giovedì 17 dicembre 2009

Discutere di religione Pagana con dei cattolici che si spacciano per atei: una lezione di Paganesimo Politeista

A volte cedo all’invito di qualcuno di partecipare a qualche “gruppo di discussione”.
In questo caso si trattava di un gruppo di persone che si definivano atee che desideravano confrontarsi con i cristiani su Facebook.
La mia convinzione è che non esistono atei che discutono di religione, ma cristiani travestiti da atei che pretendono di imporre il cristianesimo chiamandolo con un diverso nome.
Dopo un po’ mi sento preso in giro e dopo un paio di giorni che non si risponde ai miei post, preferisco lasciarli alle loro discussioni e andarmene via.
Nella cascata di messaggi elimino il nome e cognome con cui costoro si presentano, lascio, per indicazione le iniziali.
Si tratta di due discussioni, una iniziata da me e una a seguito di tale M. G.
Le due discussioni le separo con un’immagine:

Prima cascata di messaggi.

Ho scritto per far partire la discussione:

Non ho mai avuto molta considerazione per atei, anticlericali o agnostici. Li ho sempre considerati dei cattolici sofferenti: il dio che leggono non coincide con l'immagine di dio che proiettano nel mondo. Personaggi che disprezzano la vita, senza passioni e incapaci di aprirsi al futuro, sia personale che emotivo e sociale. Come i cristiani non sono capaci di incontrare il divino negli oggetti del mondo, né di cogliere il divino negli esseri della Natura di cui l’uomo è parte. Persone che leggono la bibbia e i vangeli, non per individuare ciò che non va nella vita, ma per fornire nuove interpretazioni con cui sostenere le attività del dio padrone. Persone che non sono capaci di condannare il dio padrone per delitti (veri o millantati che siano), ma devono negarne l’esistenza per assolverlo e lasciare i delitti impuniti.
Renzo dice: per confrontarsi! Ma, sarà!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo


R. S.
Da un'altra parte ho scritto che ritengo opportuno comportarsi bene perché è giusto, non in vista di un premio o nel timore di un castigo.Ateo mi sembra riduttivo, non ritengo di dover contestare credenze e superstizioni di altri: semplicemente trovo 'infondata' la spiegazione che attribuisce l'esistente alla volontà di un essere superiore. (Inventato.)


G. V
Claudio....guardando le cose da una prospettiva diversa, si potrebbe considerare i credenti come "atei mancati", o meglio "non credenti in nuce", vista la natura riduttiva del termine "ateo" come bene indica Renzo.Per di più, mi sembra un po’ eccessivo dire che gli atei (o comunque li si voglia chiamare) disprezzano la vita, non hanno passioni e sono incapaci di aprirsi al futuro: mi sembrano siano tutte qualità che ben si adattano al profilo del credente, cattolico in particolare.
E poi che cosa vuol dire “incapaci di condannare il dio padrone”?
Se “al dio padrone non ci credo”, non posso condannarlo.
Condanno, piuttosto, chi si spaccia per suo rappresentante in terra...


RISPONDO a R:
Le emozioni dell'uomo, come di ogni Essere Vivente della Natura, determinano la propria concezione di DIVINO o di DIVINTA'. Possiamo considerare il mondo in cui viviamo proprietà di un soggetto esterno al mondo, il dio padrone e creatore che determina il dovere e la morale; oppure, possiamo considerare il mondo in cui viviamo come divino in sé e per sé divenuto per caratteristiche proprie. In questo secondo caso il DIVINO è nel mondo, negli infiniti soggetti che compongono la natura, nelle infinite azioni che cercano gli equilibri. Il mondo non è materia muta, è energia in continua trasformazione attraverso relazioni fra soggetti che usano la propria energia mediante la loro volontà, la loro intelligenza, i loro sentimenti e le loro strategie d'esistenza.
Possiamo considerare tutto questo crogiolo di vita muto, e rifugiarci nell'illusione della ragione (che non avevano quando eravamo una singola cellula, un piccolo verme o un piccolo topo) oppure, possiamo vivere con intensità e passione la nostra vita perché ogni gesto che facciamo, ogni nostra scelta, esprime emozioni e passioni con cui ci leghiamo a passioni ed emozioni di ogni soggetto che dal mondo giunge a noi: da questo nasce il MITO prima della filosofia. Dal mito nasce il concetto che "SIAMO CIRCONDATI DA UN NUMERO INFINITO DI DEI" che ci chiedono di giocare e non di separarci dalla vita. Ognuno di noi è un CROGIOLO DI DEI o, se preferite, un CROGIOLO DI PASSIONI, che cercano le rispettiva passioni o i rispettivi Dèi nel mondo.
Quando ciò non avviene nasce la malattia psichiatrica da delirio di onnipotenza con identificazione soggettiva in un dio padrone che, in quanto prodotto della malattia mentale da dipendenza, angoscia, terrore, delirio, nevrosi, depressione ecc. non esiste se non nel desiderio malato dei singoli.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo



G.V.
Prendo atto delle tue dichiarazioni, ma se tu volessi anche rispondere alle osservazioni che abbiamo posto poc'anzi...


RISPONDO:

X G. V.



A volte è necessario metterci d'accordo.
Tu dici:
"guardando le cose da una prospettiva diversa, si potrebbe considerare i credenti come "atei mancati", o meglio "non credenti in nuce", vista la natura riduttiva del termine "ateo" come bene indica R."

Questo potrebbe essere se gli atei avessero elaborato un sistema di pensiero capace di intervenire o di veicolare le pulsioni emotive dell'uomo. L'unica scienza che agisce sulla struttura emotiva dell'uomo, capace di condizionare il suo "abitare il mondo" o la sua "interpretazione del mondo", sono solo le religioni. L'ateismo nega l'oggetto di riferimento della religione, in questo caso cattolica, ma non la sua azione nella manipolazione emotiva degli individui (che non sono creati ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino, ma crescono adattandosi soggettivamente alle variabili oggettive che incontrano) fin quando sono ancora nella pancia della madre. Già Celso dimostrò come il cristianesimo fosse infantilismo superstizioso.
Il “credente”, come dici tu, può negare il suo dio, ma non la manipolazione mentale subita: cioè, sono sempre cristiani. Un esempio sono i vari “mangiapreti” che si convertono quando sono vecchi o vicino alla morte.
Tu dici:

"Per di più, mi sembra un po' eccessivo dire che gli atei (o comunque li si voglia chiamare) disprezzano la vita, non hanno passioni e sono incapaci di aprirsi al futuro: mi sembra siano tutte qualità che ben si adattano al profilo del credente, cattolico in particolare."

Qui la cosa va precisata. Ogni persona si ritiene il meglio che potrebbe essere e non ha torto. Ciò che ella sente e ciò che ella percepisce; è il suo assoluto. Dire, pertanto a qualcuno: “Tu non...” suona quasi sempre come offesa alle orecchie dell’altro. Ma io non intendevo questo. Quando l’attenzione del divino, di una persona, è legata ad un trascendente esterno alla vita, organizza i propri comportamenti in base a quell’idea. Quando i suoi comportamenti, organizzati in riferimento a quell’idea permangono anche quando l’idea del trascendente viene negata, di fatto, quella persona, mantiene sempre l’idea creazionista con la quale guarda alla vita e al mondo. Il moribondo mangiapreti che ritorna all’ovile in punto di morte, non ha mai pensato alla vita in una forma diversa da quella “creata ad immagine e somiglianza...”. L’educazione cristiana e la morale cristiana vengono riproposte anche quando si nega il dio della chiesa cattolica.

Tu dici:
“E poi che cosa vuol dire “incapaci di condannare il dio padrone”?
Se “al dio padrone non ci credo”, non poso condannarlo”
Si tratta di un vecchio discorso il cui meccanismo emotivo e religioso gli atei non hanno mai compreso.
Cercherò di spiegarmi. Non esiste nessuna persona che in Italia si chiami “Costituzione della Repubblica Italiana”. Esattamente come non è mai esistito uno che si chiami dio della bibbia o Gesù di Nazareth.
Detto questo, non è possibile che in Italia sia fatta una legge che non sia conforme alla Costituzione della Repubblica Italiana, esattamente come non è mai stata fatta una legge morale, prima del 1948, che non sia conforme alle indicazioni del dio della bibbia o del Gesù di Nazareth.
La Costituzione della Repubblica, come il dio della bibbia o il Gesù di Nazareth, esistono solo in quanto sono delle norme, delle storie da imitare e alle quali piegare gli uomini.
Fintanto che non processerai il dio della bibbia o il Gesù di Nazareth secondo le leggi della Costituzione della Repubblica, ci sarà sempre qualcuno che sostituirà alle norme della Costituzione le norme e le leggi del dio dei cristiani, i suoi ordini e i suoi esempi o del Gesù di Nazareth che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui.
Se le storie del dio della bibbia e del Gesù di Nazareth non vengono sottoposte a processo, ci sarà sempre il prete che stupra il bambino perché, come Gesù, si ritiene al di sopra e al di fuori della legge. Ci sarà sempre chi propone il Lodo Alfano per sottrarre qualcuno all’uguaglianza.
Il vero problema è che una religione veicola le emozioni delle persone fin da quando sono piccolissime e questa modificazione può essere modificata solo da un’altra religione che a principi di morte sostituisca principi di vita.
L’ateo non condannerà mai il dio padrone dei cristiani perché lui non è in grado di farlo. Può condannare le gerarchie della chiesa cattolica, ma non il dio padrone. E questo perché ogni forma di dio che pensa (e che nega) è descrizione del proprio desiderio educazionalmente imposto e se lui processasse il dio della bibbia, processerebbe sé stesso.
L’idea di dio del cristiano è retta dal dio della bibbia e dal Gesù di Nazareth; ma il dio che il cristiano pensa è IL SE STESSO ONNIPOTENTE E ASSOLUTO.
E’ più facile spogliare nudo un cristiano in pubblico che mettere in discussione la struttura emotiva del cristiano che non può vivere senza pensare a sé stesso come un assoluto: piuttosto ti brucia vivo. Provare per credere.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo



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Seconda cascata di messaggi:

Afferma G. M.

Vedo che è molto difficile rimanere in argomento. Molti interventi sono dichiarazioni o difese o obbiezioni ad ateismo, agnosticismo o anticlericalismo. Il tema invece sarebbe la qualità della conoscenza del cristianesimo, sia nella sua forma attuale sia nelle sue fasi storiche, da parte di chi si dichiara credente (ma anche dei non credenti che vi si oppongono).
Per essere un po’ più propositivo consiglio due libri di Gerd Theisse (Teologo protestante, molto equilibrato):
- “Il nuovo testamento”, Carocci: breve ma dà un quadro piuttosto preciso di quello che si sa sulla storia, la stesura e la formazione dei vangeli ed egli altri testi base; leggibile anche in treno:)
- “Il Gesù storico. Un manuale”, Queriniana: è esattamente quello che dice di essere: un manuale completissimo, con tutti i riferimenti bibliografici commentati, su tutto ciò che riguarda Gesù; decisamente più “pesante” anche fisicamente. anche dei non credenti che vi si oppongono).


RISPONDO:
Non troverai nessun cristiano che argomenta di cristianesimo. Il cristianesimo è FEDE, che si esprime acriticamente. La FEDE si accetta. Alla FEDE ci si sottomette. La fede è pura espressione di patologia psichiatrica da dipendenza emotiva che viene giustificata mediante un atto di fede. Nessun cristiano dimostrerà mai l'esistenza del suo dio (in 2000 anni non è mai stato fatto) come non dimostrerà l'esistenza di Gesù (che significa "colui che guarisce") o di Mosè. Sono dei falsi, inventati per gestire la sottomissione di un gregge, più legati ad intossicazioni da oppiacei che non a realtà storiche (anche se qua e là si ritrovano culti e credenze precristiane e le gesta di qualche personaggio storico più o meno esistito, come la nascita di Annibale da madre vergine ad opera della luce di un dio; o Giasone, stessa radice di Gesù, e i suoi miracoli con il Vello d'Oro, o la discesa degli inferi di Orfeo, o la pasqua cristiana sul modello della rinascita di Adone nel culto di Cibele).Il cristianesimo è solo "ideologia della sottomissione" capace di agire sulle emozioni infantili ed imprimere un imprinting tale da perdurare per tutta la vita.Religione significa legame; legame emotivo!Gli uomini sono sempre RELIGIOSI!possono solo scegliere fra la religione di sottomissione, quella che impone la verità; e la religione di libertà. Possono scegliere se legarsi ad un dio padrone o alla vita.
Le religioni sono costruite dagli uomini, ma non tutti gli uomini hanno coraggio sufficiente per manipolare le proprie emozioni e varcare le barriere dello sconosciuto che ci circonda. Sono educati ad essere paurosi e preferiscono fuggire davanti all’ignoto anziché fare come Ulisse e governare la loro barca nelle acque pericolose della vita
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo


M. G.
E infatti non si tratta di argomentare pro o contro il Cristianesimo, ma di conoscerne dogmi, credenze e storia. Uno poi crede quello che vuole.

M. G.
@Claudio: Prima di argomentare bisogna conoscere alcuni fatti basilari, altrimenti il confronto si basa sul nulla. Che solo due vangeli su quattro parlino della nascita di Cristo e che non dicano le stesse cose sono FATTI che vanno conosciuti prima di intavolare qualsiasi discussione al riguardo.Il tema di questo gruppo riguarda il grado di ignoranza di fatti come questi da parte di credenti o non credenti.
Ma “se mi sbaglio mi corrigerete”:)ignoranza di fatti come questi da parte di credenti e non credenti. Ma "se mi sbaglio mi corrigerete" :)



RISPONDO:
OK. Gianni. Quello che dici sembra razionale, ma che differenza c'è fra "conoscere un fatto" e "argomentare" di un fatto?

Non esiste "l'oggettività di un fatto storico", ma esiste "l'opinione di un fatto storico". Se io e te vivessimo un evento e questo evento lo raccontassimo ad una parte terza, la realtà dell'evento non sarebbe ciò che l'evento è, ma come noi abbiamo vissuto l'evento e le necessità emotive che abbiamo cercato nell'evento. Sarebbe solo un argomentare sull'evento e non un discutere dell'evento.
Questo vale anche per i vangeli: non esistono dei fatti dei quali cercare una verità storica. Non è mai esistito un Gesù e i vangeli furono scritti per controllare il gregge, o se preferisci, la piccola setta, dei singoli evangelisti. Pertanto sono scritti partendo dalle esigenze, dalla capacità di argomentare, di ogni singolo evangelista, in base alle sue esigenze di controllo. Che poi abbiano copiato la crocifissione dalla crocifissione di Ermia, la nascita miracolosa da Annibale, la discesa agli inferi di Orfeo, la resurrezione da Adone e Cibele, non è un FATTO, ma un'opinione confermata da argomentazioni. Se poi, invece di aver copiato la resurrezione da Adone sono state copiate quelle di Asclepio, e il viaggio agli inferi, quello di Ercole, poco importa.
Quello che noi abbiamo, oggi come oggi, sono i vangeli. I quattro vangeli dai quali la chiesa cattolica fa scaturire la REALTA' del suo Gesù. Sono scritti, nero su bianco. Hanno sia un senso ideologico, E SONO LA REALTA' OGGETTIVA DELLA MANIFESTAZIONE ATTUALE DI GESU' NEL MOMENTO PRESENTE!
Questa realtà oggettiva nel momento presente è l'unica "parvenza" di realtà sulla quale possiamo argomentare: quali sono gli effetti? Ora, sui bambini e sugli adulti?
Quali sono gli effetti sulla crescita?
Che cosa significano i "comandamenti"?
Che cosa significa socialmente, sbattere la polvere dai sandali o distruggere il fico?
Cosa significa: "Non ammazzare"? Cosa dignifica "Io sono il signore dio tuo non avrai altro dio fuori di me"?


http://www.stregoneriapagana.it/bibbiaprimocomandamento.html

E si può fare solo attraverso le argomentazioni!
I fatti esistono solo nella forma di opinioni. Opinioni che la propaganda vuole trasformare in fatti, come la bufala della scoperta dell’urna di “Giacomo fratello di Gesù” che hanno finto di scoprire qualche anno fa.
Argomentare è la cosa più difficile che ci sia perché richiede che le persone si espongano in prima persona e non si nascondano dietro ad un “autoritas” di un qualche libro che le confermi; ma che sappiano fagocitare, digerire e vomitare la cultura del tempo in cui vivono.
E questo è un atto di Stregoneria!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
---fine---

17 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it



venerdì 27 novembre 2009

Sonno-sogno e le trasformazioni in Stregoneria: o ti trasformi per vivere o ti trasformi per morire.


Sonno-sogno sono i terreni della crescita e della trasformazione dell’individuo. Fin da quando sta in pancia della madre; fin da quando, appena nato, passa più ore a dormire che non a star sveglio. Il sonno-sogno come terreno di crescita della struttura psico-emotiva dell’individuo che si fissa nella struttura fisica modificandola per sopportare i fenomeni del mondo e le risposte soggettive.
Da sempre era conosciuta la capacità di fissare i ricordi e la specializzazione soggettiva nell’ambito culturale quotidiano attraverso il momento del sonno. Nel sonno le emozioni, per fissarsi, passano attraverso un’elaborazione “sensitiva” che ha, nelle immagini del sogno, una sua espressione.
Da sempre la Stregoneria usa il sogno come terreno di esercizio e crescita del corpo luminoso. Da sempre i superstiziosi attribuiscono al sogno una relazione con il loro divino o con mondi “astrali”.
Quando nel sonno la nostra coscienza si disintegra, è pronta per riaggregarsi in un diverso modello adattandosi alle sollecitazioni ricevute durante il giorno. E sono le sollecitazioni ricevute durante il giorno, l’oggetto dell’esperimento che viene illustrato in questo articolo.
Se anziché vivere in un ambiente urbano, vivessimo in un ambiente rurale, il nostro cervello, la nostra memoria, la nostra capacità di attenzione e gli oggetti che portiamo all’attenzione, si organizzerebbero e si ristrutturerebbero in maniera diversa. Come per le cavie di questo esperimento. La ristrutturazione si fissa come riorganizzazione dei ricordi mediante il rafforzamento di collegamenti neuronali che allo spettatore appaiono come un uso diverso dell’attenzione e dell’apprendimento.
Riporto l’articolo:



RICERCA
Noi dormiamo, il cervello noe il sonno aiuta la memoria
Durante il riposo si consolida quel che abbiamo imparato.
E' la tesi di una ricerca pubblicata da "Science",
che può migliorare i metodi dell'apprendimento.
di PAM BELLUCK


La scienza non ha mai dato molto credito alle affermazioni secondo cui per apprendere il francese o il cinese è sufficiente ascoltare una lezione su cd mentre si dorme. Secondo la maggior parte degli scienziati, se mai apprendimento dovesse esserci, la lezione di lingue probabilmente sveglierebbe colui che dorme, senza però far penetrare verbi e vocaboli in una mente profondamente addormentata. Un nuovo studio, però, incentrato su un metodo diverso di ascolto durante il sonno, permette di comprendere meglio in che modo funzioni un cervello addormentato. Gli scienziati della Northwestern University hanno reso noto che trasmettere alcuni suoni specifici mentre si dorme è servito ad alcune persone che si sono sottoposte all'esperimento a ricordare meglio ciò che avevano studiato prima di addormentarsi, al punto che la memoria di tutti loro è risultata notevolmente migliorata. La rivista Science ha pubblicato un articolo sullo studio nel corso del quale i ricercatori hanno insegnato ad alcuni soggetti a collocare una cinquantina di immagini al loro posto giusto su uno schermo. Ogni immagine era accompagnata da un suono particolare, per esempio un miagolio per l'immagine del gatto e un turbinio di pale per quella di un elicottero. Dodici soggetti hanno quindi fatto un sonnellino, durante il quale 25 dei suoni ascoltati in precedenza sono stati trasmessi insieme al rumore bianco. Quando si sono svegliati nessuno di loro si è reso conto di essere stato sottoposto a un simile concerto di suoni. Nondimeno, quasi tutti hanno ricordato con maggiore precisione la disposizione sul computer delle immagini i cui suoni erano stati ritrasmessi mentre dormivano, mentre hanno incontrato qualche difficoltà in più per le restanti 25 immagini. "Siamo stati in grado di rievocare nelle persone informazioni specifiche su quello che avevano appreso", ha detto Ken A. Paller, neuroscienziato cognitivo della Northwestern, coautore dello studio. "L'idea è che durante il sonno il processo di consolidamento delle informazioni apprese continui e sia anzi un buon metodo per rafforzare i ricordi. Abbiamo dimostrato che si possono acquisire informazioni anche dormendo grazie all'apparato acustico e che si può rafforzarne il ricordo tramite suoni specifici a ciascuna fase dell'apprendimento".

Questo studio avalla la teoria secondo la quale il sonno permette al cervello di analizzare e consolidare i ricordi. Non tutti gli esperti sono rimasti colpiti dall'esito di questa ricerca. Robert P. Vertes, professore di neuroscienze alla Florida Atlantic University, ha detto che i risultati hanno evidenziato "un effetto talmente secondario da non essere nemmeno significativo". Gli autori dello studio pensano che sicuramente varrà la pena proseguire questa ricerca, ma hanno altresì aggiunto che mentre era prevedibile che le persone sveglie avessero ricordi migliori grazie agli indizi sonori, lo studio è importante perché ha dimostrato che di fatto si potrebbe apprendere dormendo. I soggetti sottoposti alla ricerca hanno dormito per circa 90 minuti, un tempo sufficiente a sperimentare il sonno profondo o a onde corte, ma non il sonno Rem. Alcuni scienziati credono che nel sonno a onde corte il cervello rafforzi i ricordi fattuali, mentre nel sonno Rem il cervello selezioni e organizzi i ricordi. Gli autori dello studio e altri esperti affermano che il contributo principale della loro ricerca consiste nell'aver aiutato a comprendere il processo di formazione e di consolidamento dei ricordi, sintetizzato da Walker in questi termini: "Soprattutto una cosa: quanto è importante farsi otto buone ore di sonno".

© 2009, The New York Times

Traduzione Anna Bissanti

Il sognare come arte è proprio della Stregoneria. E’ proprio della costruzione del terreno in cui viene ad allenarsi il corpo luminoso che cresce dentro all’individuo. In questo terreno non si può solo sviluppare il corpo luminoso, ma anche la patologia psichiatrica che si presenta sotto forma di bisogni insoddisfatti, desideri repressi, sensi di colpa, allucinazioni, patologie nevrotiche o depressioni.
Noi concepiamo l’uomo come un “andare avanti” in una trasformazione ideale. Ma non è così. L’uomo, una volta nato, inizia a crescere adattandosi ad un ambiente che ne condiziona e determina le risposte. Quelle risposte vengono codificate e trasferite a livello emotivo e neuronale per specializzare, in quella direzione, le risposte dell’individuo. Ma non è solo crescita. E’ un adattamento e, come tale, una volta che l’ambiente non è più in grado di stimolare adeguatamente l’individuo e l’individuo non cerca stimoli, inizia a cortocircuitare su sé stesso. Si adatta al nulla; alla non stimolazione dalla quale, spesso, si separa con barriere emotive, anche di negazione dell’evidenza. Così, mente il sonno-sogno sedimenta l’apprendimento, quando l’apprendimento viene a mancare il sonno-sogno sedimenta la patologia. La patologia altro non è che un’illusione di desiderio sul quale l’individuo investe la propria carica emotiva. Per questo il sonno-sogno, anziché sedimentare l’individuo per adattarlo al mondo in cui vive, lo piega su sé stesso. Il conflitto, anziché essere fra il soggetto e il mondo, avviene dentro all’individuo che immagina il suo mondo e agisce in quel mondo psichico. Mettendolo in conflitto con forme patologiche.
O si vive o si muore: la Natura non lascia alternative ai suoi figli. Affrontare il quotidiano e sedimentare la propria capacità di trasformarci è l’unica garanzia per allontanare la patologia psichiatrica degenerativa. In altre parole: fin che continui a crescere, al di là dell’età, non invecchi. Quando cessi di crescere, inizi ad invecchiare e ti prepari a morire.

27 novembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì 25 novembre 2009

Cibo spazzatura e obesità come risposte fisiche al condizionamento mentale religioso nella prima infanzia


Il condizionamento educazionale non è limitato alla psiche delle persone, ma psiche, desideri e corpo, sono un tutt’uno attraverso il quale l’individuo abita il mondo. Così il bisogno di cibo, stimolato dal desiderio, ha il suo fondamento nella struttura psichica dell’individuo che interagisce con il corpo in quanto manifestazione del corpo. Gli stati depressivi, imposti nella primissima infanzia mediante stimoli che sollecitano nel bambino ansia e angosce, devono essere in qualche modo compensati dal corpo. La compensazione consiste nello sviluppo del desiderio vorace di “cibo spazzatura”, fritti, grassi e carboidrati, che quando non sono controllati trasformano l’individuo in un obeso. Il corpo dice: “Meglio obeso che incapace di vivere perché immerso nelle patologie psichiatriche di ansia ed angoscia!”
Così anche i risultati di questa ricerca ci dimostrano la concretezza e la realtà dei principi fondamentali della Religione Pagana. Quando gli individui non curano il futuro, loro, della loro società e della loro specie, costringono le generazioni a sforzi titanici per sopravvivere.
E’ la piaga dell’obesità che nei paesi industrializzati e nei paesi “nuovi ricchi” si diffonde come risposta al disprezzo che gli adulti hanno nei confronti dell’infanzia. Un disprezzo che dipende dall’educazione che hanno ricevuto, loro stessi e fin dalla prima infanzia, dall’ideologia del crocifisso.
Riporto l’articolo dall’Ansa:


La depressione si combatte con il cibo 'spazzatura'
Studio: grassi, zucchero e carboidrati aiutano a risanare le ferite dell'infanzia
25 novembre, 15:00


SYDNEY - Scienziati australiani hanno dimostrato che mangiare 'cibo spazzatura', ricco di grassi, zucchero e carboidrati, aiuta a risanare le ferite dell'infanzia.
Era già noto che questo tipo di cibo, detto appunto 'comfort food', dà un senso di benessere nei momenti di ansia e depressione, ma i ricercatori della Scuola di scienze mediche dell'università del Nuovo Galles del sud volevano osservare gli effetti sul cervello. Negli esperimenti su topi di laboratorio, l'equipe guidata dalla docente di farmacologia Margaret Morris ha diviso gli animali in due gruppi.
I topi del primo gruppo erano stati isolati dalle madri, per 3 ore al giorno nelle prime due settimane di vita, ed i loro livelli di ormoni dell'ansia e dello stress erano più elevati, mentre si riducevano i recettori di steroidi nella parte del cervello che controlla il comportamento. I livelli però si normalizzavano quando ve
nivano alimentati con dolci, biscotti e cibo fritto. Nei topi dell'altro gruppo invece non si è registrato alcun beneficio dalla dieta grassa e dolce.
Secondo Morris i risultati dello studio, pubblicato sulla rivista Psychoneuroendocrinology, sono significativi perché è noto come negli esseri umani i traumi e l'abbandono nell'infanzia contr
ibuiscano a disturbi psicosociali in età adulta. Il 'comfort food' - scrive - può invertire gli effetti dei traumi subiti in tenera età, ridisegnando la mappa cerebrale in una maniera simile agli antidepressivi, che promuovono le crescita dei nervi nel cervello.
Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2009/11/25/visualizza_new.html_1620470187.htmlalizza_new.html_1620470187.html25/visualizza_new.html_1620470187.html



L’abbandono non è solo l’abbandono della persona, ma è l’abbandono da parte della famiglia delle pulsioni che spingono verso il futuro dei ragazzi. Abbandono non solo come atto fisico, ma abbandono come atto psicologico di disattenzione nei confronti dei figli che, rispetto all’adulto, hanno tutti i diritti e nessun dovere!
Una disattenzione che porta la famiglia, sempre di educazione cristiana o monoteista, a considerare il bambino una bestia da allevare. Allevare davanti ad un televisore o allevare come un animale emarginato dalle scelte sociali e dalle scelte familiari: deve solo obbedire.
Mangiare grassi e carboidrati come compensazione alle disfunzioni prodotte dall’ansia e dall’angoscia educazionalmente imposte. Mangiarne in maniera ossessiva e compulsiva con la stessa violenza con cui le angosce sottomettono l’individuo. Mangiare in maniera smodata per non impazzire. Se non curiamo il futuro, il futuro cerca di sopravvivere comunque, ma non sempre è un buon futuro.
Molti problemi di obesità, e con essi le difficoltà di un adulto ad affrontare la sua vita, sono dovuti alla manipolazione mentale imposta dai cristiani: comprese le disfunzioni alimentari.

25 novembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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giovedì 5 novembre 2009

La Corte Europea per i diritti dell'Uomo e il terrore imposto ai cittadini.


Riuscire a comprendere che ieri era il giorno 04 novembre ed era l’anniversario della ratifica a Roma nel 1950 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali che sancirono la definitiva uscita dall’ideologia assolutista fascista, si comprende anche che le proteste contro la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo suonano come offese ad ogni singola persona dell’Unione.

Il crocifisso rappresenta i valori nazisti e fascisti in cui l’uomo è proprietà: di dio o dello stato. Rappresenta i valori attraverso i quali vennero violentati per centinaia di anni l’infanzia. Rappresentano i valori di odio contro cui ha combattuto per secoli l’Europa dal Rinascimento, all’illuminismo, fino alle Costituzioni moderne.

Il crocifisso rappresenta un atto di violenza contro i principi fondamentali, i valori morali, della Costituzione della Repubblica.

La pagina che ho fatto:

http://www.federazionepagana.it/europacrocifisso.html

tende a dimostrare come le polemiche che seguono la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non siano semplici opinioni, ma veri e propri atti di eversione e di terrore al fine di impedire agli individui la fruizione dei diritti Costituzionali che le Istituzioni nazionali dovrebbero garantire loro.
Non si tratta solo di togliere il crocifisso dalle aule scolastiche, ma di togliere la morale di morte e di sottomissione che i cristiani impongono ai ragazzi attraverso l’uso del crocifisso e iniziare, una buona volta, a fornire ai ragazzi quei principi morali e giuridici propri della Costituzione Italiana e della società civile.

05 novembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
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giovedì 22 ottobre 2009

Ancora sulle differenze fra Paganesimo e wicca: le pratiche della wicca estranee alla Religione Pagana.


Esiste una sostanziale differenza fra chi si chiama Pagano e chi si dichiara Wicca.
Quando si vanno a “tirare le somme” la differenza si chiama: CULTURA!
Cultura intesa come capacità dell’uomo di rappresentare sé stesso nel mondo che, attraverso il conoscere e il comprendere, svela e penetra. La wicca è un “movimento” più appetibile del Paganesimo da parte dei “giovani” sia perché la sua ideologia è elementare, sia perché poco si discosta dall’educazione cattolica che hanno ricevuto. La wicca non costringe le persone a impegnare le proprie emozioni e a modificare la loro descrizione del mondo, si limita ad alimentare la loro immaginazione e il loro desiderio. Per la wicca è il destino che guida le persone, non le loro scelte. Nell’immaginazione e nel desiderio il wicca, come il cristiano, tende a separarsi dal mondo rinchiudendosi in una dimensione personale in cui i problemi del mondo sono reali solo nella misura in cui lo toccano nel suo presente. E’ il suo presente, misurato attraverso la sua persona, la dimensione oggettiva del mondo wicca; come nel mondo cristiano. L’altro, per il wicca, esiste solo nella misura in cui è funzionale alla propria immaginazione. Per questo, il Paganesimo nella wicca, è uno strumento con cui giustificare l’immaginazione e non un sistema di relazione con gli altri, il mondo e la società.
Mentre il Pagano Politeista è aperto al mondo, il wicca riduce il mondo alla propria dimensione. Per il Pagano Politeista il mondo è “uno sconosciuto da esplorare”, per il wicca il mondo è la misura della propria personale immaginazione.
Nell’articolo viene apprezzata la sottolineatura dell’intervistatrice dell’estraneità di quesa wicca, con i suoi comportamenti, dalla Federazione Pagana.
E’ necessario partire da queste considerazioni per comprendere questo articolo del Tgcom elaborato sull’intervista di una wicca il 21.10.2009:


Le streghe son tornate!
In Italia una costola della Wicca

Riunire le "streghe" in nome della trasparenza. Nessun sabba, semmai un'associazione, la Wiccan Italian Association, che si propone di garantire a coloro che consultano i tarocchi di evitare le truffe e ottenere i servizi divinatori a un prezzo ragionevole. Ma cosa è la Wicca? E' un vero e proprio movimento culturale che affonda le sue radici in un paganesimo ricco di elementi riconducibili alla natura ma anche alle vecchie tradizioni misteriche ed esoteriche.
“Fai ciò che vuoi finchè non nuoci a nessuno" recita uno dei dogmi della Rede Wicca, ovvero l'insieme delle linee guida morali per il comportamento di chi segue questa "religione" che esiste in diverse forme, tante quante sono le tradizioni e le congreghe.E Carla Brambini, la creatrice di Wiccan Association Italia, fa ciò che vuole e si inventa appunto l'associazione suddetta, per mettere il talento suo e di altri esperti di divinazione e ritualistica al servizio del pubblico.


Tgcom l'ha intervistata; sentite un pò.
Carla, può spiegare finalità e senso dell'associazione che ha creato?

Leggo le carte da ventisei anni e a marzo ho aperto un negozio a Piacenza, "La bottega della strega". Da sempre sono a conoscenza di casi in cui la gente si accosta alla divinazione e alle pratiche legate all'esoterismo e viene truffata per cifre che vanno dai mille ai 20mila euro. E' una sorta di associazione dei consumatori. Nel mio negozio sono attive consulenze gratuite di cartomanzia e certo la mia associazione non ha nulla a che fare con ciarlatani e simili.
La Wicca: filosofia, religione, superstizione?

La Wicca è una religione ma anche una filosofia di vita che viene abbracciata anche da coloro che appartengono ad altre religioni. Consiste nello svolgere piccoli rituali in armonia con la natura. Nessun rituale in sè dà garanzia di riuscita ma certo smuovere l'energia, catalizzarla in modo positivo è uno dei fondamenti della Wicca. E poi come prescrive una dei dogmi Wicca, la cosa più importante è "fare ciò che si vuole ma non nuocere a nessuno"
Le interessa più propugnare un’idea o garantire un servizio?

Entrambe. Ci interessa far conoscere la Wicca per come realmente è e non per delle credenze che la collegano alla magia nera, al demonio.
Dite di voler garantire un servizio a prezzo modico: tariffario?

Non c’è un tariffario fisso ma ogni cartomante deve agire con coscienza. E’ giusto farsi pagare le divinazioni ma senza esagerare come quelli che fanno sborsare 150euro per un’ora di consulto. Invece per quanto riguarda la ritualistica, invece di chiedere soldi, è meglio fare didattica e insegnare. Il fulcro della Wicca è l’energia, la volontà, ognuno può accostarsi. Non bisogna illudere la gente, carpirne la fiducia. Una buona consulenza di un’ora costa trenta euro con l’Iva. Dobbiamo essere corretti verso lo Stato, no?
E’ vicina al resto del mondo Wicca, coi suoi gruppi, i portali? Conosce la Federazione Pagana? (organizzazione senza scopo di lucro riservata ai pagani politeisti, n.d.r)

No. Faccio tutto in solitaria. Ci sono vari tipi di streghe, vari modelli di divinazione, di magia ma la mia non è una congregazione, è un associazione al servizio del pubblico.
Cosa ci vuole per diventare una strega, o per fare la cartomante?

Predisposizione e tanta passione. Io sono autodidatta ma ho ereditato il talento da una mia parente. La persona che vuole avvicinarsi alla Wicca deve avere grande apertura mentale, grande flessibilità, si lavora tantissimo con la mente e bisogna imparare ad aprire il "terzo occhio".
Nella Wicca è importante la capacità di plasmare il fato: dove vanno a finire i tarocchi e la predizione?

Dominare il fato è impossibile, al massimo si possono controllare gli effetti negativi. Quando leggo i tarocchi consiglio di seguire una strada piuttosto che un'altra ma non vi sono indicazioni assolute, solo suggerimenti che una persona può decidere di seguire o meno. Le faccio un esempio.


Prego...

Una signora mi chiama e non sa se decidere tra amante e marito. Io posso dire cosa dicono i tarocchi e cosa eventualmente seguirà alla sua scelta, ma poi spetta a lei. Lo stesso vale quando mi interrogano sul lavoro.
Come si spiega il successo di un fenomeno simile?

Il numero delle persone che seguono la Wicca è in crescita in concomitanza anche con la crisi generale delle religioni e del cattolicesimo in particolare. La Chiesa sta mettendo troppi paletti e la gente si stanca. Io sono sempre stata cattolica ma, le dirò, credo in Dio, non negli uomini che gestiscono la Chiesa. Il fatto di non permettere alle persone di accedere ai sacramenti dopo un divorzio, magari subìto, non è giusto. La Wicca invece è una filosofia aperta, che non giudica.

Strega, cartomante: non le capita mai di incontrare gente ostile o di subire critiche, anche in famiglia?

Certo. Non sono mai mancate le situazioni in cui mi sono sentita isolata dal pregiudizio, dall’ignoranza di chi crede che faccia chissà cosa. Ignoranza intesa come mancanza di sapere, di conoscenza.

Affinità con le colleghe medievali?

Al giorno d’oggi le streghe incutono ancora timore. E poi venivano bruciate perché facevano cose che si fanno tutt’oggi: le fumicazioni con erbe e incenso. Ma l’incenso non si brucia anche in Chiesa?

Tarocco preferito?

La Giustizia. Simbolo di equilibrio. Sa, io sono Bilancia.


Maria Rosaria Iovinella

Tratto da:
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo463581.shtml?2&fontsize=medium



Non è difficile immaginare come la necessità di ridurre il mondo alla propria dimensione porti gli wicca a separarsi dalla società e a coinvolgere, mediante l’immaginazione, torme di ragazzini favorite da fantasy e desideri adolescenziali.
In questa intervista sono presenti gli elementi dell’ideologia religiosa cristiana filtrati attraverso un’immaginazione che pretende di metterli al proprio servizio. Come il prete cattolico è il rappresentante del dio creatore sulla terra, così questa wicca, con i suoi suggerimenti, si inserisce in un destino (lo chiama Fato) determinato nel quale condurre le persone. La credenza in un “destino” è una credenza cattolica, educazionalmente imposta, elaborata dalla filosofia greca e dal messianesimo ebraico, che impone all’uomo i limiti morali delle sue scelte di cui qualcuno vuole farsi padrone, artefice o profeta.
Come nella religione ebrea e cristiana, anche gli wicca discendono da dio o da una qualche stirpe reale. Del suo essere Strega dice: “Io sono autodidatta ma ho ereditato il talento da una mia parente” . Già, la stirpe del sangue, quell’aberrazione ebrea che ha certificato il razzismo. Come Gesù discende da David, che ne certifica la sua stirpe reale e gli concede il dono del “profeta”, lei discende da una parente da cui ha ereditato il talento. Una specie di “unzione del DNA”.
Però, consolatevi, vi fa un prezzo modico!
Pertanto, quando parlate con un wicca, non potrete mai parlare di “un’ideologia religiosa del wicca”, ma del “wicca in quanto persona”; non è lui che si apre al mondo ma, al contrario, pretende che il mondo accetti il suo “faccio quello che voglio perché, tanto, non fa male a nessuno” (che poi è una interpretazione del motto di Crowley “Fai quello che vuoi, è tutta la legge”).
E questo, non è Paganesimo.

22 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 15 ottobre 2009

Il Bosco Sacro, la Federazione Pagana e i quotidiani Il Mattino di Padova e La Nuova Venezia.


Il giornale La Nuova Venezia e il giornale Il Mattino di Padova parlano del Bosco Sacro e della Federazione Pagana oggi, 15 ottobre 2009.
L’Altare Pagano è stato da poco accatastato come “Luogo di culto” e da molti anni a Jesolo il Bosco Sacro è considerato parte del territorio.
Oggi i giornali de La Nuova Venezia e Il Mattino di Padova, hanno tenuto, e questo va apprezzato, distinguere la Federazione Pagana e le sue attività religiose da strani movimenti e voci di attività occulte, non propriamente documentate e non propriamente edificanti, che girano nella zona di S. Donà e di Jesolo.
Il luogo di culto della Religione Pagana è ben individuato a Jesolo con grandi cartelli gialli che informano sulla sacralità del luogo.
Questo è l’articolo di La Nuova Venezia e del Mattino di Padova 15.10.2009:

Un ettaro di terra in via Ca' Gamba per i rituali della
Federazione Pagana durante equinozi e solstizi
Un bosco sacro per onorare gli dei della natura


JESOLO. Non sono maghi o streghe, ma credono negli dei. Tutti gli dei della natura che celebrano con precisi rituali, solitamente coincidenti con equinozi e solstizi. La Federazione Pagana ha una sede riconosciuta a Jesolo Lido (e un sito internet nazionale), addirittura un «bosco sacro» presso la settima trasversale di via Ca' Gamba dove abita Franco Santin, cittadino jesolano, il quale ha messo a disposizione della federazione un intero ettaro di bosco nell'immediato entroterra del lido.Il presidente della federazione, Claudio Simeoni, di Mestre, ha più volte celebrato i rituali nel bosco sacro (nella foto), accendendo fuochi e pregando gli dei. Persona di cultura, moderato e riflessivo, Simeoni ha spiegato che la venerazione degli dei precede nei secoli quella in un solo dio. Ha raccontano le persecuzioni nei confronti dei pagani, spiegando che gli dei sono molto legati alla natura che ci circonda.Alcuni anni fa la storia del bosco sacro era stata diffusa pubblicamente dalla stessa Federazione, stanca dei sussurri, le mezze voci e i pettegolezzi sulla presenza a Jesolo di maghi e streghe. Nulla da nascondere, tutto alla luce del sole, o della luna. Avevano accettato anche di essere intervistati e fotografati direttamente nel bosco sacro, popolato di galline ed esteso in mezzo a tanto verde.Passeggiando nella radura avevamo scoperto che questi pagani erano persone assolutamente normali. Professionisti, impiegati, operai, tutti con le loro famiglie al seguito, bambini compresi intenti a giocare come se nulla fosse. Non adoravano o pregavano un unico dio, ma tanti dei della natura.E la Federazione aveva fatto solo una richiesta: poter pregare e celebrare i propri rituali in pace rispettando le altre religioni per essere a loro volta rispettati. Poi erano scomparsi, apparentemente nel nulla, tanto che oggi del bosco sacro non parla più nessuno. (g. ca.)

Per noi è importante essere riusciti a far comprendere che la Religione Pagana è un’entità fattiva della società civile e non qualche cosa che deve essere nascosto ed occulto. Riuscire a convincere i Pagani a rivendicare pubblicamente il loro essere persone religiose e persone sociali.
I riti religiosi che celebriamo nel Bosco Sacro ormai continuano da 10 anni e sono diventati parte delle abitudini degli abitanti della zona.
E’ in questo modo che si costruisce una religione, non separando le persone dalla società civile.

15 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì 7 ottobre 2009

La Religione Pagana e l'impossibilità del dialogo con i cristiani.


Dopo 1.200 volte che è stato aperto l’index del sito Religione Pagana, il cui tema conduttore era “La Religione Pagana e le difficoltà di relazione religiosa fra Pagani”, il tema è stato trasferito in un’apposita pagine web.
Il tema conduttore, per le prossime 500-1000 visite al sito, sarà: “ La Religione Pagana e l’impossibilità del dialogo con i cristiani”.

Il sito della Religione Pagana è un sito che riguarda i temi religiosi dei Pagani e tratta le varie questioni che agitano il mondo Pagano in relazione alla vita di tutti i giorni.

Il tema su “La Religione Pagana e l’impossibilità del dialogo con i cristiani” riprende uno scritto che era stato fatto per i gruppi di discussione e leggermente modificato per l’occasione. Lo scritto è stato integrato, a mo’ di esempio di quanto si è sostenuto, col Salmo n. 1 della bibbia dei cristiani dal tema “le due vie” e una parafrasi dello stesso salmo fatto dal punto di vista della Religione Pagana e come la Religione Pagana lo ha visto applicarsi nella storia.

I temi, sul sito La Religione Pagana, hanno lo scopo di far discutere tutti coloro che chiamano sé stessi Pagani e di far comprendere alla società civile il punto di vista religioso della Religione Pagana.

07 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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domenica 4 ottobre 2009

Nuova puntata di "Ritorno ad Alessandria"

E' online il nuovo episodio di "Ritorno ad Alessandria", il podcast pagano di libri e informazione, che per il ciclo "Echi del Mito" tratta in questa puntata della letteratura italiana del Seicento e del suo rapporto con il mito. La puntata è scaricabile dal sito come al solito, ma al momento sembrano esserci problemi con l'aggiornamento del player che si trova sul profilo di MySpace, per cui per il punto d'ascolto bisognerà aspettare domani.

sabato 26 settembre 2009

La Stregoneria e le possibilità di usare la percezione diversa della realtà: i ciechi, la vista, abitare il mondo.


E’ da chiedersi da dove derivano le pretese degli Stregoni di leggere il mondo in maniera diversa dalla forma e dall’usuale?
Nella foto: La Contemplazione nel Crogiolo dello Stregone al rito dell'Equinozio d'Autunno: l'attenzione, mediante la vista, si fissa sul fuoco!
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Uno Stregone non può dimostrare perché vede il mondo in quel modo e nemmeno da dove scaturiscono le sue intuizioni e le sue descrizioni del mondo in quanto i suoi interlocutori ascoltano soltanto parole soggettive che a loro non dicono nulla.
La scienza neurologica ha fatto passi da gigante negli ultimi 10 anni e proprio per questo oggi di analizzare strutture che erano sconosciute fino a non molto tempo fa. Questa che riporto, riguarda la riorganizzazione cerebrale sui sensi. Ne ho già parlato quando affermavo che la vista è una struttura abbastanza recente nella scala dell’evoluzione dei mammiferi e che si è sovrapposta alla struttura relativa alla percezione emotiva e alla struttura cerebrale legata al tatto. Si era affermato che la struttura cerebrale deputata alla vista risponde anche al tatto e alla struttura emotiva e che nei malati patologici questa struttura è la stessa che produce allucinazioni.
La scienza scopre i meccanismi in atto, ma la scienza si guarda bene di dire alle persone come potrebbero affinare le loro capacità e le loro possibilità. Si limita a prendere atto di una possibilità che registra in alcuni individui:



CERVELLO
I ciechi "vedono" il mondoLa scoperta di un team italiano
I non vedenti possono conoscere l'ambiente in cui si muovono attraverso gli altri sensi. I 'neuroni-specchio' si attivano allo stesso modo delle persone vedenti



PERCEPIRE e conoscere il mondo esterno anche quando gli occhi non funzionano è possibile, ma non c'è bisogno di nessuna protesi. Infatti, il cervello umano è in grado di "vedere" la realtà che ci circonda grazie ad una vera e propria regia, capace di ricavare informazioni utili da tutti e cinque i sensi. Infatti, cellule nervose finora considerate il motore dell'imitazione visiva, i cosiddetti neuroni specchio, funzionano perfettamente anche in chi è cieco dalla nascita. E' quanto emerge da una ricerca italiana pubblicata sul Journal of Neuroscience e coordinata da Pietro Pietrini, direttore del dipartimento di Medicina di laboratorio e Diagnostica molecolare dell'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa. Lo studio è stato condotto in collaborazione con la cattedra di Psicologia clinica diretta da Mario Guazzelli e con il Centro di Risonanza magnetica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Pisa. "Ci siamo chiesti se il sistema dei neuroni specchio fosse strettamente dipendente dall'esperienza visiva, oppure se fosse in grado di svilupparsi anche in assenza di questa e di rispondere anche ad altri stimoli, come quelli sonori", spiega Emiliano Ricciardi, uno degli autori della ricerca. Per trovare la risposta gli studiosi hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale per osservare come risponde ad alcuni stimoli il cervello di un gruppo di volontari con cecità congenita e un gruppo di vedenti. I due gruppi dovevano riconoscere azioni presentate attraverso immagini e suoni. Si è visto così che i neuroni specchio dei non vedenti si attivano al suono di un'azione compiuta, come quelli prodotti bussando alla porta o piantando un chiodo. E che l'attivazione era simile a quella osservata nei volontari che vedevano compiere la stessa azione e sentivano i relativi rumori. "I risultati dimostrano che il cervello è organizzato in modo più articolato di quanto si credesse e che utilizza tutte le informazioni, a prescindere dalla singola attività sensoriale", rileva Pietrini. Il cervello è insomma una macchina complessa "programmata per svilupparsi anche quando manca l'esperienza visiva". Di conseguenza "in termini di educazione il cervello dei non vedenti non ha differenze grazie a questa capacità di riorganizzazione plastica. La vista resta importantissima, ma adesso sappiamo che la capacità di rappresentare il mondo esterno non dipende strettamente da questa".
(12 agosto 2009)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scienze/cervello/ciechi-vedono/ciechi-vedono.html


Se queste possibilità non fossero, non ci comprenderebbe come gli Esseri Animali che hanno sensi diversi da quelli umani, compresi insetti, virus e batteri, siano in grado di mettere in atto vere e proprie strategie conoscendo il mondo in cui vivono.
La questione importante è quella secondo cui: noi possiamo capire che “diminuendo” la capacità di percezione il cervello si organizza, ma aumentando la capacità di percezione? E variando la capacità di percezione? La scienza di laboratorio può studiare i soggetti in essere, oppure può studiare le capacità dei soggetti riducendo le loro capacità di percezione della realtà (i menomati), ma la scienza di laboratorio non può studiare soggetti le cui capacità si sono sviluppate oltre alle capacità dello sperimentatore. A meno che lo sperimentatore non metta a punto strumenti capaci di riportare le capacità aumentate alla sua dimensione, oppure, se le capacità aumentate non si limitano alla sfera intuitiva (legata alla vita) di chi le ha, ma costui può usarle come uno strumento nella realtà quotidiana della forma in maniera sistematica come se fossero uno strumento in modo da ricondurne gli effetti all’interno della sfera dello sperimentatore.
E’ la pratica di vita che costringe la persona ad organizzare la propria sensibilità e la propria percezione in relazione con il mondo.
Così, se si costringono bambini in ginocchio a pregare si sviluppa dentro di loro una capacità di percezione della realtà miserabile, se, invece si forniscono ai bambini gli strumenti per agire ed organizzarsi per i propri intenti nella società, costoro sviluppano una percezione gloriosa del mondo.
Diventare Streghe o Stregoni non dipende né dal sangue, né dal suolo, ma solo da come organizziamo la nostra percezione in relazione al mondo in cui viviamo.

27 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì 9 settembre 2009

Il rito religioso dei pagani dell'Equinozio d'Autunno


La Federazione Pagana annuncia il rito dell’Equinozio d’Autunno.

Il rito dell’Equinozio d’Autunno si terrà presso il Bosco Sacro a Jesolo – Venezia il giorno 19 settembre 2009 dalle ore 18.00. Il Bosco Sacro è sito in Via Ca’ Gamba, 7^ traversa n. 3/B

Il rito termina dopo circa un’ora dall’accensione del fuoco sacro.

Per vedere come si svolgerà il rito:


Riporto la presentazione generale del rito dell’Equinozio d’Autunno:


Sia gli equinozi che i solstizi seguiranno, nelle celebrazioni, i passaggi della vita nei vari stadi. Il rito dell'equinozio d'autunno segnerà L'USCITA DAL SILENZIO: ANGERONA! In realtà il rito di Angerona andrebbe fatto in Dicembre, ma ritengo opportuno sia spostare il rito dal passaggio dal buio (dicembre) alla luce facendolo diventare dal buio (settembre) alla luce i mesi scuri sia per questioni di opportunità nell'esecuzione del rito in quanto penso che stare fermi all'aperto per quindici-trenta minuti sia più facile farlo in settembre (se non piove) che in dicembre. Non mi sono sbagliato nello scrivere. Chi segue le trasmissioni di Stregoneria o ha letto le pagine sui siti sa che luce e buio sono aspetti soggettivi. Ciò che è luce per la nostra ragione è buio per la nostra intuizione e la nostra magia. Ciò che è luce per la nostra magia è bui per la nostra ragione.Pertanto, entrare nei mondi bui della nostra ragione significa entrare nei mondi luminosi della nostra intuizione e magia. Il rito può scegliere l'aspetto che vuole mettere in rilievo.

Questo rito sarà preceduto dai suoni e dal movimento in cerchio attorno al fuoco per richiamare al rito le potenze del mondo dopo di che i partecipanti entreranno nel mondo del silenzio entrando in contemplazione in relazione al fuoco.

Spiegherò ai partecipanti la tecnica della Contemplazione Pagana come fermare il dialogo interno, come usare gli occhi o le orecchie, cosa mettere a fuoco e dove concentrare l'attenzione in modo di entrare in sintonia col fuoco e con i partecipanti al rito.

La Contemplazione Pagana è un modo di entrare in sintonia con il mondo, raccogliere energia per alimentare la propria intuizione sia per entrare nei mondi del sognare sia per far affluire la propria intuizione alla ragione.

Il Rito può essere eseguito anche personalmente a casa contemplando anche altri oggetti al fine sia di raccogliere le proprie energie, sia per modificare sé stessi, sia per ascoltare e correnti vegetative e fare quello che gli Indù chiamano il "risveglio della Kundalini". Però non mettetevi in testa che si tratti di una trasformazione, le cose variano giorno dopo giorno nel nostro quotidiano vivere per sfida. E' nel vivere quotidiano che noi riversiamo noi stessi; le pratiche della Contemplazione ci permettono di riversare un NOI STESSI migliore e più efficiente, ma non ci risolvono i problemi che dobbiamo affrontare sempre con passione e determinazione.

La contemplazione è l'attività collaterale che ci permette di entrare in sintonia personale con gli Dei del mondo dopo averli individuati nelle nostre azioni e necessità.

Appuntamento alle ore 18 di sabato 19 settembre presso l’Altare del Bosco Sacro sul quale accenderemo il fuoco.

08 settembre 2009

Claudio Simeoni

sabato 29 agosto 2009

Nuova puntata di Ritorno ad Alessandria

E' online il nuovo episodio di "Ritorno ad Alessandria", podcast pagano di libri e informazione su Radio Giorno Pagano della Memoria: in questa quinta puntata del ciclo di trasmissioni "Echi del Mito" parliamo della letteratura rinascimentale. Come al solito, potete scaricare la puntata dal sito, da Audiocast (archivio dei podcast italiani) o ascoltarla dal punto d'ascolto del Giorno Pagano Europeo della Memoria su MySpace.

giovedì 6 agosto 2009

Il rito della Devotio organizzato sull'altipiano di Asiago dalla Federazione Pagana


Il rito della Devotio organizzato dalla Federazione Pagana si svolge sull’Altipiano di Asiago da 13 anni e ha lo scopo di rafforzare, fra i partecipanti, l’intento con cui ogni individuo affronta le sfide nella vita quotidiana.
Il rito della Devotio prende il senso religioso dal rito che Decio, un comandante della cavalleria romana nelle guerre contro i Sanniti, compì prima di affrontare quella che fu l’ultima battaglia della sua vita.
Ogni Pagano vive ogni istante della sua vita con la massima serietà e dà un valore assoluto a tutte le piccole o grandi questioni della sua quotidianità. E’ il senso religioso del suo “vivere per sfida”, il suo “farsi Ercole” rispetto a tutti problemi che si presentano o che lui va a cercare. I Pagani Politeisti, col rito della Devotio, chiamano gli Dèi del mondo a partecipare alle loro sfide. A unire gli intenti degli Dèi con gli intenti degli Esseri Umani e gli intenti degli Esseri Umani con gli intenti degli Dèi.

Il filmato del rito della Devotio e il filmato sulla spiegazione del rito lo trovate alla pagina: http://www.religionepagana.it/devotiorito.html


Il rito si svolge in una località dell’Altipiano di Asiago. Ogni partecipante porta un mazzetto di piante aromatiche o quelle che lui preferisce per far bruciare nel fuoco che sarà acceso durante il rito, una parte delle cose che a lui piacciono. E’ il suo “sacrificio”. E’ l’offerta delle sue passioni al mondo in cui il Pagano Politeista vive.
Ogni partecipante al rito leggerà una pagina del “Sentiero d’Oro” che colloca l’uomo nel mondo rispetto ad un gruppo di Dèi.
L’invocazione della Devotio del Sentiero d’oro la trovate:
http://www.federazionepagana.it/devotio.html

Conclusa la lettura, il fuoco viene spento e il luogo ringraziato.

La località in cui si tiene il rito Religioso della Devotio è una località adeguata in mezzo ad un bosco che viene raggiunta mediante una passeggiata abbastanza breve, ma che va fatta con scarpe adeguate.
L’appuntamento è ad Asiago domenica 23 agosto.
Tutti coloro che hanno già partecipato negli anni precedenti possono invitare chiunque al rito. Luogo d’incontro e tempi si svolgono come lo scorso anno.
Dopo il rito ci si trova a cena in un ristorante del posto per festeggiare e (a meno che Francesco non mi smentisca) per la riunione della Federazione Pagana e per il rinnovo delle “cariche” rappresentative dell’associazione: tutti i partecipanti al rito sono invitati a collaborare o ad assistere.

Per informazioni il numero di telefono di Claudio Simeoni: 3277862784

Oppure al numero di telefono di Francesco Scanagatta: 393497554994

07 agosto 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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venerdì 17 luglio 2009

I filmati sugli espositori alla Biennale di Venezia che hanno attratto l'attenzione dei Pagani: Melissa Wuachope, in arte Damson.


Sto inserendo i filmati sulle esposizioni alla Biennale di Venezia 2009, 53esima esposizione Internazionale d’Arte, nelle pagine web relative alle esposizioni che hanno attratto la mia attenzione.
Il primo minifilm di circa 2 minuti, l’ho caricato sulla pagina:

http://www.religionepagana.it/damson.html


Quando, come Pagani Politeisti, diciamo che riconosciamo gli Dèi negli oggetti e nelle azioni del mondo, significa anche che riconosciamo gli Dèi nelle intenzioni, nelle passioni e nei desideri dell’uomo nella vita quotidiana. L’arte, quando manifesta le emozioni, esprime questi Dèi e noi, come Pagani Politeisti, li riconosciamo anche se, gli Dèi che riconosciamo, non sono proprio quelli che l’artista, razionalmente, avrebbe voluto.
Anche nel primo minifilm sull’esposizione di Melissa Wuachope, in arte Damson (la sua mostra chiudeva nei primi di luglio 2009), ciò che voleva comunicare e ciò che io ho recepito hanno sicuramente dei piani diversi di percezione, pur tuttavia sicuramente l’uno fluisce nell’altro.
Questo discorso diventa ancora più importante quando si affronta delle esposizioni d’arte composte anche da filmati.
Non si tratta di “film”, ma di “quadri dinamici”. Un quadro, anziché essere un’opera statica, diventa un’opera dinamica. Spesso, queste opere dinamiche hanno sonorità e spiegazioni in lingua straniera. Se vogliamo cogliere il divino emotivo che viene trasmesso, dobbiamo annullare la spiegazione razionale o lo sforzo per comprendere la spiegazione razionale e, invece, far affluire la scena, cui assistiamo, e cogliere le “assonanze emotive” che in noi emergono con quelle sollecitazioni.
Per esempio, il segno che si forma e si cancella, in un andare e venire continuo, nel padiglione espositivo della Georgia, se lo guardiamo creando uno stato d’animo di silenzio dentro di noi e fissiamo la nostra attenzione, porta alla nostra coscienza tutta una serie di sensazioni, emozioni, ricordi, decisioni, modi essere, che abbiamo vissuto ripetendolo e cercandolo in varie situazioni quotidiane. Un altro esempio sono gli uomini e la Natura nei quadri dinamici del padiglione della Lettonia: gli uomini nella neve o gli uomini nel prato. Oppure la galleria buia di Macao.
Il quadro dinamico è sicuramente un’arte in crescita che combina la pittura con il teatro e gli effetti emotivi sono molto intensi.
La stessa Damson, con l’uso delle luci, ha ampliato l’effetto di alcuni quadri espositivi.

Cogliere gli Dèi nel mondo e nelle opere.
Anche quando gli stessi artisti non sono in grado di riconoscere la tensione divina dentro di loro o quando, peggio ancora, usano le tecniche della comunicazione per suscitare artificialmente emozioni nel visitatore.

17 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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lunedì 6 luglio 2009

Crogiolo dello Stregone: la comunicazione non verbale e le relazioni emotive col mondo.


Nei vari convegni relativi a Il Crogiolo dello Stregone, ho spesso parlato di “percepire” e “intuire” come attività che permette il giungere alla coscienza di elaborazioni di fenomeni e comunicazioni non verbali provenienti dall’ambiente e dal mondo esterno.
In tutti i convegni che ho tenuto non ho mai potuto dire alle persone. “Vedete, questi sono i fenomeni non verbali che potete percepire!”, oppure: “queste sono le intuizioni che potete usare”..

Tuttavia, la ricerca scientifica sta progressivamente dimostrando l’esattezza delle affermazioni fatte all’interno del Crogiolo dello Stregone. Esattezza di affermazioni in quanto il Crogiolo dello Stregone viene elaborato nell’attività di abitare il mondo che spesso viene ignorata dagli individui impegnati, soprattutto, nell’attività di descrivere il mondo.

Riporto l’articolo presente in internet:



LA RICERCA
L'ansia da esame si annusa

ed è anche contagiosa
Studio tedesco:

L'odore della paura esiste e viene percepito

a livello inconscio anche dagli altri, scatenando rapidamente l'empatia e diffondendo il panico



LA PAURA si sente, anzi si annusa. E' impossibile nascondere quella sensazione che quasi paralizza prima di una prova importante, un esame - come accade in questi giorni a migliaia di studenti - o una gara sportiva. E l'ansia che i vicini percepiscono, anche se a parole ci si dice tranquilli o ci si mostra impassibili, è anche contagiosa, si diffonde rapidamente, impedendo anche ai più sicuri di stare tranquilli. A rivelarlo è uno studio tedesco pubblicato su PLos One, condotto da Bettina Pause, dell'università di Dusseldorf. Analizzando il comportamento di 49 studenti, la ricercatrice ha potuto dimostrare che non solo gli animali, ma anche gli esseri umani comunicano senza parlare, in modo inconscio, con il corpo. In particolare, attraverso messaggeri chimici sprigionati dal corpo, i ferormoni, che avvertono chi ci sta a fianco delle sensazioni che stiamo provando; il tutto avviene in maniera inconsapevole, attraverso l'olfatto che capta questi segnali, elaborati poi dal cervello. Nell'uomo questi segnali funzionano ancora perfettamente, non annullati dalla possibilità di una comunicazione verbale. Proprio come negli animali che li utilizzano in diversi aspetti della vita sociale, dal corteggiamento alla comunicazione ai simili di un pericolo imminente. Per scoprire i segnali corporei che emettiamo quando siamo sotto esame, i ricercatori hanno tamponato il sudore di un gruppo di studenti un'ora prima di un esame orale finale e poi hanno preso loro un altro campione di sudore prima che svolgesse una normale attività fisica. I tamponi sono stati fatti odorare ad altri studenti: questi ultimi non hanno avvertito differenze a livello consapevole fra i due campioni, ma monitorati con la risonanza magnetica funzionale per sondare la reazione del loro cervello a quegli odori, hanno mostrato reazioni diverse. Il sudore pre-esame, da paura, ha "acceso" nel cervello dei compagni di corso aree delle emozioni sociali e dell'empatia, come l'insula, la corteccia cingolata, il giro fusiforme. Aree che sono rimaste invece "sorde" davanti ai tamponi di sudore raccolto prima di un semplice esercizio fisico. La paura sembra quindi indurre il rilascio di sostanze che trasmettono ansia quando sono respirate, e stimolano l'empatia, permettendo così al panico di diffondersi in modo contagioso.
(6 luglio 2009)

Fonte:
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/scienze/odore-paura/odore-paura/odore-paura.html


La scienza, per le sue peculiarità, può dimostrare una situazione in essere. Può dimostrare l’esistenza di segnali e la possibilità delle persone di percepire quei segnali e di produrre delle risposte. Risposte che hanno il fondamento nel loro inconscio, ma che si manifestano nel loro agire quotidiano. Ciò che non può fare la scienza è preparare le persone affinché possano usare quella percezione, trasformarla in intuizione, farla giungere alla coscienza e farla entrare nell’elaborazione della razionalità al fine di gestire le risposte mediante le azioni. Ancora, la scienza non può sospendere la ragione di un individuo permettendogli di elaborare delle azioni come risposte ai fenomeni percepiti senza che queste azioni passino attraverso la descrizione della ragione.
In altre parole, la scienza non è in grado di trasformare una persona in uno Stregone anche se può riconoscere che quanto la Stregoneria usa ha un fondamento reale nella formazione della coscienza e della conoscenza.
Sono ormai dieci anni che la scienza dimostra non solo la realtà della Stregoneria, ma la validità dei processi di conoscenza che la Stregoneria elabora all’interno del mondo in cui agisce.
Il Crogiolo dello Stregone viene sistematicamente confermato dalla ricerca scientifica. La ricerca scientifica ne dimostra la realtà e la validità, ma le persone sapranno scoprire il segreto del Crogiolo dello Stregone e trasformarlo da semplici “informazioni e curiosità” in uno strumento che le porta a volare sulle scope nelle notti di luna piena?

06 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 22 giugno 2009

Nuova grafica per il sito del Giorno Pagano Europeo della Memoria

Come promesso, oggi 22 giugno inauguriamo il nuovo sito del Giorno Pagano Europeo della Memoria, con la nuova grafica. Funziona bene con Firefox e Netscape e ha solo piccole modifiche, che non compromettono il funzionamento, con Explorer (non l'ho testato con altri browser). Mi piacerebbe sapere che ne pensate e grazie in anticipo a tutti quelli che segnaleranno errori (link interrotti e così via).
Nei prossimi giorni quindi Radio GPM potrà riprendere la sua attività e tornerà ad essere aggiornato anche il sito.
Perché proprio il 22 giugno? Perché oggi ricorre il 135° della nascita di Walter F. Otto. Ma a lui dedicheremo la trasmissione di Fontes di Luglio-Agosto e qualche post sul blog di Ritorno ad Alessandria.

giovedì 18 giugno 2009

Nuovo sito del Giorno Pagano Europeo della Memoria

Il 22 giugno sarà online il sito del Giorno Pagano Europeo della Memoria con il nuovo layout rivisitato; aspettiamo le vostre opinioni all'indirizzo info@giornopaganomemoria.it
Completata questa fatica del sito, anche Radio GPM, nei giorni successivi, riaprirà i microfoni con le sue tre trasmissioni, fermate per concentrare tutta l'attenzione sul sito. Fontes, continuando l'argomento della scorsa puntata parlerà del rapporto tra religione celtica e religione romana esaminando la figura del Marte gallo-romano. Ritorno ad Alessandria invece, per il ciclo "Echi del mito" si occuperà di Petrarca e Boccaccio e dell'inizio dell'Umanesimo.
Infine, Cantami o diva, in occasione del suo primo compleanno, cambierà veste e, nel raccontare i miti, seguirà il percorso tracciato da Ovidio nelle sue Metamorfosi.

lunedì 15 giugno 2009

Cristiano e Patrizio Alviti espongono le loro opere all'archivio di Stato di Venezia in occasione della Biennale.



Fare un discorso in relazione al Potere d’Esistenza proprio della religione Pagana Politeista in contrapposizione al Potere di Possesso proprio delle religioni monoteiste.
Farlo partendo dall’arte e dagli artisti che espongono alla biennale di Venezia. Cristiano e Patrizio Alviti espongono all’Archivio di Stato nell’ambito della 53esima mostra internazionale d’arte di Venezia: la biennale d’arte.

http://www.religionepagana.it/alviti.html

Quando un artista costruisce la sua opera d’arte spesso “giustifica” quello che fa in risposta a quello che gli piace e che desidera fare.
Quando un artista produce un opera sono le Muse che lo ispirano e lo guidano attraverso le pressioni emotive che vengono fatte sulle sue predilezioni.
Poi, quest’opera, parla al mondo e noi identifichiamo in quell’opera i simboli del nostro esistere e del nostro vivere il mondo.
Così, le statue e le opere degli Alviti presentate all’archivio dei Frari a Venezia raccontano storie diverse a seconda del vissuto di chi le guarda.
Un tecnico dell’arte vi racconta della maggiore o minore qualità nell’esecuzione dell’opera; uno Stregone, davanti all’opera, attiva la sua percezione e racconta le sue storie che quell’opera gli evoca. Molte opere avrebbero potuto, forse, evocare le stesse storie, ma lo Stregone è passato da quella strada perché da quella strada voleva e desiderava passare e ha colto quelle emozioni in quella situazione.
Così lo Stregone racconta le storie che quell’arte gli ha ispirato: storie di Potere e di vita!
La mostra rimarrà aperta fino al 09 agosto 2009: approfittatene!
15 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
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sabato 6 giugno 2009

La tradizione del Bosco Sacro: il bosco di Ferentina e della Lega Latina.


Per quanto riguarda le antiche tradizioni del Bosco Sacro, un caso particolare riguarda il Bosco Sacro dedicato a Ferentina la divinità che coagulò la Lega Latina contro Roma. La ricerca di tale Bosco Sacro è sempre in atto e gli studiosi fanno varie ipotesi senza, tuttavia, scartare il fatto che la tradizione del Bosco Sacro sia una tradizione propria di Roma e dei Latini.
Sono stati individuati vari Boschi Sacri, dedicati a Diana, Giove, Giunone. Quello che presento è una ricerca dell’ubicazione del Bosco Sacro di Ferentina tratta da “Les Bois Sacrés – Actes du Colloque international du Centre Jean Bérard” edizione 1993



Il bosco di Ferentina sotto il monte Albano


Una serie di undici testimonianze tratta, almeno sommariamente, di questo luogo sacro alla oscura divinità di Ferentina; le fonti parlano di un lucus, di un caput aquae o di un Pherentinon dove si svolgevano riunioni dei popoli Latini. Mi è stato possibile giungere ad una identificazione della zona più soddisfacente di quelle, proposte finora grazie ad un riesame delle indicazioni delle fonti ed alla valorizzazione del rapporto tra il mito etiologico di Turno Erdonio ed il toponimo (antico ma conservatosi ancora in età medievale e moderna) di lacus Turni / Laghetto di Turno. Questo si trovava sotto Castel Savelli, sotto il mons Albanus, in una zona contornata dalla via Appia, dalla via Anziate e dalla via che univa Lavinio al santuario di Iuppiter Latiaris, passando per un altro luogo sacro, la Zolforata. L’interesse archeologico dell’area è stato confermato dal rinvenimento di una terracotta architettonica. La collocazione nella zona di Aricia sembra stabilita con sicurezza, mentre si può discutere su cosa fosse esattamente il caput aquae, sorgente o invece sbocco di emissario di laghi. L’ importanza di questo lucus sta nel fatto che esso sembra un vero suntuario federale, sede regolare di riunioni dei Latini, sia per le assemblee federali (concilia populorum Latinorum) che come luogo di raduno delle truppe della lega (Liv., 1, 52). Inoltre, almeno stando ad un passo dell’ antiquario romano Cincia, questo carattere di sede delle riunioni federali sarebbe durato dalla distruzione di Alba Longa fino al 338 a.c. I punti da ribadire sono la centralità del sito indicato rispetto ai maggiori luoghi sacri dei Latini, connessi con Alba e Lavinio, e la sua posizione topograflca presso Aricia, città che quindi da un lato poteva far riferimento al santuario di Diana Nemorense e dall’altro a questo di Ferentina.

Dall’articolo di Carmine Ampolo “Boschi sacri e culti federali: l’esempio del Lazio”


Il concetto che i luoghi di culto, pur rappresentati dai Templi, fossero, in realtà Luoghi Sacri aperti è un concetto di difficile assimilazione in ambiente monoteista. Il monoteista, il cristiano, non è aperto al mondo, ma è chiuso in sé stesso nella relazione patologica col suo dio padrone di cui, egli, è il vicario.
Riuscire a comprendere che i Pagani sono aperti al mondo, vivono nel mondo, agiscono nel mondo in base a sé stessi e alle proprie pulsioni, agli occhi del monoteista, del cristiano, diventa diabolico. Per il cristiano è diabolico e demoniaco tutto ciò che non rinchiude l’uomo nella relazione col suo dio padrone. Per il cristiano è diabolico tutto ciò che libera l’uomo dai legami della costrizione e della sottomissione.
Così per il cristiano è impossibile il mondo come LUOGO SACRO IN CUI SI SVOLGE LA SUA VITA CHE, PROPRIO PER QUESTO, ASSUME IL VALORE SACRO.
Solo la patologia psichiatrica della sottomissione al dio padrone, fatta di timore e terrore, redime il cristiano davanti al suo padrone.
Solo il coraggio con cui affrontare i grandi spazi della vita e la sua molteplicità, come il bosco nella sua rappresentazione della vita, da valore e importanza alla vita del Pagano Politeista.

06 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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mercoledì 27 maggio 2009

Una sentenza della Corte Europea di Strasburgo sull'interpretazione dell'articolo 9 sulla libertà religiosa

E’ una sentenza ben motivata dalla Corte Europea e articolata all’interno di un caso abbastanza semplice.
Lo Stato di Grecia trovava normale classificare le persone del suo stato come cristiane ortodosse. Quando si è trovato davanti ad una persona di religione diversa o ateo, questi ha portato il suo caso alla Corte Europea.
Non solo la Corte Europea ha condannato la Grecia, ma ha dato delle motivazioni sulla libertà religiosa.


Libertà Religiosa
Articolo 9
Motivazioni della sentenza della Corte Europea
Nella causa di Theodoros Alexandridis contro lo Stato Ellenico
Il cittadino contro l’imposizione della religione


http://www.stregoneriapagana.it/alexandridistheodoroscontrogrecia.html


La sentenza è importante perché non solo descrive le condizioni della libertà di religione, ma anche la libertà di non religione che la corte di Strasburgo individua nei diritti religiosi di cui all’articolo 9 della Convenzione europea.
In Italia il problema nasce nei confronti del cattolicesimo che occupando le Istituzioni attraverso cattolici che vogliono assicurare a Ratzinger un “ingiusto profitto” aggrediscono e danneggiano la religione dei cittadini.

27 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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venerdì 22 maggio 2009

Stop temporaneo del progetto del Giorno Pagano Europeo della Memoria e correlati

Già vi sarete accorti che gli aggiornamenti ai blog e al sito di tutti i progetti del Giorno Pagano Europeo della Memoria si sono diradati: adesso, per l'ultima fase di cambiamento del sito, dobbiamo arrestare del tutto quelli del sito, e limitare al minimo quelli del blog. Le trasmissioni di "Cantami o Diva" e "Ritorno ad Alessandria" usciranno regolarmente, ma le pagine saranno aggiornate solo dopo l'aggiornamento del sito, perciò saranno disponibili solo attraverso terzi servizi, come il punto d'ascolto di MySpace, audiocast o questo stesso blog. La puntata di Fontes di giugno potrebbe ritardare rispetto al solito.
Tornerà tutto attivo a giugno: aggiorneremo l'andamento della petizione, trasferiremo i video da YouTube al sito, annunceremo novità per quanto riguarda "Ritorno ad Alessandria" e "Cantami o Diva".
Ancora un po' di pazienza, poi vi chiederemo che ve ne pare della nuova versione del sito.

giovedì 21 maggio 2009

Il Paganesimo, le idee della Religione Pagana, il comportamento dei Pagani.

Per aprire la discussione sulla Religione Pagana o, se preferite, il Paganesimo come religione, ho preparato una pagina che riassume i temi trattati nel sito Religione Pagana.

Qual è lo scopo di quella pagina?

Lo scopo è quello di affrontare tutti i temi Pagani che normalmente non vengono trattati in quanto si ritiene che trattare quei temi mini la diversità che esiste fra le varie “anime” pagane. Invece, è proprio perché non si discute di quei temi, che si mina l’autonomia fra le varie “anime” del Paganesimo. Non discutere significa, lasciare le cose nell’incertezza e nell’indeterminazione in cui chiunque, anche persone estranee al Paganesimo, può inserire tutto quello che vuole e il contrario di tutto.

Quando Cesare Bori ha sparato delle stupidaggini al Convegno di Venezia sulla Libertà Religiosa, noi, come Federazione Pagana, eravamo presenti.
Il Paganesimo non è una dottrina indeterminata. Il Paganesimo è una dottrina in evoluzione, ma la direzione della sua evoluzione è DETERMINATA, PRECISA E NON AMMETTE INVOLUZIONI!

http://www.religionepagana.it/lareligionepagana.html

Si può discutere della forma con cui si presentano i principi. Si può discutere dei principi nella loro realizzazione sociale, ma non si possono discutere i fondamenti religiosi della Religione Pagana senza essere in grado di argomentarli opponendo argomentazioni ad argomentazioni solo perché i Pagani si rinchiudono in una visione soggettiva e personalista.
Come non possiamo permettere ai cattolici di spacciare astrologia, cabala, tarocchi o “pozioni magiche” o “pozioni miracolistiche” attribuendo loro “tradizioni pagane”.

Riaffermare i principi della Religione Pagana, è un dovere sacro per ogni Pagano.
Chi non lo fa non ha il diritto di chiamarsi Pagano, perché, certamente, pagano non è!

21 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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martedì 19 maggio 2009

Il piacere della vita e la serenità della morte che deriva dagli Antichi Dèi.

Mario Monicelli è un regista italiano, un grande regista di 94 anni.
Per vivere ha vissuto; non c’è che dire.
Mario Monicelli ha rilasciato un’intervista al giornale l’Espresso del 14 maggio 2009 e conclude quell’intervista con parole che possono stare nella bocca e nel cuore di ogni persona religiosa Pagana Politeista.

Riporto le ultime tre domande e risposte all’intervistatore che è Nello Ajello:

Domanda
Non mi sogno di chiederle il bilancio di una vita. Le domando invece se trova qualcosa di piacevole nei suoi novant’anni (e più):

Risposta
“Si, poter raccontare senza cautele ciò che mi è capitato. Se mi chiede che cosa penso della morte, le ripeto: non la temo. Non credo in dio, almeno in un unico dio”.

Domanda
Monicelli, lei è politeista?

Risposta

“Mi piacerebbe vivere in un mondo come quello greco- romano. Solare, Pagano, Mediterraneo, con molti Dèi. Rallegrato da riti e da feste popolari: saturnali, fescennini, falloforie. Pane e circensi.

Domanda
Uno scenario piacevole, certo. Un po’ utopistico.

Risposta
“Le confido un ultimo desiderio. Se non le sembra presuntuoso, vorrei sacrificare un gallo ad Esculapio”.


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Le ultime sono parole prese da Platone quando Socrate dà l’addio alla vita, ma è capace di dare un senso compiuto a chi ha trasformato la vita, per volontà o per condizioni, in un lungo percorso verso l’infinito

20 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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