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giovedì 29 novembre 2018

Il rito del Solstizio d’Inverno

Sabato 22 dicembre presso il Bosco Sacro in Jesolo la Federazione Pagana organizza il rito religioso del Solstizio d’Inverno del 2018.

Il rito del Solstizio d’Inverno rinnova l’antica tradizione del Deus Sol Invictus che, costruita nell’antico medio-oriente, divenne centrale in alcune epoche a Roma. Se nella tradizione, come interpretata dai cristiani, la celebrazione del Deus Sol Invictus era il trionfo della luce sulle tenebre, in realtà il rito del Deus Sol Invictus era il trionfo del prigioniero che spezzava le catene che lo imprigionano per poter continuare a costruire la sua vita.


Il rito del Solstizio d'Inverno 2017

Il simbolo di spezzare le catene era proprio del rito del Deus Sol Invictus. Il Sole sconfitto, ma mai vinto che riprende il corso dei suoi giorni. Il neonato che rinasce in un mondo in cui può crescere. 

Il simbolismo religioso è evidente: la vita riserva continue sfide ai viventi e i viventi, affrontando quelle sfide, possono anche essere sconfitti, ma non lo saranno mai se sapranno rialzarsi e riprendere il loro cammino.

Nel ciclo dei riti religiosi della Religione Pagana, la Federazione Pagana con questo rito chiude il ciclo annuale dei riti religiosi. 

Riaprirà il ciclo dei riti in Febbraio con il Giorno Pagano Europeo della Memoria per continuare col rito dell’Equinozio di Primavera in cui la Religione Pagana celebra la nascita ricordando la “piccola Demetra”, Persefone, che entra nell’Ade per rendere fecondi gli uteri, i semi e le uova. Il ciclo dei riti continua con il Solstizio d’Estate in cui si celebra la conoscenza come rappresentazione di ogni Essere nel suo presente. In estate, ad agosto, c’è il rito più antico istituito dalla Federazione Pagana ed è il rito della Devotio. Riprendendo l’antico rito Romano, la Federazione Pagana celebra l’unione uomini e Dèi in un comune cammino che attraversa mutamento dopo mutamento. Il ciclo si conclude con il rito dell’Equinozio d’Autunno in cui si celebrano i mondi del silenzio. Il mondo emotivo a cui si accede plasmando le proprie emozioni in ogni azione della nostra esistenza. Un mondo in cui le parole perdono di senso e di valore.

I riti religiosi della Federazione Pagana nella costruzione della Religione Pagana sono riti finalizzati a coinvolgere la struttura emotiva delle persone nella vita quotidiana. Per questo il rito richiama momenti dell’esistenza umana che avviene mediante una continua trasformazione degli individui. Una trasformazione che consiste nella costruzione dell’individuo sia sul piano fisico che su quello emotivo e psicologico in una continua relazione fra sé e il mondo.

Nella Religione Pagana non ci si sottomette agli Dèi. Li si chiama, li si riconosce dentro e fuori di noi, e si agisce insieme a loro in tutti i progetti della nostra esistenza.

Per questo la Religione Pagana è una religione senza fede.

Il prigioniero non prega affinché qualcuno allunghi i suoi giorni. Il prigioniero spezza le catene e mette in atto progetti e azioni virtuose nella situazione nella quale vive al fine di liberarsi dalla costrizioni che lo soffocano.

E’ questo che ricordiamo nel rito del Solstizio d’Inverno. Una nuova e diversa generazione di uomini e donne che vogliono affrontare in maniera consapevole la loro esistenza.

Il rito del Solstizio d’Inverno è aperto a tutti. Tutti possono partecipare e la partecipazione non è solo gratuita, ma non implica nessun impegno.

Il rito avviene nel Bosco Sacro di Jesolo in un’area accatastata come “Edificio di culto” in cui la Federazione Pagana celebra i riti religiosi dal 2000 chiamando gli Dèi a partecipare ai propri riti.

martedì 14 marzo 2017

Rito dell'Equinozio di Primavera 2017

Persefone torna alla luce
I riti religiosi sono le caratteristiche di una religione.

Il rito riassume gli intenti della religione e permette alle persone di quella religione di esprimere la qualità del loro essere nel mondo.

I riti di una religione rappresentano la manifestazione pubblica di quella religione.

La Federazione Pagana celebra l’Equinozio di Primavera.

La celebrazione avverrà sabato 25 marzo 2017 dalle ore 18.00 in poi (si prevede che il tutto terminerà con la solita pizza del dopo rito alle 22.00) presso il Bosco Sacro di Jesolo – Venezia in Via Ca’ Gamba, Settima Traversa, 3b.

In cosa consiste la celebrazione dell’Equinozio di Primavera nel rito della Federazione Pagana?

Consiste nel celebrare la nascita, ogni nascita ed ogni trasformazione soggettiva che, di fatto, è una nascita.

Nelle Antiche Religioni si divideva gli Esseri esistenti fra “mortali” e “immortali”, ma entrambi nascevano e entrambi erano mortali che divennero immortali contro coloro che ancora sono mortali, ma possono diventare immortali.

Nascere significa “trasformarsi”. Nascere significa lasciare il vecchio stato di essere per entrare in un diverso stato di essere.

La trasformazione è la crescita. Una crescita continua mediante la quale gli Esseri Viventi all’esperienza che ha contribuito ad essere ciò che sono, sommano la loro personale esperienza per diventare ciò che le loro azioni e le loro scelte li portano a diventare.

Celebrare la nascita non significa soltanto celebrare l’uscita di Persefone dai mondi oscuri, ma significa celebrare la nostra continua uscita da un’oscurità che limita la nostra esistenza.

Uscire dalla vagina di nostra madre, significa nascere.

Ma nasce l’albero quando esce dal seme e nasce il pulcino quando esce dall’uovo. Ma nasce l’uomo e la donna adulti quando escono dall’adolescenza esattamente come il bambino è nato alla morte del feto.

Nasce la conoscenza quando gli elementi dell’esperienza si calano nella struttura emotiva dell’uomo trasformandolo. Quando l’informazione viene fagocitata e tutta la ragione si ristruttura per inglobare i nuovi dati, i nuovi fenomeni, mediante i quali si può pensare il mondo in cui viviamo.

Nasciamo quando il corpo fisico muore perché abbiamo vissuto con passione. Non ci siamo sottomessi e abbiamo messo giustizia nelle nostre azioni contro il più forte che prevaricava il più debole.

Questo noi celebriamo con il rito dell’Equinozio di Primavera. Celebriamo noi stessi che in questo presente costruiamo il noi stessi che dovrà nascere alla fine di questo presente.


Claudio Simeoni


domenica 18 dicembre 2011

I Boschi Sacri nelle Antiche Religioni e il Bosco Sacro della Religione Pagana.




Quando la Religione Pagana, nella forma espressa dalla Federazione Pagana, parla di Boschi Sacri, non lo fa per riferirsi ad una specifica tradizione antica precristiana. Lo fa per riferirsi ad ogni tradizione religiosa precristiana slegata e precedente ad ogni forma di natura “filosofica” alla Platone.
I Boschi Sacri di Roma, di Grecia, dell’Europa Centrale e settentrionale, erano i luoghi di culto, i TEMPLI, per eccellenza.
Quella sezione del mondo in cui gli Esseri Umani rappresentavano il loro rapporto, il loro legame, con l’intero universo in cui vivevano.
A Roma, questi luoghi venivano anche codificati e, nello stile romano, si stilavano leggi e regole per rispettare questi luoghi che rappresentavano il legame dell’uomo con il mondo in cui viveva: appunto, la sua religione!
Oggi troviamo questo articolo del Corriere della Sera che parla dei Boschi Sacri in cui alcune piante, lecci, nelle loro ceppaie possono avere anche 2000 anni. Questo articolo mette in evidenza come, per arrivare allo stesso rispetto dei boschi e degli ambienti naturali delle società civili, siano occorsi quasi 2000 anni. Nel 1986, la legge che istituisce il ministero dell’ambiente riproduce norme presenti in codici del 300 a.c. a dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che è stato necessario uscire dall’orrore concettuale del mondo creato dal dio padrone e donato agli uomini affinché lo saccheggino, per ripristinare un rispetto per l’ambiente da cui la vita, come noi la conosciamo, è nata e si è sviluppata.
Il tempio della Religione Pagana, non è un luogo chiuso, ma uno spazio aperto. Non è la prigione in cui il dio padrone dei cristiani o il loro Gesù imprigionano le persone, ma è il luogo da cui è nata la vita della Natura: la Natura stessa.
E’ per questo che la Federazione Pagana ha istituito il Bosco Sacro a Jesolo, Venezia, riproducendo gli antichi culti al fine di riportare l’uomo nella Natura.
Anche in questo la Religione Pagana si differenzia dalla religione cristiana. La religione cristiana rinchiude gli uomini in una galera chiamata “edificio di culto” o “chiesa”, la Religione Pagana ha il suo tempio fra alberi e terra, cielo e acqua, nei quali accendere i fuochi sacri della vita e del divenire.
Riporto l’articolo del Corriere della Sera:

FOTO: nelle foto immagini del Bosco Sacro di Jesolo - Venezia.
Identificati i lecci sacri ai romani
nel bosco di Monteluco
Sono esemplari con ceppaie di oltre duemila anni e 3 metri di diametro. Nella zona tracce di culto antichissime
MILANO - I vecchissimi lecci posti nella zona centrale del bosco di Monteluco nei pressi di Spoleto potrebbero essere gli stessi esemplari che componevano il bosco dedicato a Giove e sacro per gli antichi romani. Ma come è stato possibile testare questa ipotesi? «Innanzitutto basandosi sulle dimensioni eccezionali delle ceppaie che hanno un diametro maggiore di 3 m e dei cosiddetti polloni, cioè i cacci di piante tagliate tanti anni fa, che sembrano singoli alberi da quanto sono grandi», risponde Bartolomeo Schirone, ordinario di selvicoltura e assestamento forestale.
DATAZIONE - La disposizione geometrica ha dato inoltre il suo contributo nel riposizionare storicamente quest’area. Alcuni fusti oggi isolati facevano infatti parte di uno stesso cerchio di alberi: lo dimostra il loro patrimonio genetico identico. Da qui a pensare che appartenessero a millenarie ceppaie ormai disgregate il passo è breve. Quanti anni hanno? Le indagini dendrocronologiche che studiano gli anelli dei tronchi, la loro ampiezza e variazione, sostengono che risalgono a circa 500 anni. Segno che le ceppaie hanno un’età quattro volte superiore, intorno ai duemila anni. «La datazione con il C14 (carbonio-14), già usata per i fossili, costituirebbe la prova decisiva», dice Bartolomeo Schirone. «A tutt’oggi non è stato però possibile eseguirla per ragioni economiche». Si spera dunque nella sensibilità delle istituzioni che possano sovvenzionare questo ramo della scienza.
SCRIGNI DI BIODIVERSITÀ - Sui boschi sacri gli esperti hanno puntato ultimamente la loro attenzione perché sono serbatoi di biodiversità e perché attraverso le specie che vi si trovano si può ricostruire la storia passata della nostra vegetazione. In quello di Monteluco, a fianco dei lecci sempreverdi e delle specie arboree dominanti si trovano aceri, carpini bianchi, noccioli, meli e ciliegi selvatici, maggiociondoli, corbezzoli e arbusti come per esempio il ginepro, la ginestra, il rovo, il biancospino, il corniolo e il viburno, in armonico equilibrio tra loro, quasi a testimoniare quel silenzio e quella pace che da secoli li ha mantenuti intatti.
CENSIMENTO - Un censimento di quanti boschi sacri esistono nel nostro Paese non è stato ancora eseguito. Su base toponomastica si potrebbe tuttavia ricostruire una mappa e stabilire la loro distribuzione. Il lucus, in latino letteralmente «radura nel bosco dove passa la luce del sole», era infatti il bosco sacro per i romani. Con tale termine si ricordano il Lucus Angitiae, oggi Luco dei Marsi, consacrato alla dea Angizia dal popolo italico dei Marsi; il Lucus Maricae; il Lucus Vestae presente a Roma dietro alle case delle vergini vestali alle falde del Palatino andato in fiamme con il grande incendio del 64 d. C. Le etimologie lucus, luceri, luciniano, luconiano hanno pertanto a che fare con il concetto di bosco sacro. Nel Lazio se ne contano ancora oggi alcuni intorno a Nemi, a Viterbo, e in Abruzzo sulla Maiella. «Qui si possono trovare genotipi particolari che si sono evoluti sul posto e piante vetuste con età maggiore di quelle ritrovate in letteratura», precisa Bartolomeo Schirone. «Se sui libri il faggio può raggiungere al massimo 250 anni e il pino nero 200, in questi boschi toccano quota 600-700 anni».
La Lex luci spoletina
LEGGE - Monteluco ha stimolato in particolare la curiosità degli studiosi perché nelle sue vicinanze è stata trovata anche la lapide su cui è stata scritta la Lex Luci Spoletina, il primo esempio di norma forestale, scritta in latino arcaico e risalente al III secolo a. C., da cui ha preso spunto l’odierna legislazione sulle aree protette. «Sebbene antichissima, conteneva tutti i concetti che servivano per rispettare la natura», dice Bianca Maria Landi, dottore in progetti ambientali e forestali a Firenze. «In essa veniva detto cosa era vietato fare, la pena prevista in caso di inosservanza e chi era preposto al controllo e alla riscossione della multa stabilita». Testualmente si legge: «In questo bosco sacro nessuno osi portar via alcunché». Tutto era intoccabile: gli alberi si potevano tagliare una volta all’anno in occasione di una sorta di sacrificio alla divinità. Chi non rispettava questo divieto doveva pagare 300 assi al dicator, il magistrato che secondo alcuni aveva una funzione esclusivamente religiosa mentre per altri era colui che doveva mettere in pratica la norma facente parte del diritto pubblico a tutti gli effetti. Coeva a quest’ultima era la Lex Luci Lucerina, che a un certo punto afferma: se il divieto viene violato, «chiunque ne abbia voglia» può richiedere un rimborso al trasgressore. «Sancisce il diritto della collettività che è un concetto incredibilmente attuale», dice Bianca Maria Landi. «Da poco tempo si parla infatti di diritti diffusi, di risarcimento ambientale e di ruolo della collettività come promotrice di azione e di risoluzione del danno». È del 1986 la legge istitutrice del ministero dell’Ambiente, nel cui articolo 18 si sottolinea come le associazioni ambientalistiche possano denunciare un danno ambientale.

Manuela Campanelli
15 dicembre 2011 (modifica il 17 dicembre 2011)
Tratto da:
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_dicembre_15/bosco-sacro-campanelli_c8cd28da-26f8-11e1-853d-c141a33e4620.shtml?fr=box_primopiano

Il mondo è il tempio sacro della Religione Pagana. Ognuno di noi corre verso la morte, ma il mondo permane in un continuo rinnovamento perché gli Dèi nascono, si sviluppano e si trasformano in continue rinascite fino alla fine dei mutamenti dell’universo.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

18 dicembre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 15 ottobre 2009

Il Bosco Sacro, la Federazione Pagana e i quotidiani Il Mattino di Padova e La Nuova Venezia.


Il giornale La Nuova Venezia e il giornale Il Mattino di Padova parlano del Bosco Sacro e della Federazione Pagana oggi, 15 ottobre 2009.
L’Altare Pagano è stato da poco accatastato come “Luogo di culto” e da molti anni a Jesolo il Bosco Sacro è considerato parte del territorio.
Oggi i giornali de La Nuova Venezia e Il Mattino di Padova, hanno tenuto, e questo va apprezzato, distinguere la Federazione Pagana e le sue attività religiose da strani movimenti e voci di attività occulte, non propriamente documentate e non propriamente edificanti, che girano nella zona di S. Donà e di Jesolo.
Il luogo di culto della Religione Pagana è ben individuato a Jesolo con grandi cartelli gialli che informano sulla sacralità del luogo.
Questo è l’articolo di La Nuova Venezia e del Mattino di Padova 15.10.2009:

Un ettaro di terra in via Ca' Gamba per i rituali della
Federazione Pagana durante equinozi e solstizi
Un bosco sacro per onorare gli dei della natura


JESOLO. Non sono maghi o streghe, ma credono negli dei. Tutti gli dei della natura che celebrano con precisi rituali, solitamente coincidenti con equinozi e solstizi. La Federazione Pagana ha una sede riconosciuta a Jesolo Lido (e un sito internet nazionale), addirittura un «bosco sacro» presso la settima trasversale di via Ca' Gamba dove abita Franco Santin, cittadino jesolano, il quale ha messo a disposizione della federazione un intero ettaro di bosco nell'immediato entroterra del lido.Il presidente della federazione, Claudio Simeoni, di Mestre, ha più volte celebrato i rituali nel bosco sacro (nella foto), accendendo fuochi e pregando gli dei. Persona di cultura, moderato e riflessivo, Simeoni ha spiegato che la venerazione degli dei precede nei secoli quella in un solo dio. Ha raccontano le persecuzioni nei confronti dei pagani, spiegando che gli dei sono molto legati alla natura che ci circonda.Alcuni anni fa la storia del bosco sacro era stata diffusa pubblicamente dalla stessa Federazione, stanca dei sussurri, le mezze voci e i pettegolezzi sulla presenza a Jesolo di maghi e streghe. Nulla da nascondere, tutto alla luce del sole, o della luna. Avevano accettato anche di essere intervistati e fotografati direttamente nel bosco sacro, popolato di galline ed esteso in mezzo a tanto verde.Passeggiando nella radura avevamo scoperto che questi pagani erano persone assolutamente normali. Professionisti, impiegati, operai, tutti con le loro famiglie al seguito, bambini compresi intenti a giocare come se nulla fosse. Non adoravano o pregavano un unico dio, ma tanti dei della natura.E la Federazione aveva fatto solo una richiesta: poter pregare e celebrare i propri rituali in pace rispettando le altre religioni per essere a loro volta rispettati. Poi erano scomparsi, apparentemente nel nulla, tanto che oggi del bosco sacro non parla più nessuno. (g. ca.)

Per noi è importante essere riusciti a far comprendere che la Religione Pagana è un’entità fattiva della società civile e non qualche cosa che deve essere nascosto ed occulto. Riuscire a convincere i Pagani a rivendicare pubblicamente il loro essere persone religiose e persone sociali.
I riti religiosi che celebriamo nel Bosco Sacro ormai continuano da 10 anni e sono diventati parte delle abitudini degli abitanti della zona.
E’ in questo modo che si costruisce una religione, non separando le persone dalla società civile.

15 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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sabato 6 giugno 2009

La tradizione del Bosco Sacro: il bosco di Ferentina e della Lega Latina.


Per quanto riguarda le antiche tradizioni del Bosco Sacro, un caso particolare riguarda il Bosco Sacro dedicato a Ferentina la divinità che coagulò la Lega Latina contro Roma. La ricerca di tale Bosco Sacro è sempre in atto e gli studiosi fanno varie ipotesi senza, tuttavia, scartare il fatto che la tradizione del Bosco Sacro sia una tradizione propria di Roma e dei Latini.
Sono stati individuati vari Boschi Sacri, dedicati a Diana, Giove, Giunone. Quello che presento è una ricerca dell’ubicazione del Bosco Sacro di Ferentina tratta da “Les Bois Sacrés – Actes du Colloque international du Centre Jean Bérard” edizione 1993



Il bosco di Ferentina sotto il monte Albano


Una serie di undici testimonianze tratta, almeno sommariamente, di questo luogo sacro alla oscura divinità di Ferentina; le fonti parlano di un lucus, di un caput aquae o di un Pherentinon dove si svolgevano riunioni dei popoli Latini. Mi è stato possibile giungere ad una identificazione della zona più soddisfacente di quelle, proposte finora grazie ad un riesame delle indicazioni delle fonti ed alla valorizzazione del rapporto tra il mito etiologico di Turno Erdonio ed il toponimo (antico ma conservatosi ancora in età medievale e moderna) di lacus Turni / Laghetto di Turno. Questo si trovava sotto Castel Savelli, sotto il mons Albanus, in una zona contornata dalla via Appia, dalla via Anziate e dalla via che univa Lavinio al santuario di Iuppiter Latiaris, passando per un altro luogo sacro, la Zolforata. L’interesse archeologico dell’area è stato confermato dal rinvenimento di una terracotta architettonica. La collocazione nella zona di Aricia sembra stabilita con sicurezza, mentre si può discutere su cosa fosse esattamente il caput aquae, sorgente o invece sbocco di emissario di laghi. L’ importanza di questo lucus sta nel fatto che esso sembra un vero suntuario federale, sede regolare di riunioni dei Latini, sia per le assemblee federali (concilia populorum Latinorum) che come luogo di raduno delle truppe della lega (Liv., 1, 52). Inoltre, almeno stando ad un passo dell’ antiquario romano Cincia, questo carattere di sede delle riunioni federali sarebbe durato dalla distruzione di Alba Longa fino al 338 a.c. I punti da ribadire sono la centralità del sito indicato rispetto ai maggiori luoghi sacri dei Latini, connessi con Alba e Lavinio, e la sua posizione topograflca presso Aricia, città che quindi da un lato poteva far riferimento al santuario di Diana Nemorense e dall’altro a questo di Ferentina.

Dall’articolo di Carmine Ampolo “Boschi sacri e culti federali: l’esempio del Lazio”


Il concetto che i luoghi di culto, pur rappresentati dai Templi, fossero, in realtà Luoghi Sacri aperti è un concetto di difficile assimilazione in ambiente monoteista. Il monoteista, il cristiano, non è aperto al mondo, ma è chiuso in sé stesso nella relazione patologica col suo dio padrone di cui, egli, è il vicario.
Riuscire a comprendere che i Pagani sono aperti al mondo, vivono nel mondo, agiscono nel mondo in base a sé stessi e alle proprie pulsioni, agli occhi del monoteista, del cristiano, diventa diabolico. Per il cristiano è diabolico e demoniaco tutto ciò che non rinchiude l’uomo nella relazione col suo dio padrone. Per il cristiano è diabolico tutto ciò che libera l’uomo dai legami della costrizione e della sottomissione.
Così per il cristiano è impossibile il mondo come LUOGO SACRO IN CUI SI SVOLGE LA SUA VITA CHE, PROPRIO PER QUESTO, ASSUME IL VALORE SACRO.
Solo la patologia psichiatrica della sottomissione al dio padrone, fatta di timore e terrore, redime il cristiano davanti al suo padrone.
Solo il coraggio con cui affrontare i grandi spazi della vita e la sua molteplicità, come il bosco nella sua rappresentazione della vita, da valore e importanza alla vita del Pagano Politeista.

06 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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domenica 21 settembre 2008

La Regione Veneto SFREGIA un luogo di Culto di una Religione.

Il giorno 20 settembre, giorno precedente all'apertura della caccia ho prodotto e caricato questo filmato che purtroppo riconosce la persveranza della regione Veneto:
La Regione Veneto http://it.youtube.com/watch?v=ws5xuDWVtLY
La Regione Veneto SFREGIA un luogo di Culto di una Religione. ...
Ciao
Franco Santin

sabato 21 giugno 2008

Solstizio d'Estate; Pagani e Celti!

Ricordo che la celebrazione del Solstizio d’Estate la terremo sabato 28 giugno 2008 presso il Bosco Sacro di Jesolo – Venezia. Chi arriva ricordi che Jesolo è una città balneare. Partire presto è utile anche per dare una mano a preparare l’altare per la celebrazione. Ultima ora per arrivare le 18.30. Ricordo che l’accensione del fuoco avverrà al tramonto che è vicino alle ore 21.00 e che usiamo, sempre che il tempo lo consenta, trascorrere la serata mangiando sul luogo di culto, presso il Bosco Sacro una volta terminato il rito. Si invita tutti a portare qualche cosa.

Ormai le celebrazioni del Solstizio avvengono un po’ dovunque, dall’Inghilterra alla Grecia, dall’Italia alla Francia, dalla Germani alla Lettonia. Ogni gruppo in Italia ha il suo Rito e il suo modo per celebrarlo.

Ieri, in un piccolo festival Celtico hanno preso la parola Ilaria e Anna dell’Associazione Culturale di ispirazione Celtica “Terre di Meraviglia”. Hanno suonato alcune musiche con l’arpa e il tamburo e hanno tenuto un conferenza. Ho filmato il tutto e in questo momento lo sto preparando per mandarlo in onda sulla Televisione pagana lunedì alle ore 21.00. Per una ventina di minuti hanno parlato anche Francesco e Silvano se riesco a preparare il filmato lo mando in cosa.
Intanto, su YouTube ho caricato la primissima parte dell’intero filmato (poco meno di cinque minuti).
Lo trovate all’indirizzo:

http://it.youtube.com/watch?v=H0-885Nzu_0

Il titolo della Conferenza è: “Introduzione alle tradizioni locali del Solstizio d’Estate”

Ora che ho finito questo video, cerco di preparare quelle poche battute (il modus operandi Italiano non è rispettoso degli orari e spesso le cose che si intraprendono sono in sofferenza, proprio per questo).
Intanto sto raccogliendo il materiale per mappare tutte le zone archeologiche del Veneto e sto preparando altri lavori fra i quali, l’introduzione del culto di Esculapio in Italia con particolare riferimento alla devozione nel Veneto che venne a sovrapporsi alle divinità dei Veneti.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 10 giugno 2008

Il rito religioso del Solstizio d'Estate e il Bosco Sacro in Jesolo-Venezia

Ho preparato un filmato incentrato su Jesolo in occasione del prossimo Solstizio d'Estate che terremo a Jesolo il giorno 28 giugno 2008 con le modalità degli anni scorsi.
Si tratta di un filmato che continua il discorso sugli Dèi manifestati dagli oggetti del mondo e che possiamo incontrare mediante le nostre azioni e le nostre emozioni.
-
Si tratta di scorgere gli Dèi nelle attività, anche in una località di mare e di vacanza come Jesolo in cui traccie di insediamenti antichi (un tempio a Ercole) tutt'ora sono presenti.
Mare, Bosco Sacro, bagnati, costituiscono un insieme nel quale si scorgono gli antichi Dèi del mondo e se si guarda il filmato attentamente si scopre anche come e perché gli Antichi raffiguravano gli Dèi in quel modo.
In qual modo li vogliamo raffigurare noi?
E sia chiaro, che per un'opera così importante, non abbiamo ricevuto un solo Euro dal Comune di Jesolo e nemmeno dalla Pro Loco.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprensita Stregone
Guardiano dell'Anticristo

mercoledì 30 gennaio 2008

Radio Pagana, 2008 gennaio 30. La possessione nel Paganesimo e l'interpretazione cristiana. [38'25", 18 MB]

L'idea di possessione nasce dal concetto Pagano, originato nel Mito, secondo cui gli Esseri della Natura manifestano il crogiolo di DEI di cui sono fatti.Usato il testo di Roberto Calasso, La Follia che viene dalle Ninfe, come se gli Esseri della Natura, i luoghi, gli alberi, i Boschi, non fossero altrettante Ninfe.
http://www.stregoneriapagana.it/trasmissioni_radiofoniche/20080126_possessione_divino.mp3

lunedì 24 dicembre 2007

La Federazione Pagana e la società civile!

Scrive la Nuova Venezia del 24 dicembre 2007 nelle pagine di Jesolo in relazione alla sentenza del TAR Veneto e dei riti Pagani Politeisti:


Jesolo. La Federazione Pagana vince in tribunale
“Bosco Sacro”, il Tar dice stop ai cacciatori

Jesolo. Vittoria al Tar, i cacciatori non potranno più varcare la soglia del Bosco Sacro lungo la settima strada laterale in Via Ca’ Gamba al Lido di Jesolo. La Federazione Pagana del pontefice [---] Claudio Simeoni ha ottenuto dal Tribunale Amministrativo del veneto il diritto di non vedere più il Bosco sacro, del tutto equiparabile al terreno di una chiesa, oltraggiato dalle doppiette nel periodo di caccia
La Provincia aveva già riconosciuto questo diritto, ma a quanto pare non la Regione contro la quale è stato presentato ricorso al Tar. Il pontefice [...] Simeoni a capo di una federazione che riunisce adepti degli Dèi della Natura, si prepara a celebrare la cerimonia del Sol Invictus con questa bella notizia. “E’ l’invito al Sole - spiega il pontefice – di cui si è appropriata anche la religione cristiana. Il 25 dicembre secondo il calendario antico dei romani era il giorno più breve, quando il Sole rinasceva. Questo secondo la religione misterica dei mitriani molto diffusa tra i soldati romani. Gesù è stato quindi identificato con il Sole”.
“Per noi un momento di grande festa, - conclude con un augurio “pagano” – con particolari rituali che qust’anno celebriamo sapendo che non troveremo più dei cacciatori che vengono a cacciare nel nostro Bosco Sacro, che è un luogo da rispettare come si farebbe per una chiesa”.

Vedi:
http://it.youtube.com/watch?v=DqfnSvBsOGc

Si tratta di un breve articolo, ma che ha il pregio, comunque, di dare comunicazione ulteriore del luogo di culto e della sua collocazione giuridica rispetto all’insieme comunale.
Si tratta di un passo ulteriore che impedisce ai cattolici di criminalizzare chi non è della loro religione e diffamarlo per i loro scopi.
Essere conosciuti non significa desiderare di essere famosi, ma significa essere nelle condizioni affinché altri non dicano di te ciò che loro vogliono con intenti persecutori e criminali.
In questo e per questo consiste il riconoscimento della Federazione pagana come associazione religiosa.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo

giovedì 20 dicembre 2007

Radio Pagana, 2007 dicembre 20. Il Bosco Sacro di Jesolo cronaca, storia e Sentenza TAR del Veneto. [44'52", 21 MB]

Storia e vicende del riconoscimento del Luogo di Culto della Religione Pagana Politeista ad opera della Federazione Pagana. Come una Religione cerca di essere riconosciuta per non essere criminalizzata dalla chiesa cattolica e dai cristiani. Sono citate le pagine linkate in: http://www.federazionepagana.it/boscosacro.html http://www.federazionepagana.com/radiopagana/200712201_boscosacro.mp3

martedì 18 dicembre 2007

Filmato sul TAR Veneto e il Bosco Sacro

Abbiamo preparato un piccolo filmato relativo al Bosco Sacro di Jesolo - Venezia proprio in relazione alla sentenza del Tar del Veneto con alcune considerazioni.
Il filmato è nel canale video stregoneriapagana e si raggiunge direttamente all'indirizzo:
Vi ricordo che il canale dei film di You Tube viene caricato e arricchito ogni volta che è possibile e in questo momento, solo il canale stregoneriapagana contiene 29 filmati, più o meno lunghi, di argomenti legati al Paganesimo Politeista e alla Stregoneria che potete raggiungere all'indirizzo:
Circa tre ore di filmati Pagani Politeisti.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprensita Stregone
Guardiano dell'Anticristo