domenica 18 dicembre 2011

I Boschi Sacri nelle Antiche Religioni e il Bosco Sacro della Religione Pagana.




Quando la Religione Pagana, nella forma espressa dalla Federazione Pagana, parla di Boschi Sacri, non lo fa per riferirsi ad una specifica tradizione antica precristiana. Lo fa per riferirsi ad ogni tradizione religiosa precristiana slegata e precedente ad ogni forma di natura “filosofica” alla Platone.
I Boschi Sacri di Roma, di Grecia, dell’Europa Centrale e settentrionale, erano i luoghi di culto, i TEMPLI, per eccellenza.
Quella sezione del mondo in cui gli Esseri Umani rappresentavano il loro rapporto, il loro legame, con l’intero universo in cui vivevano.
A Roma, questi luoghi venivano anche codificati e, nello stile romano, si stilavano leggi e regole per rispettare questi luoghi che rappresentavano il legame dell’uomo con il mondo in cui viveva: appunto, la sua religione!
Oggi troviamo questo articolo del Corriere della Sera che parla dei Boschi Sacri in cui alcune piante, lecci, nelle loro ceppaie possono avere anche 2000 anni. Questo articolo mette in evidenza come, per arrivare allo stesso rispetto dei boschi e degli ambienti naturali delle società civili, siano occorsi quasi 2000 anni. Nel 1986, la legge che istituisce il ministero dell’ambiente riproduce norme presenti in codici del 300 a.c. a dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che è stato necessario uscire dall’orrore concettuale del mondo creato dal dio padrone e donato agli uomini affinché lo saccheggino, per ripristinare un rispetto per l’ambiente da cui la vita, come noi la conosciamo, è nata e si è sviluppata.
Il tempio della Religione Pagana, non è un luogo chiuso, ma uno spazio aperto. Non è la prigione in cui il dio padrone dei cristiani o il loro Gesù imprigionano le persone, ma è il luogo da cui è nata la vita della Natura: la Natura stessa.
E’ per questo che la Federazione Pagana ha istituito il Bosco Sacro a Jesolo, Venezia, riproducendo gli antichi culti al fine di riportare l’uomo nella Natura.
Anche in questo la Religione Pagana si differenzia dalla religione cristiana. La religione cristiana rinchiude gli uomini in una galera chiamata “edificio di culto” o “chiesa”, la Religione Pagana ha il suo tempio fra alberi e terra, cielo e acqua, nei quali accendere i fuochi sacri della vita e del divenire.
Riporto l’articolo del Corriere della Sera:

FOTO: nelle foto immagini del Bosco Sacro di Jesolo - Venezia.
Identificati i lecci sacri ai romani
nel bosco di Monteluco
Sono esemplari con ceppaie di oltre duemila anni e 3 metri di diametro. Nella zona tracce di culto antichissime
MILANO - I vecchissimi lecci posti nella zona centrale del bosco di Monteluco nei pressi di Spoleto potrebbero essere gli stessi esemplari che componevano il bosco dedicato a Giove e sacro per gli antichi romani. Ma come è stato possibile testare questa ipotesi? «Innanzitutto basandosi sulle dimensioni eccezionali delle ceppaie che hanno un diametro maggiore di 3 m e dei cosiddetti polloni, cioè i cacci di piante tagliate tanti anni fa, che sembrano singoli alberi da quanto sono grandi», risponde Bartolomeo Schirone, ordinario di selvicoltura e assestamento forestale.
DATAZIONE - La disposizione geometrica ha dato inoltre il suo contributo nel riposizionare storicamente quest’area. Alcuni fusti oggi isolati facevano infatti parte di uno stesso cerchio di alberi: lo dimostra il loro patrimonio genetico identico. Da qui a pensare che appartenessero a millenarie ceppaie ormai disgregate il passo è breve. Quanti anni hanno? Le indagini dendrocronologiche che studiano gli anelli dei tronchi, la loro ampiezza e variazione, sostengono che risalgono a circa 500 anni. Segno che le ceppaie hanno un’età quattro volte superiore, intorno ai duemila anni. «La datazione con il C14 (carbonio-14), già usata per i fossili, costituirebbe la prova decisiva», dice Bartolomeo Schirone. «A tutt’oggi non è stato però possibile eseguirla per ragioni economiche». Si spera dunque nella sensibilità delle istituzioni che possano sovvenzionare questo ramo della scienza.
SCRIGNI DI BIODIVERSITÀ - Sui boschi sacri gli esperti hanno puntato ultimamente la loro attenzione perché sono serbatoi di biodiversità e perché attraverso le specie che vi si trovano si può ricostruire la storia passata della nostra vegetazione. In quello di Monteluco, a fianco dei lecci sempreverdi e delle specie arboree dominanti si trovano aceri, carpini bianchi, noccioli, meli e ciliegi selvatici, maggiociondoli, corbezzoli e arbusti come per esempio il ginepro, la ginestra, il rovo, il biancospino, il corniolo e il viburno, in armonico equilibrio tra loro, quasi a testimoniare quel silenzio e quella pace che da secoli li ha mantenuti intatti.
CENSIMENTO - Un censimento di quanti boschi sacri esistono nel nostro Paese non è stato ancora eseguito. Su base toponomastica si potrebbe tuttavia ricostruire una mappa e stabilire la loro distribuzione. Il lucus, in latino letteralmente «radura nel bosco dove passa la luce del sole», era infatti il bosco sacro per i romani. Con tale termine si ricordano il Lucus Angitiae, oggi Luco dei Marsi, consacrato alla dea Angizia dal popolo italico dei Marsi; il Lucus Maricae; il Lucus Vestae presente a Roma dietro alle case delle vergini vestali alle falde del Palatino andato in fiamme con il grande incendio del 64 d. C. Le etimologie lucus, luceri, luciniano, luconiano hanno pertanto a che fare con il concetto di bosco sacro. Nel Lazio se ne contano ancora oggi alcuni intorno a Nemi, a Viterbo, e in Abruzzo sulla Maiella. «Qui si possono trovare genotipi particolari che si sono evoluti sul posto e piante vetuste con età maggiore di quelle ritrovate in letteratura», precisa Bartolomeo Schirone. «Se sui libri il faggio può raggiungere al massimo 250 anni e il pino nero 200, in questi boschi toccano quota 600-700 anni».
La Lex luci spoletina
LEGGE - Monteluco ha stimolato in particolare la curiosità degli studiosi perché nelle sue vicinanze è stata trovata anche la lapide su cui è stata scritta la Lex Luci Spoletina, il primo esempio di norma forestale, scritta in latino arcaico e risalente al III secolo a. C., da cui ha preso spunto l’odierna legislazione sulle aree protette. «Sebbene antichissima, conteneva tutti i concetti che servivano per rispettare la natura», dice Bianca Maria Landi, dottore in progetti ambientali e forestali a Firenze. «In essa veniva detto cosa era vietato fare, la pena prevista in caso di inosservanza e chi era preposto al controllo e alla riscossione della multa stabilita». Testualmente si legge: «In questo bosco sacro nessuno osi portar via alcunché». Tutto era intoccabile: gli alberi si potevano tagliare una volta all’anno in occasione di una sorta di sacrificio alla divinità. Chi non rispettava questo divieto doveva pagare 300 assi al dicator, il magistrato che secondo alcuni aveva una funzione esclusivamente religiosa mentre per altri era colui che doveva mettere in pratica la norma facente parte del diritto pubblico a tutti gli effetti. Coeva a quest’ultima era la Lex Luci Lucerina, che a un certo punto afferma: se il divieto viene violato, «chiunque ne abbia voglia» può richiedere un rimborso al trasgressore. «Sancisce il diritto della collettività che è un concetto incredibilmente attuale», dice Bianca Maria Landi. «Da poco tempo si parla infatti di diritti diffusi, di risarcimento ambientale e di ruolo della collettività come promotrice di azione e di risoluzione del danno». È del 1986 la legge istitutrice del ministero dell’Ambiente, nel cui articolo 18 si sottolinea come le associazioni ambientalistiche possano denunciare un danno ambientale.

Manuela Campanelli
15 dicembre 2011 (modifica il 17 dicembre 2011)
Tratto da:
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_dicembre_15/bosco-sacro-campanelli_c8cd28da-26f8-11e1-853d-c141a33e4620.shtml?fr=box_primopiano

Il mondo è il tempio sacro della Religione Pagana. Ognuno di noi corre verso la morte, ma il mondo permane in un continuo rinnovamento perché gli Dèi nascono, si sviluppano e si trasformano in continue rinascite fino alla fine dei mutamenti dell’universo.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

18 dicembre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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