la speranza generata dalla disperazione.
Così i movimenti millenaristici, profetici, messianici, hanno il loro rinnovamento in Ratzinger che rende reale la “città di dio” e, al di là di dove pone la “città di dio”, ha sempre la funzione di generare l’illusione della speranza mentre costruisce una realtà di disperazione nel presente quotidiano degli uomini.

Dice Ratzinger riprendendo il tema del messianesimo e del millenarismo:

“Babele, il luogo della confusione delle lingue e della separazione, si rivela come espressione di ciò che in radice è il peccato. E così la « redenzione » appare proprio come il ristabilimento dell'unità, in cui ci ritroviamo di nuovo insieme in un'unione che si delinea nella comunità mondiale dei credenti. Non è necessario che ci occupiamo qui di tutti i testi, in cui appare il carattere comunitario della speranza. Rimaniamo con la Lettera a Proba in cui Agostino tenta di illustrare un po' questa sconosciuta conosciuta realtà di cui siamo alla ricerca.”

Ratzinger non fa altro che ricollocare, nella Babele e nella “confusione delle lingue come confusione di ciò che in radice è il peccato” quello che Augé descrive come il momento fondante dell’attesa messianica:

“I segni annunciatori dei tempi nuovi che un periodo di infelicità deve inaugurare, sono proprio quelli che, in altri tempi, venivano considerati come segni nefasti: guerra, siccità, carestia, o ancora “un’accresciuta peccaminosità generale” (ibd., p. 44).” (Marc Augé)

Dal momento che Ratzinger, almeno per i paesi occidentali, non può evocare un sistema di disperazione sociale nel quale creare angoscia, pesca da un panorama illusorio (la presenza del peccato) una “confusione babelica” nella quale la “redenzione” ricostruirebbe una sorta di agognata unità!

Il delirio messianico viene riprodotto dal delirio ratzingeriano come manifestazione del suo bisogno di dominio sociale. Un bisogno di dominio sociale che vede nel delirio di onnipotenza la sua radice. Tutto è riconducibile ad una patologia psichiatrica individuale che viene oggettivata ed estesa sull’intera società e riconosciuta, proprio come patologia psichiatrica, dalle norme sociali (Costituzioni Occidentali) che separano il lecito, la norma di uguaglianza Costituzionale, dall’illecito, le pretese di dominio e la libertà di violare le norme Costituzionali per imporre il dominio. Un dominio che si concretizza con quella “comunità mondiale dei credenti” che aggredendo le società civili, non solo fino ad oggi ha distrutto migliaia di comunità distruggendone le condizioni di vita (valgano come esempio i 200milioni di individui venduti come schiavi dai cristiani), ma che continua, sorretta da una esaltazione mistica delirane, ad aggredire le società civili e le Costituzioni occidentali nel tentativo di imporre l’assolutismo, quella verità messianica della speranza, che può essere imposta soltanto attraverso la distruzione delle condizioni di vita degli uomini nel quotidiano.
La “comunità dei credenti”, in quest’ottica, diventa una vera e propria organizzazione di destabilizzazione sociale ponendosi al di fuori delle comunità nazionali e al di fuori delle norme sociali che le comunità nazionali esprimono. Come ai tempi di Paolo di Tarso i cristiani erano “morti alla legge”, cioè estranei alla legge e alla società civile, così Ratzinger sta riprendendo questo tema del cristianesimo per rivendicare la sua libertà a delinquere in una società che, venendo meno al patto sociale dovrebbe, secondo Ratzinger, permettere ai cristiani di violare le leggi in funzione dell’imposizione della loro VERITA’.
In quest’ottica suona come una minaccia alla società civile il passo citato da Ratzinger:

“Infatti non abbiamo quaggiù una dimora definitiva, ma siamo in cerca di quella futura.” Ebrei 13, 14

Che non è una riflessione rivolta all’interno dei cristiani, ma è un’imposizione violenta agli Esseri Umani affinché vivano nella precarietà, nell’ansia e nell’angoscia sotto il dominio della verità manifestata da Ratzinger che impedisce loro di aprirsi al futuro.”

Per il commento è stato usato un ampio passo di Marc Augé tratto da il Genio del Paganesimo che mette in luce come i processi messianici non erano limitati agli ebrei e ai primi cirstiani, ma come siano una costante nella storia e usati per distruggere i sistemi sociali e poterli dominare.
Il messianesimo è una forma di espressione dell'ideologia quando il presente nega la libertà dell'uomo di progettare il proprio futuro e l'uomo è prigioniero in una situazione sociale angosciante. Così, se l'arrivo dei carri armati sovietici soddisfa l'attesa dei prigionieri dei campi di sterminio nazisti, l'attesa del messia, della città di dio, ha il solo scopo di prolungare l'angoscia psichica delle persone. Il messianesimo prolunga l'angoscia dei popoli europei prima e poi, dell'Africa, come in Indonesia, nella Polinesia, ecc. Inoltre, è da ricordare, come le “religioni del cargo” che distrussero tanti popoli hanno nell’ideologia ratzingeriana una loro rappresentazione in quanto parte integrante della storia della distruzione delle civiltà messa in atto dai cristiani.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 14 gennaio 2008

Il cristiano, dal delirio di onnipotenza individuale all'eversione sociale.

Continua il commento all’Enciclica Spe Salvi di Ratzinger.
La speranza di Ratzinger è la costruzione della disperazione sociale.
Nel tredicesimo paragrafo della Spe Salvi, Ratzinger, inizia a trattare della necessità di trasferire la patologia psichiatrica da delirio di onnipotenza del singolo individuo a ideologia comportamentale da estendere all’intera società (attraverso un’esaltazione del delirio da dipendenza dal dio padrone in una sintesi biblica che trae dall’undicesimo capitolo della Lettera agli Ebrei).
Se il delirio è individuale, i deliranti manifestano degli intenti di aggressione alla società dove, il loro delirio che chiamano VERITA’ viene ad imporsi alla società. Si impone alla società e si pretende di piegare a tale delirio sia la società civile che le pulsioni di vita degli Esseri Umani.
La disperazione del cristiano che attende la fine del mondo, come liberazione dal peso della sua esistenza attraverso l’attività di eversione nei confronti dello Stato, diventa disperazione imposta alle persone al fine di costringerle a delirare immaginando un futuro che nella vita quotidiana è stato loro negato.
Il tredicesimo commento alla Spe Salvi di Ratzinger si può leggere all’indirizzo:

http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi13.html

Il commento all’Enciclica di Ratzinger è doveroso visto che la cultura sociale vive un ricatto continuo e sistematico messo in atto dall’organizzazione terroristica dei cattolici e viene impedito alle persone di manifestare i propri doveri all’interno della società civile. Il terrorismo cattolico impedisce militarmente alla cultura del paese di esprimersi attraverso un ricatto continuo sia nei confronti delle persone che del loro lavoro e della loro attività.
Così, mentre chi vuole stuprare le donne impedendo l’esercizio d’aborto ha grande visibilità, sia televisiva, sia sulla carta stampata, chi chiede il rispetto del dettato Costituzionale viene vessato, ricattato, intimidito ed emarginato. Nel tredicesimo capitolo della Spe Salvi si iniziano a leggere le linee guida della pratica terrorista dei cattolici nella società civile.
Come Pagani Politeisti non possiamo far altro che schierarci con la morale Costituzionale e fare, quanto è nelle nostre possibilità, per impedire alla morale della monarchia assoluta di Ratzinger di distruggere la morale Costituzionale.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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