domenica 19 marzo 2017

Stregoneria e cristianesimo nella filosofia

Lo Stregone percepisce il mondo
diversamente dal cristiano
Un sistema filosofico è utile solo nella misura in cui le persone ne avvertono la necessità.

Quando le persone si chiedono il perché delle cose nella realtà in cui stanno vivendo, allora, e solo allora, i sistemi filosofici hanno un senso.

Noi viviamo in un sistema sociale in cui tutto, a livello sociale (non mi riferisco alla cultura universitaria e oltre) tende ad essere appiattito e semplificato all’interno di una comprensione precostituita nei soggetti.

Le cose sono così perché…. E il perché sorge nell’individuo prima di chiedersi che “le cose sono così perché…”. In questo meccanismo la risposta ha preceduto la possibile domanda e stoppa, di fatto, la ricerca di una diversa risposta.

Un insegnante, un poliziotto, un magistrato ha già una possibile risposta a quanto gli si presenta. Ha già spiegato il meccanismo perché immagina che il meccanismo risponda alla sua personale esperienza. Solo quando il meccanismo della realtà si pone davanti all’insegnante, al poliziotto o al magistrato con sufficiente forza emotiva, allora la ragione, l’esperienza fagocitata del poliziotto, dal magistrato o dall’insegnante si ritrae per un attimo lasciando spazio a delle possibilità di diverse risposte a quelle sollecitazioni.

Questo meccanismo, che è il meccanismo della formazione della conoscenza, viene annichilito dall’educazione cristiana che fa delle risposte di verità del suo dio il fondamento dogmatico della propria dottrina mentre, al contrario, viene alimentato e ampliato dalla Stregoneria che fa della modificazione continua della conoscenza  e del conoscere la crescita dell’individuo che passando di “verità” in “verità” costruisce una propria visione del mondo che si adatta ad analizzare ogni realtà che si presenta.

Va da sé che se in un ipotetico momento iniziale si hanno due individui, uno cristiano che fa della verità del suo dio la risposta ai suoi interrogativi e un altro individuo che pratica Stregoneria che fa dell’analisi del presente e delle contraddizioni arte del suo vivere e delle proprie trasformazioni, dopo un certo tempo, le visioni del mondo saranno talmente diversificate che questi due individui non avranno più nessun punto d’incontro.

Gli individui si modificano. Anche il cristiano, che crede che il suo Gesù sia la verità, si sta modificando costruendo forti barriere fra sé e il mondo che gli permettano di confermare a sé stesso che Gesù è la verità negando, di fatto, ogni fenomeno che metta in discussione tale verità. Il cristiano si modifica separandosi dal mondo e dalla realtà finendo per praticare la violenza nei confronti del mondo che non accetta di certificare la verità che lui manifesta.

La modificazione della conoscenza del cristiano va verso la negazione della realtà e del reale. Nega l’esistenza dei problemi che manifestano i fenomeni e nega le intenzioni degli uomini che manifestano i fenomeni per adattarle a ciò che egli vuole siano le intenzioni degli uomini.

Per contro, chi pratica Stregoneria articola il suo pensiero aprendosi al mondo e fagocitando continuamente nuove soluzioni e nuovi fenomeni fino a diversificare e articolare in maniera sempre più complessa la sua idea del mondo e della vita.

Quando le due persone interpreteranno i medesimi fenomeni sociali, avranno due visioni diverse del medesimo fenomeno.  Mentre chi pratica Stregoneria interrogherà il fenomeno, il cristiano stuprerà il fenomeno per adattarne il significato all’idea imposta dal suo dio padrone.

Il caso più classico è quello di Galilei: per il cristiano la terra non doveva girare attorno al Sole perché la verità del suo dio affermava che era il Sole che girava attorno alla terra. I cristiani hanno stuprato Galilei per costringerlo alla loro idea del mondo.

Per questo motivo le mani dei cristiani grondano di odio sociale e del sangue di tutti i genocidi che hanno commesso nella storia in nome e per conto del loro dio padrone: compresi i delitti in famiglia che i cristiani mettono in atto in Italia oggi per imporre la famiglia cristiana contro i bisogni esistenziali degli uomini.

Un sistema filosofico serve solo quando gli uomini ne avvertono la necessità. Altrimenti, continuano a credere nell’assurdo.

Claudio Simeoni

venerdì 17 marzo 2017

Filosofia e sopravvivenza

In un mondo in cui le persone sono costrette a sopravvivere, le uniche persone con cui parli sono quelle che vivono sulle spalle di chi tenta di sopravvivere e, l'unica visione del mondo che ti si presenta, è quella di chi vive sulle spalle delle persone che tentano di sopravvivere.
Per questo l'unica possibilità di una filosofia che faccia breccia fra le persone è un tipo di filosofia che dica a quelle persone come vivere meglio sulle spalle di chi sopravvive.
Solo gli illusi possono pensare che chi sopravvive possa aver consapevolezza della necessità di una visione generale dell'esistenza, una filosofia, che permetta loro di progettare un'uscita dalla mera sopravvivenza.
Eppure, le persone che hanno visioni della trasformazione del presente, anche se queste visioni non vengono prese in considerazione perché le persone a cui servirebbero sono troppo tese a sopravvivere, devono continuare ad alimentare la loro visione perché questa rappresenta, sempre e comunque, l'unica possibilità per il mondo che verrà.
Claudio Simeoni

martedì 14 marzo 2017

Rito dell'Equinozio di Primavera 2017

Persefone torna alla luce
I riti religiosi sono le caratteristiche di una religione.

Il rito riassume gli intenti della religione e permette alle persone di quella religione di esprimere la qualità del loro essere nel mondo.

I riti di una religione rappresentano la manifestazione pubblica di quella religione.

La Federazione Pagana celebra l’Equinozio di Primavera.

La celebrazione avverrà sabato 25 marzo 2017 dalle ore 18.00 in poi (si prevede che il tutto terminerà con la solita pizza del dopo rito alle 22.00) presso il Bosco Sacro di Jesolo – Venezia in Via Ca’ Gamba, Settima Traversa, 3b.

In cosa consiste la celebrazione dell’Equinozio di Primavera nel rito della Federazione Pagana?

Consiste nel celebrare la nascita, ogni nascita ed ogni trasformazione soggettiva che, di fatto, è una nascita.

Nelle Antiche Religioni si divideva gli Esseri esistenti fra “mortali” e “immortali”, ma entrambi nascevano e entrambi erano mortali che divennero immortali contro coloro che ancora sono mortali, ma possono diventare immortali.

Nascere significa “trasformarsi”. Nascere significa lasciare il vecchio stato di essere per entrare in un diverso stato di essere.

La trasformazione è la crescita. Una crescita continua mediante la quale gli Esseri Viventi all’esperienza che ha contribuito ad essere ciò che sono, sommano la loro personale esperienza per diventare ciò che le loro azioni e le loro scelte li portano a diventare.

Celebrare la nascita non significa soltanto celebrare l’uscita di Persefone dai mondi oscuri, ma significa celebrare la nostra continua uscita da un’oscurità che limita la nostra esistenza.

Uscire dalla vagina di nostra madre, significa nascere.

Ma nasce l’albero quando esce dal seme e nasce il pulcino quando esce dall’uovo. Ma nasce l’uomo e la donna adulti quando escono dall’adolescenza esattamente come il bambino è nato alla morte del feto.

Nasce la conoscenza quando gli elementi dell’esperienza si calano nella struttura emotiva dell’uomo trasformandolo. Quando l’informazione viene fagocitata e tutta la ragione si ristruttura per inglobare i nuovi dati, i nuovi fenomeni, mediante i quali si può pensare il mondo in cui viviamo.

Nasciamo quando il corpo fisico muore perché abbiamo vissuto con passione. Non ci siamo sottomessi e abbiamo messo giustizia nelle nostre azioni contro il più forte che prevaricava il più debole.

Questo noi celebriamo con il rito dell’Equinozio di Primavera. Celebriamo noi stessi che in questo presente costruiamo il noi stessi che dovrà nascere alla fine di questo presente.


Claudio Simeoni


martedì 8 novembre 2016

Parmenide di Platone e l'essere è il nulla di Hegel

Troppi ciarlatani girano
per le università italiane
Il Parmenide di Platone e la sua disquisizione sull’Uno può essere conclusa solo come la conclude Hegel:

L’Essere, in questo caso l’Uno, è il Nulla.

Il Nulla diventa il fondamento dal quale partire per costruire la filosofia.
Incapace di affrontare la formazione del pensiero partendo dal Nulla, Hegel riprende il concetto di Essere in una dimensione dialettica dove la relazione fra Essere e non-Essere permette il divenire, la trasformazione.

Ma il problema filosofico che ha posto costruendo l’unità fra l’Essere, inteso come coscienza universale e assoluto del presente, e la sua unica possibilità di trasformazione, il Nulla, non viene risolta, ma lasciata in sospeso.

Ne segue che tutta la filosofia dovrebbe svolgersi partendo dal Nulla e non dall’Essere.
Solo così Hegel sarebbe stato coerente con la propria osservazione iniziale.

E, infatti, Il Libro dell’Anticristo, scritto nel 1985, quando non conoscevo i principi della filosofia, parte ad analizzare la realtà del vissuto umano partendo dal Nulla.


Il Parmenide di Platone descrive un Uno che non è quello dei Neoplatonici e che, anche se è l’Uno con tutti gli attributi dell’Uno, l’elenco delle condizioni d’esistenza di quell’Uno non conducono all’Essere, inteso come coscienza universale o come “dio padrone”, ma conducono al nulla della dimensione di un Uno le cui uniche possibilità di divenire sono l’annientamento di sé stesso.

Ed è dal concetto di Nulla che noi possiamo sviluppare il concetto di molteplice, il concetto della dialettica Politeista.
Capisco che Platone abbia fatto altre precisazioni in altri testi, tuttavia le conclusioni del Parmenide portano al Nulla e al Libro dell’Anticristo che, partendo dal nulla della Coscienza Universale, ricostruisce la realtà dell’esistenza.


E sia chiaro, non mi è sfuggita l'analogia fra la teoria delle idee di Socrate, esposta nel Parmenide di Platone, con gli archetipi junghiani. Questo spiega molto il fallimento della psicoanalisi ridotta a mero strumento con cui riaffermare il diritto del dio padrone a stuprare gli uomini riducendoli alla sua dimensione immaginata.

Claudio Simeoni


domenica 30 ottobre 2016

Il parassitismo ideologico

Che cos’è il parassitismo ideologico?
E’ un tipo di comportamento, prettamente cristiano, in cui le persone ideologicamente criminali, si aggregano ad ideologie di libertà con cui coprire le proprie intenzioni criminali.
In sostanza se ci sono persone che agiscono per costruire la libertà sociale, i parassiti ideologici si aggregano, alimentano quelle “speranze” e le piegano per i loro progetti totalitari.

L’ideologia non viene riconosciuta a chi la costruisce come pensiero, ma quell’ideologia viene riconosciuta a chi, usando la medesima fraseologia, sembra garantire vantaggi a questo o a quel gruppo sociale, politico o individuale.

Negli anni 60-70 il parassitismo ideologico fu messo in atto da Mario Tronti, Massimo Cacciari, Galimberti, Toni Negri. In una società che spingeva a migliorare le proprie condizioni di vita, costoro, e altri con essi, piegarono la società verso l’assolutismo nazista. Usarono le spinte di libertà sociale per deviarle nell’assolutismo ideologico fino alla convinta partecipazione alla distruzione della Costituzione della Repubblica in funzione dell’assolutismo sociale.

Il parassitismo ideologico è messo in atto dall’intellettuale, sempre di stampo nazista, per deviare le spinte emotive in ambienti autodistruttivi.

Queste persone hanno agito contro lo Statuto dei Lavoratori e contro l’articolo uno della Costituzione per alimentare una firma di schiavismo sociale che assume il nome di precariato. Il precariato fu esaltato come la forma flessibile e dinamica che garantiva l’ingesso al lavoro dagli intellettuali e ha finito per precarizzare l’intera società rendendola vulnerabile alle truffe delle banche, alle attività di mafia degli imprenditori, alle voci di propaganda vuote che da ogni parte suonano per continuare ad aggredire i livelli di vita delle persone.

I parassiti ideologici non si prendono mai la responsabilità delle loro farneticazioni e sono supportati da organizzazioni di terroristi sociali che possono essere individuate nell’Ordine dei Giornalisti e in tutto quel circuito economico che vive e prospera nei disastri sociali e nello spaccio di speranze fra i disperati.


Spesso le Organizzazioni Non Governative sono organizzazioni il cui scopo è devastare la società intervenendo nei disastri e impedendo i riassetti delle relazioni sociali. Con “la scusa” di soccorrere impediscono alle persone di sopravvivere, in compenso, con i soldi raccolti dagli aiuti (la cui raccolta a volte sembra appaltata con percentuali di aiuti lasciati agli appaltatori), costruiscono strutture che aiutano sé stessi ad aumentare il loro potere di devastazione nella società.

venerdì 22 gennaio 2016

Giorno della Memoria dell’olocausto degli uomini: la fonte del MALE

Cosa significa parlare della memoria quando si parla di stragi e di genocidio?
Significa parlare delle cause che produssero quegli avvenimenti, l’ideologia che li ha provocati e le condizioni in cui quell’ideologia si è imposta sui bambini che, una volta adulti, trovavano del tutto normale risolvere le loro contraddizioni esistenziali con i metodi che gli erano stati imposti nell’infanzia.

Noi, nel Giorno Pagano Europeo della Memoria vogliamo ricordare l’orrore messo in essere da chi ha elevato il genocidio e la strage a metodo religioso. Vogliamo ricordare l’orrore di chi impone ai cittadini un dio padrone che si nutre del genocidio di chi professa una diversa religione.



Per questo iniziamo a ricordare da dove ebbe origine il metodo del genocidio per imporre la propria religione.

Nella storia non ci furono mai conflitti religiosi fintanto che gli ebrei non pretesero di essere il popolo eletto (la razza ariana di allora) e sterminarono le altre religioni per essere eletti nelle grazie del loro padrone. Un metodo di sterminio fatto proprio dai cristiani, i musulmani e i buddisti.

Riportiamo dalla bibbia di ebrei e cristiani:

“Poi radunò il popolo e proclamò davanti a loro: “Acab ha onorato poco Baal! Io l'onorerò molto di più. Fate dunque venire da me tutti i profeti di Baal, tutti i suoi adoratori e tutti i suoi sacerdoti: nessuno manchi, poiché io voglio offrire un grande sacrificio a Baal: chiunque mancherà non rimarrà in vita”. Jeu agiva con astuzia in tutto questo, per sterminare gli adoratori di Baal. Anzi egli dette loro quest'ordine: “Indite una solenne assemblea in onore di Baal”. Ed essi la bandirono. Poi Jeu inviò ancora messi in ogni parte d'Israele, e convennero tutti gli adoratori di Baal: non ne mancò neppure uno. Si radunarono dunque nel tempio di Baal: ed erano così numerosi che fu gremito da un capo all'altro. Jeu ordinò allora al guardarobiere: “Metti fuori tutte le vesti per gli adoratori di Baal”. Ed egli le tirò fuori. Poi Jeu, entrato nel tempio di Baal insieme con Jonadab, figlio di Recab, disse agli adoratori di Baal. “Cercate bene e badate che fra di voi non ci sia qualche adoratore del signore, ma soltanto adoratori di Baal”. Questi allora entrarono per offrire sacrifici ed olocausti. Or, Jeu aveva fatto disporre fuori ottanta armati, ai quali dette quest'ordine: “Chi lascerà fuggire uno qualunque di questi uomini che vi metto nelle mani, pagherà con la propria vita quella del fuggitivo”. Terminato che fu l'olocausto, Jeu ordinò ai soldati e agli ufficiali: “Entrate e uccideteli: non ne scampi neppure uno”. I soldati e gli ufficiali li passarono a fil di spada, poi penetrarono fin nel santuario del tempio di Baal, gettandovi dei cadaveri, ne trassero fuori le statue e le bruciarono. Fecero a pezzi la stele di Baal, ne distrussero il tempio e lo trasformarono in luogo immondo, come ancora oggi.”
Tratto da la bibbia dei cattolici e degli ebrei, II Re 10, 18-27


La bibbia di ebrei e cristiani è la fonte dell’odio religioso, la fonte del genocidio. I cristiani macellarono i Pagani, distrussero i Templi e le biblioteche, distrussero la cultura e la medicina in nome del loro dio padrone.

I cristiani macellarono i popoli dell’Africa in nome e per conto di Gesù che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui. I cristiani macellarono i popoli dell’America del Nord, del Centro e del Sud in nome di Gesù e del Macellaio di Sodoma e Gomorra che fece del terrorismo l’unico metodo per imporre la sua morale assassina.

I cristiani bruciarono sui roghi ogni persone che chiamavano eretica in nome del criminale Gesù e del Macellaio di Sodoma e Gomorra.

I cristiani, per ordine del loro dio criminale, bruciarono vive le donna che chiamavano “streghe”.

Ancora oggi il sanguinario Ratzinger è uno dei mandanti del genocidio degli Iracheni perpetrato dai cristiani integralisti Bush, Blair e Berlusconi per imporre l’integralismo musulmano contro la libertà di quei cittadini. Non hanno combattuto un nemico, hanno macellato gli abitanti dell’Iraq per fini religiosi portando le insegne dei crociati (gli sagnoli), come fecero gli Italiani che portarono la bandiera sabauda con la croce dei fanatici cattolici.

Nel Giorno Pagano Europeo della Memoria celebreremo i martiri che ci portarono fuori dall’assolutismo cattolico costringendo anche i cattolici ad abbandonare la monarchia anche se continuano a violentare bambini per imporre loro sottomissione al macellaio di Sodoma e Gomorra e al criminale in croce.

Nel Giorno Pagano Europeo della Memoria celebriamo la Libertà dell’uomo contro l’orrore imposto dal dio padrone cristiano, celebriamo le donne morte costrette agli aborti clandestini e le donne e uomini ammazzati in famiglia perché i cristiani dovevano imporre la famiglia dei ruoli ad imitazione del loro dio padrone contro la famiglia delle persone.


Nel Giorno Pagano Europeo della Memoria ricordiamo tutti i bambini che hanno subito violenza dai cattolici, trasformati giuridicamente in oggetti di possesso del padrone dall’odio cristiano e vogliamo ricordare il coraggio della Corte di Cassazione che fra mille difficoltà, imposte dai cristiani, sta ricordando all’Italia che i bambini sono soggetti di diritto, cittadini che vanno aiutati a diventare adulti coraggiosi.

Questo celebriamo ricordando la fonte dell’odio sociale e religioso:

 Come con Esodo 22, 19 dove si dice:
"Chi sacrifica ad altri Dèi fuorché al signore solo, sia punito con la morte."
 Dei prigionieri Mosé ordina:
"uccidete tutti i bambini maschi e tutte le donne che hanno avuto rapporti intimi con un uomo, invece le fanciulle vergini, che non hanno ancora conosciuto l'uomo, serbatele in vita per voi." Numeri 31, 17-18
Non è da meno il Deuteronomio. Come comportarsi con i Cananei e i loro Dèi che esprime l'odio religioso degli ebrei che, dopo averli fatti prigionieri,
devono "macellali tutti e non venire a patti con loro, né conceder loro grazia." Deuteronomio 7, 1-6

Macelleria di chi non adora il dio degli ebrei e dei cristiani che viene elevata a "maledizione". Maledizione imposta come dovere da imporre mediante la manipolazione mentale alle persone. Come in Deuteronomio 27, 15
"Maledetto l'uomo che fa un idolo scolpito, o di getto, opera di mano d'artefice, abominazione per il signore, e lo colloca in un luogo occulto! Tutto il popolo risponda e dica: Amen!" Deuteronomio 27,15

 Il macello della città di Ai ordinato dal dio degli ebrei, voluto dal dio degli ebrei e perpetrato da Giosuè. Dice il dio degli ebrei:
"Il signore disse a Giosuè: "Non temere e non turbarti! Prendi con te tutti i combattenti e sali contro Ai. Ecco che io do in tuo potere il re di Ai, il suo popolo la città e tutta la regione. Tu farai ad Ai e al suo re come hai fatto al re, e alla città di Gerico. Tuttavia potrete prender e per voi il bottino e il bestiame. Tendi agguati dietro la città." Giosuè 8, 1-2
"Quand'ebbero terminato di uccidere gli abitanti di Ai, a colpi di spada, per la campagna e per il deserto, dove li avevano inseguiti, tutti gli Israeliti si rivolsero contro la città e quella pure fu passata a fil di spada. Il numero delle vittime di Ai, tra uomini e donne, salì in quel giorno in 12.000 persone." Giosuè 8, 24-25

Gedeone distrugge l'altare di Baal per ordine del suo dio padrone:
"Il signore poi gli ordinò in quella stessa notte: "Prendi il toro grasso di tuo padre, quello di sette anni, distruggi l'altare di Baal che possiede tuo padre, taglia il bosco sacro che vi è a fianco, edifica al signore, il tuo dio padrone, sulla cima di questa roccia, un altare ben preparato ed offri il toro grasso in olocausto sopra la legna del bosco da te tagliato." Giudici 6, 25-26

I massacri dei sacerdoti di Baal ad opera di Elia il sanguinario assassino:
"Allora Elia ordinò loro: "Prendete i profeti di Baal: non ne scampi nemmeno uno!" Ed essi li presero. Poi egli li fece scendere presso il torrente Cison ove li sgozzò." I Re 18, 40

Nelle II Cronache c'è un'ulteriore descrizione di morte distruzioni della devozione e delle religioni per l'odio degli ebrei asserviti ad un dio padrone.
"Quando queste feste furono terminate, tutti gli Israeliti che si erano trovati presenti, si sparsero per le città di Giuda a distruggere i Cippi e i Simulacri della Dea Ascera, a demolire gli Alti Luoghi, ad atterrare gli Altari, in tutto Giuda e Beniamino, in Efraim e Manazze, finché non li ebbero fatti sparire completamente. Poi tutti i figli d'Israele se ne tornarono nei loro possessi e nelle loro città." II Cronache 31, 1.

L'odio religioso è rinnovato da Gesù che rappresenta un continuità con l'odio religioso degli ebrei:
"Il diavolo lo trasportò di nuovo sopra un monte altissimo, gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro magnificenza, poi gli disse: "Tutto questo ti darò se ti prostri e mi adorerai". E allora Gesù gli rispose: "Vattene, nemico, perché sta scritto: "Adorerai il dio padrone, il tuo padrone, e servirai a lui solo"." Matteo 4, 8-10

Fu contro questi assassini, contro il macellaio di Sodoma e Gomorra, che l’ONU scrisse la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Col Giorno Pagano Europeo della Memoria noi ricordiamo lo spegnimento del sacro fuoco di Vesta, il 24 febbraio del 391, mentre la nube nera dell’odio dei cristiani calava  sulla vita degli uomini.

Per questi motivo Sabato 20 febbraio dalle ore 17:00 alle ore 21:00 Presso il Bosco Sacro di Jesolo Via Ca' Gamba - 7^ traversa 3B La Federazione Pagana celebra il decimo rito del Giorno Pagano Europeo della Memoria nel Bosco Sacro di Jesolo.
 
Da dove ha origine l'orrore cristiano




venerdì 15 gennaio 2016

Progettate, cani rognosi

Progettate, cani rognosi,

in questa steppa desolata

i cui confini sono scomparsi

fra desideri ed illusioni

Progettate, cani rognosi

sotto tramonti sempre uguali

dove il sole cala ma non sorge

progettate perché il progettare

è l’unica cosa che potete fare


prima che il nulla vi inghiotta.

venerdì 1 gennaio 2016

Il domani non appartiene ai vecchi

Mio padre fu Caos
E senza il caos che pervade la mia mente
Io non saprei vivere

Mia madre fu Nera Notte
E senza l’oscuro in cui io mi immergo
Non saprei tornare con cose nuove alla coscienza

Non chiedetemi di mettere ordine
Non so scrivere, non so pensare, ma so vivere

E proprio perché ho vissuto
Io vi regalo la mia esperienza

Non vi privo del vostro denaro
Non mi approprio dei vostri desideri e delle vostre aspettative
Vi regalo strumenti appuntiti o bastoni nodosi
Che ho forgiato giorno dopo giorno

Io ho messo la maschera di Arlecchino
E sono giunto al domani che voi potete solo immaginare
Solo che non c’è futuro per i vecchi
I vecchi possono solo correre verso la morte
Disseminando i loro sentiero di possibilità.




giovedì 31 dicembre 2015

Dialettica pagana e ontologia cristiana - di Claudio Simeoni

Oggi non possiamo più parlare della dialettica nei termini in cui storicamente se ne è parlato.
In filosofia siamo passato dal concetto della dialettica aristotelica, al concetto della dialettica Hegeliana per approdare alla dialettica marxista.

Tuttavia, la dialettica aristotelica era confinata nel linguaggio, la dialettica Hegeliana era relativa all’intervento del dio padrone cristiano nella storia mentre la dialettica marxista spostava la dialettica hegeliana dalla testa ai piedi rinchiudendone le dinamiche nella concezione storico-razionale del divenuto dell’uomo in una visione politica dei rapporti sociali.

Il difetto di tutte queste visioni deriva dal fatto che vengono pensate in un presente da un pensatore che pensa il presente in divenire, ma che non pensa a sé stesso come un divenuto. Ad una realtà che viene pensata come razionale da un pensatore che può pensare l’intera realtà come un oggetto che descrive come se fosse il dio padrone cristiano che ingloba la realtà dell’universo.

I limiti dei concetti della dialettica che abbiamo conosciuto stanno tutti nel divenuto dell’uomo che anziché pensare ai meccanismi del proprio divenuto si erge a giudice di una realtà pensando a sé stesso come l’assoluto che pensa la realtà del mondo.

Viviamo n una condizione filosofica in cui la dialettica viene applicata ad una visione ontologica della realtà. Una realtà ontologicamente vissuta che viene giustificata mediante la dialettica che la giustifica.

Per i filosofi ontologici moderni la dialettica non è lo strumento che legge la realtà vissuta dall’uomo in perenne trasformazione, ma è lo strumento che fissa l’uomo in una concezione ontologica, creazionista, della realtà stessa.

Oggi dobbiamo parlare di dialettica Pagana Politeista per liberare la concezione della dialettica dalle farneticazioni ontologiche che costringono l’uomo a considerare come reale una dimensione del fantastico, di una realtà immaginata, separato dalla realtà del vissuto quotidiano.

La dialettica va portata nell’uomo e nella società. Nella vita che quotidianamente agisce e si trasforma in base ai propri bisogni e ai propri desideri. Una dialettica che forgia i desideri dell’uomo che a loro volta spingono l’uomo alle relazioni per modificare l’uomo stesso.

Nella concezione ontologica, l’uomo batte il ferro. Abituandosi a battere il ferro diventa abile a battere il ferro, ma non modifica l’uomo che, creato da dio, rimane la sua immagine. Dunque, qualunque azione viene fatta dall’uomo non modifica l’uomo creato dal dio padrone o dall’ente o dall’essere, o dall’essere assolutamente necessario comunque lo si voglia chiamare (che rimane sempre il dio padrone), ma acquisisce l’abitudine a fare quell’azione.

Nella concezione dialettica, l’uomo batte il ferro. Battendo il ferro mette in atto una quantità di azioni che cambiano la sua qualità nel battere il ferro. Cambiano i suoi muscoli, cambiano la sua coscienza, cambia la sua percezione in relazione all’azione che fa, cambia la sua struttura sinapsica e cambiano le connessioni neuronali nella percezione del tempo e del mutamento in relazione alle azioni che sta facendo. Dalla quantità di azioni emerge la qualità dell’uomo che quelle azioni ha messo in pratica.

In quel momento interviene la negazione della negazione. L’uomo che ha forgiato sé stesso battendo il ferro non è più l’uomo che si apprestava a battere il ferro. L’uomo che si apprestava a battere il ferro è negato, sparisce, perché è emerso l’uomo nuovo che battendo il ferro, giorno dopo giorno, non è più quello di prima. Ha negato l’uomo che era per affermare l’uomo che è. Ma l’uomo che è non è un uomo statico. E’ un uomo che sia appresta ad altre e diverse azioni nella sua esistenza. Ma l’uomo che si appresta ad altre e nuove azioni nella sua esistenza non è l’uomo che si apprestava a battere il ferro, ma è l’uomo emerso dall’aver battuto il ferro che affronta nuove e diverse condizioni della sua esistenza: i suoi muscoli sono diversi, la sua coscienza è diversa, la sua percezione del mondo è diversa, il suo reticolato sinapsico è diverso, la sua struttura neuronale è diversa, le sue idee sono diverse, i suoi desideri di veicolazione delle sue pulsioni sono diverse, ecc.

Le nuove situazioni che quest’uomo affronta producono altra trasformazione. Modificano i muscoli, modificano il suo reticolato sinapsico, la sua struttura neuronale, la sua coscienza e il suo modo di pensare e vivere nel mondo. Queste condizioni negano l’uomo che ha negato l’uomo prima che battesse il ferro facendo emergere una nuova qualità di uomo: da qui la negazione della negazione che prelude ad una modificazione continua dell’uomo ad ogni scelta e ad ogni azione.

Se pensiamo a questo processo dialettico di divenire della vita, di divenire dell’uomo, fin da quando l’uomo, quella coscienza di sé che divenne quella che noi oggi chiamiamo uomo, fin da quando si muoveva nell’ipotetico brodo primordiale, possiamo comprendere quanto l’attività da quegli Esseri fino ad oggi è stata necessaria per produrre la realtà che stiamo vivendo.

La condizione ulteriore e diversa si ha fra gli uomini che si relazionano fra di loro. Nelle relazioni sociali e nella storia, dove le coscienze si esprimono mediane azioni che esprimono bisogni e desideri reciproci, dove ad ogni azione di relazione comporta una modificazione di ognuno dei soggetti che entra in relazione.

Quando si crea una relazione, come può essere un atto amoroso, lo scontro di idee, capace di impegnare la struttura emotiva nella relazione, la soluzione di questa relazione, di questo conflitto, comporta la modificazione dei soggetti che hanno partecipato alla relazione. Non sono più i soggetti che hanno intrapreso, volenti o nolenti, la relazione, ma sono soggetti modificati dalla relazione stessa.

La relazione modifica la coscienza, i muscoli, il reticolato sinapsico, i collegamenti neuronali, l’attenzione, il modo di pensare il mondo ecc. dei soggetti che sono entrati in relazione. La relazione ha negato il soggetto che è entrato in relazione e dalla relazione è uscito un soggetto diverso modificato dalla relazione.

La dialettica della Religione Pagana, il metodo con cui la Religione Pagana pensa il mondo, è antitetico alle farneticazioni dell’ontologia cristiana e di tutte quelle religioni che antepongono alla realtà dell’uomo una realtà immaginata nella quale costringere le scelte dell’uomo.

A differenza della dialettica marxista che identificava nella ragione la realtà della vita dell’uomo, la Religione Pagana identifica la realtà della vita dell’uomo nell’emozione e nell’azione con cu veicola l’emozione nel mondo.

Mentre nell’ideologia marxista l’oggetto del discutere è la merce che trasformata in prodotto in quanto valore d’uso che costituisce il plusvalore, nella dialettica della Religione Pagana l’oggetto del discutere è l’uomo quale prodotto nella società mediante i suoi adattamenti soggettivi alle variabili oggettive a quanto l’ambiente sociale e la natura gli presentano: l’uomo che si costruisce come prodotto sociale e della Natura in contrapposizione all’uomo creato da dio nella visione ontologica.

Nella Religione Pagana: “Qualunque cosa fai all’uomo, modifichi l’uomo!”
Nella religione cristiana: “Qualunque cosa fai all’uomo nono modifichi la creazione del dio padrone!”
Ne segue che per la religione pagana è necessario pensare alla società perché l’uomo che nasce, che emerge, si adatta e si trasforma in base alle sollecitazioni che riceve dalla società e la società è responsabile dell’uomo che sarà domani.

Ne segue che per la religione cristiana stuprare i bambini non modifica la creazione del dio padrone perché è dio che ha determinato le condizioni affinché il bambino sia stuprato e lo stupro non modifica la creazione del suo dio padrone. Stuprandolo lo si abitua a sottomettersi alla volontà di dio. Ad obbedire a dio.

Tutta la filosofia ontologica, da Sartre, ad Habermas, ad Heidegger, a Nietzsche, ai filosofi francesi, a Severino, Galimberti hanno sempre pensato che violentare i bambini sia solo un atto di violenza morale perché non modifica la realtà della creazione del dio padrone, mentre per la filosofia della Religione Pagana è un atto che, scendendo nel profondo della struttura emotiva delle persone, modifica profondamente la loro coscienza, la loro struttura sinapsica, i loro collegamenti neuronali, le loro idee sul mondo e sulla vita e modifica le strategie esistenziali che adotteranno.

O l’ontologia cristiana e monoteista, o la dialettica della Religione Pagana.


31 dicembre 2015

venerdì 25 dicembre 2015

Arrivare ad Oz

Vedo vagare in un mare sconosciuto
ombre di cani senza testa
pronti ad azzannare emozioni abbandonate al loro destino
da uomini che hanno rinunciato alla loro vita.

Non ho paura, mentre le ombre volteggiano.
La mia strada di mattoni gialli mi porta ad Oz.
Oz è la meta che la mia volontà desidera
costruendo la strada, mattone dopo mattone.

Ci fu un tempo in cui avrei potuto scegliere:
diventare un’ombra che volteggia in un mare emotivo
sconosciuto alla mia ragione
O imparare ad impastare le mie emozioni col tempo
per cuocere mattoni gialli e costruire la mia strada.

Ora non ho più scelta.

Posso solo impastare emozioni col tempo
e costruire mattoni gialli per andare verso Oz.
Ombre di cani senza testa che azzannano le emozioni abbandonate
osservano nella loro notte una sottile immagine sbiadita
di un uomo chino che impasta tempo ed emozioni
per arrivare ad Oz.


venerdì 11 dicembre 2015

Rito Solstizio Inverno della Federazione Pagana nel Bosco Sacro a Jesolo

Rito del Solstizio d'Inverno 2015 - Bosco Sacro Jesolo Venezia
        
Sabato 19 dicembre dalle ore 16:00 alle ore 21:00
Bosco Sacro di Jesolo
Via Cà Gamba - 7 traversa, Jesolo
 

Il rito del Solstizio d’Inverno

Dopo 10 anni di riti presso il Bosco Sacro in Jesolo Venezia, la Federazione Pagana nel 2012 ha iniziato a celebrare il rito del Solstizio d'Inverno. Il rito del prigioniero che freme; il rito del Sol Invicto.

Questo rito completa il ciclo dei riti della Federazione Pagana. Il rito del Solstizio d'Inverno istituito come prova nel 2012 quest'anno viene ripetuto per la quarta volta col progetto di farlo diventare un appuntamento fisso nella ritualità della Religione Pagana.
E' il rito di un corpo desiderante che veicola il desiderio o del prigioniero che spezza le membra o scioglie i legamenti che lo rinchiudono nella forma o in una dimensione coercitiva. E’ il Sole non vinto che riprende i suoi giorni dopo la “sconfitta” della luce.





Ricordarsi di venire vestiti adeguati al momento che l'Altare è esposto al vento
Quest'anno la cioccolata calda verrà preparata a casa e portata con i termos, lo stesso vale per il vino brulè.
Portare le proprie statuette degli Dèi personali per riporle sul piano per il rito come rappresentazione del proprio Intento.
Portare i propri tamburi o strumenti per far chiasso
Desiderio e intento è l’argomento del rito.
Gli inni sono inni che esprimono propositi, desideri, progetti (usare tracce di inni sciamanici) fra cui: Inno al fuoco
Braciere sarà acceso fin dall’inizio dell'arrivo delle prime persone sull'Altare
Ci sarà la chiamata dei quattro canti del mondo
Segue la lettura degli Inni
Seguirà l'accensione del fuoco
Divisione del fuoco e passaggio fra i fuochi
Per il senso religioso del rito:


Poche persone sanno che cosa siano davvero i riti della Federazione Pagana.




E' Il rito del silenzio. Questo fuoco sarà presente anche nel rito del Solstizio d'Inverno del 19 dicembre 2015 che celebra il Sol Invicto, ma che, detto in maniera moderna e sciolto dai legami dell'antico Mito, è il rito del prigioniero. Il prigioniero incatenato, ma non domato che con le catene o nella cella di una prigione progetta un futuro che sciolga quelle catene: E' il rito del Sol Invicto che ha abbassato i suoi giorni diventando prigioniero dell'oscurità, a che freme per, progettando il suo futuro, allungare i giorni e giungere ad una nuova estate della vita.
Questo è il rito del Solstizio d'Inverno che celebreremo presso il Bosco Sacro in Jesolo-Venezia il 19 dicembre 2015.





Una delle cose che facciamo per il rito del Solstizio d'Inverno, anche se molto dipende dalle condizioni atmosferiche, è quello di preparare un piccolo altare con le nostre statuette personali degli Dèi. E' un po' macchinoso portarle senza rovinarle, tuttavia ogni anno ne abbiamo portate alcune.

domenica 6 dicembre 2015

Un cuore vive e un cuore muore.

Gli uomini non sono creati, sono divenuti.

La distruzione dell’uomo avviene imponendo all’uomo di agire come se le sue illusioni fossero un dato di realtà.

La costruzione avviene imponendo all’uomo di analizzare il presente e di agire in base all’analisi che ha messo in atto.

La costruzione dell’uomo è un processo che ha la sua sede nel tempo: avviene generazione dopo generazione fin da quando essere unicellulare si muoveva nel brodo primordiale.

La distruzione dell’uomo è un processo che ha la sua sede nel tempo: avviene generazione dopo generazione fin da quando l’illusione divenne un dato di realtà che si impose alla ragione dell’uomo.

Il tempo è trasformazione. Il tempo è sedimentazione. Il tempo è il divenire della ragione. Il tempo determina le condizioni oggettive.

Nel tempo non c’è l’illusione perché l’illusione è un apparire alla ragione e non un agire che coinvolge la ragione.

Poi, accade che ogni corpo muore.

Accade che Osiride proceda alla pesatura del cuore: a come l’uomo ha manipolato le proprie emozioni durante le proprie azioni nella sua vita.

Costruttori e distruttori hanno un corpo che muore, ma il loro cuore, le loro emozioni manipolate nel corso della loro esistenza, davanti alla morte, hanno un peso diverso.

Un cuore vive e un cuore muore.



giovedì 3 dicembre 2015

Aghi di pino


A volte, guardando gli uomini, mi sembrano come aghi di pino
rinsecchiti e caduti da un albero fiorente in un vorticoso torrente di montagna.

L'acqua correndo sbatte questi aghi di pino contro le rocce e le sponde
formando dei vortici in cui vengono inghiottiti per essere, subito dopo vomitati.
Per continuare un andare senza controllo lungo un cammino già tracciato.

Aghi di pino senza volto, senza tempo, senza emozioni.
Aghi di pino in cui il tempo si è fermato e dove lo scorrere delle acque
crea l'illusione che la fine della vita non sia ancora arrivato.

venerdì 11 settembre 2015

La filosofia e le implicazioni di definire una diversa Natura degli Dèi.

Definire una diversa "natura degli Dèi" significa mettere in discussione tutta la filosofia occidentale compresa quella che, nel corso della storia negava il dio padrone cristiano.

Tutta la filosofia si basa sul concetto dell'esistenza del dio creatore e del dio padrone. Sia quando questa figura è affermata da Platone, come demiurgo, dagli stoici, come logos, dai neoplatonici, come uno, dalla bibbia, dagli ebrei, per legittimare il nazismo del popolo eletto, l'islam o il cristianesimo che legittimava il genocidio e la pederastia come pratica per imporre la fede cristiana.

Lo stesso Hegel nella Fenomenologia dello Spirito, afferma che è meglio chiamare il dio padrone cristiano col termine di "Assoluto". "l'Essere" (e gli altri nomi che gli ha dato la filosofia) anziché col termine dio padrone.

Cambiare il concetto di dio padrone, individuando una diversa concezione del termine "dio" e "Dèi" implica cambiare tutto il concetto della filosofia. Cambiare tutti i presupposti della filosofia e gli sviluppi della sua logica. In sostanza, per sintesi, si può affermare che tutti i filosofi erano dei delinquenti che, imponendo l'assoluto nazista nel corso della storia, altro non facevano che tentare di soddisfare la loro soggettività repressa davanti ad un mondo che chiedeva loro di agire da uomini anziché da bestiame del gregge che il dio padrone portava al macello della vita.

Per definire la Natura degli Dèi è necessario superare la forma dell'onnipotenza patologica della ragione umana e accedere ai mondi del tempo che implicano azione e trasformazione e ai mondi emotivi che implicano l'uguaglianza di tutte le specie e di tutti gli Esseri della Natura. Implica la cessazione dell'idea generale secondo cui l'uomo è creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo, cretino e deficiente e, pertanto, collocato al di fuori del divenire della natura.

E' necessario dire ai filosofi che non è importante come soggettivamente pensano al padrone, al loro dio padrone. Non è importante con quale nome lo chiamano, sta di fatto che la loro idea è un'idea ontologica che tenta di soddisfare il loro bisogno di padrone non trovando soddisfacente la descrizione del padrone che ne hanno fatto altri.

Il fatto è che i filosofi pensano al padrone ed elevano la loro idea di padrone ad un assoluto che rinnova il dominio sull'uomo del macellaio di Sodoma e Gomorra. Questo perché, ogni idea di padrone assoluto, di Essere, è un'idea soggettiva che va imposta all'oggettività costringendo l'oggettività, che spesso è oggettività sociale, a soggettivarla e quando la società non la soggettiva, la soluzione estrema è il genocidio di chi tale idea non accetta. Appunto: il macello di Sodoma e Gomorra per soddisfare i pruriti mentali del dio padrone.

http://www.stregoneriapagana.it/catechismorivelazione.html

11 settembre 2015


venerdì 8 maggio 2015

I criminali Gesù, Mosè, Maometto e Buddha e la Religione Pagana

Se una persona cristiana dice: Io costruisco una religione". Dal punto di vista del cristianesimo è un atto di arroganza contro il dio dei cristiani. La religione cristiana, secondo i cristiani, è costruita dal loro dio padrone e i cristiani devono essere umili davanti al loro dio padrone.

Se io dico: "Io costruisco la Religione Pagana", non è un atto di arroganza, è un atto che prelude ad un grande impegno. Zeus non ha mai preteso che gli uomini gli obbedissero e nemmeno Apollo, Demetra, Giunone, Nettuno e quant'altro. Erano gli uomini che sceglievano come organizzare la loro vita e quanto questa organizzazione onorasse gli Dèi. Sono gli uomini che costruiscono le relazioni con gli Dèi nel mondo, non sono gli Dèi che impongono sottomissione agli uomini come il dio padrone degli ebrei e dei cristiani. Per questo motivo ebrei, cristiani, musulmani e buddisti ammazzano per imporre sottomissione al loro dio padrone.

Dal momento che i cristiani non vogliono che nasca una Religione Pagana perché loro non saprebbero come confrontarsi date le norme della società moderna, usano delle persone prezzolate e culturalmente povere per far credere che ci siano tanti paganesimi. Molti paganesimi di vario tipo. Ma non è vero che ci siano stati “molti” paganesimi perché nessuno chiamava sé stesso “pagano” mentre il termine “pagano” era usato dai cristiani per insultare religioni diverse impedendo loro che avessero un nome con cui definirsi. Ogni tipo di "paganesimo", di cui abbiamo memoria nei secoli passati fino ad oggi, ha un nome preciso in base alle norme dottrinali che segue. Un neoplatonico, come può essere un wicca o un massone che credono nella reincarnazione, non sono Pagani, semmai Platonici e neoplatonici. Tuttavia, dal momento che loro si definiscono wicca o massoni, si chiamano wicca e massoni e non Pagani.

Quando io dico: "Voglio costruire la Religione Pagana" suscito l'apprensione del cristiano: "Costui vuole mettersi allo stesso livello di Gesù!" senza pensare che è Gesù che con i suoi atti criminali, elevati a religione, insulta me, non io che elaboro una struttura di pensiero. Suscito l’apprensione nell'ebreo. "Costui vuole mettersi allo stesso livello di Mosè!" senza pensare che è Mosè che con i suoi atti criminali, elevati a religione, insulta me, non io che elaboro una struttura di pensiero. Suscito apprensione nel musulmano: "Costui vuole mettersi allo stesso livello di Maometto", senza pensare che è Maometto che con i suoi atti criminali, elevati a religione, insulta me, non io che elaboro una struttura di pensiero. Suscito apprensione nel Buddista: "Costui vuole mettersi allo stesso livello di Buddha" senza pensare che è Buddha che con i suoi atti criminali, elevati a religione, insulta me, non io che elaboro una struttura di pensiero.

Rimangono fuori i "pagani" che si strappano le vesti in nome di Gesù, Mosè, Maometto e Buddha, dei quali sono devoti. Costoro, anziché essere coraggiosi nell'affrontare la vita, si nascondono sotto il dogma della sottomissione al padrone. Un padrone sacro, intoccabile, al di fuori della legge, delle norme sociali, della capacità di critica degli uomini che identificano col pederasta Gesù, il sanguinario assassino Mosé, il macellaio di pagani Maometto, il padrone di schiavi Buddha. Dal momento che queste figure sono delle figure criminali, preservandole dalla critica ritengono di preservare dalla critica loro stessi e le loro esternazioni al limite del patologico che se in filosofia vanno sotto il nome di “ontologiche” in psichiatria vanno sotto il nome di “deliri”.

La necessità di costruire il sistema di pensiero che viene definito come Religione Pagana è quella di aiutare le società ad uscire dall’assolutismo criminale in cui il soggetto, col quale si costringono i bambini ad identificarsi nella costruzione si strategie esistenziali mediante le quali risolvere i loro problemi, non sia come il terrorista dio dei cristiani, ebrei e musulmani, il macellaio di Sodoma e Gomorra, o l’idea buddista di autodistruzione dell’uomo mediante l’annullamento di desideri e di passioni.

Io sono consapevole che a mano a mano che procedo col lavoro, il termine "Religione Pagana" significherà solo ciò che ho costruito con l’analisi della realtà. Le persone che chiamano sé stesse “pagane”, non volendosi confrontare (o non potendo) con l’analisi che sto facendo, avranno sempre meno argomenti per affrontare il pensiero e per difendere i loro interessi aumenteranno le aggressioni, sia diffamatorie che fisiche, nei miei confronti.

E' lungo, faticoso e noioso, meditare su principi filosofici e teologici per scoprire il loro significato e le implicazioni nella vita degli uomini, ma io non conosco altro modo per costruire la Religione Pagana e questo modo intendo percorrere fino in fondo. Non è arrogante il muratore che porta i mattoni o il contadino che pianta i semi nella terra. Semmai è arrogante chi, anziché dargli una mano, preferisce schernirlo perché servono mesi ed anni per costruire un edificio e servono nove mesi affinché il chicco di grano si trasformi in spiga.

Per i cristiani, e i “pagani” che riproducono i principi di sottomissione dei cristiani, che ritengono che una religione derivi da “dio”, il “dio padrone”, o da qualcuno che vuole farsi “dio padrone” o suo  “profeta”, fare una religione ha un significato di autoidentificazione col dio padrone. Per questo i cristiani elevano alla santità o alla beatitudine personaggi criminali come Rosmini o Tommaso d’Aquino: si sono elevati a dio padrone e hanno detto agli uomini che cosa vuole il dio padrone in funzione della gloria del dio padrone identificato con la chiesa cattolica.

Ma noi che abitiamo la società, partecipiamo alla vita degli uomini e abbiamo a cuore il futuro della società ritenendo indegno e infame non lavorare per costruire un futuro migliore di quello che abbiamo trovato, riteniamo nostro dovere seguire la tradizione del “nostri avi” che ha in Numa, Orfeo, Tagete, e tanti altri i cui nomi sono dimenticati, che costruirono una sistema di relazione fra gli uomini e gli Dèi nel mondo che oggi viene chiamato: RELIGIONE!

Per questo motivo lavoro per costruire la Religione Pagana. Io non so cosa nascerà dal mio lavoro. Gli Dèi mi hanno detto di non preoccuparmi. Per gli Dèi l’importante è che io segua le mie passioni, i miei desideri e metta in moto la mia capacità di analisi del presente. Da questo nascerà il futuro.

08 maggio 2015